James Hinchcliffe si aggiudica il Grand Prix of Long Beach, seconda prova dell’IndyCar Series 2017. Il pilota canadese ha approfittato di una stategia attenta impostata sulle due soste, aiutata dalle poche interruzioni, solo tre, a differenza della gara IMSA di ieri.

L’episodio determinante della gara è stato sicuramente il contatto avvenuto al primo giro fra Charlie Kimball e Will Power (sempre loro, come anche a St.Peterburg) alla curva 4, che ha portato la prima interruzione della gara. Davanti il polesitter Helio Castroneves, partiva malissimo e si ritrovava in sesta posizione, e la leadership era appannaggio di Scott Dixon, che precedeva James Hinchliffe, che a sua volta aveva avuto la meglio su Ryan Hunter.Reay, che gli partiva a fianco, Graham Rahal ed Alexander Rossi.

A metà gruppo volano pezzi di DW12 e Sebastien Bourdais è costretto ad una sosta per sostituire l’ala posteriore, come Conor Daly e Will Power, che riesce a proseguire sostituendo il profilo anteriore.

Al restart, al lap 10, Hunter-Reay si riprende la seconda piazza mentre Rahal perde due posti a favore di Alexander Rossi e Josef Newgarden, primo delle Chevrolet.

A questo punto si delineano le strategie, con Dixon orientato sulle tre soste, marcato a vista da Newgarden, così come Pagenaud, che a causa delle disgrazie altrui si ritrovava già 10 posizioni avanti la posizione di partenza.

Il quartetto di testa, orientato invece sulle due sole fermate, è formato da Hunter-Reay, Hinchcliffe, Rossi e Rahal, con Bourdais presto in P5 dopo aver presto esaurito l’impegno obbligatorio sulle black.

La gara prosegue su questi binari senza grandi scossoni, fin quando al lap 63, Alexander Rossi parcheggia la sua Dallara sul rettilineo principale, col motore Honda ko, poco dopo l’ultima sosta di Scott Dixon.

La direzione gara permette ben sette giri dietro safety car e al restart Hinchcliffe, che è riuscito a passare Hunter-Reay al pit, si ritrova al comando con oltre 2”6 di vantaggio sul campione 2013, che peraltro viaggia sulle black.

Ciononostante l’alfiere del Team Andretti inizia un forcing che lo porta a poco più di un secondo dal leader, ma la rincorsa del floridiano termina a 5 giri dalla fine, pur’egli col motore arrosto, poco dopo l’arresto anche del neo-teammate Takuma Sato, per una disfatta totale della squadra, che aveva perso Marco Andretti già nei primi giri.

Bourdais, che si ritrova ora secondo dopo le disavventure della partenza negli ultimi tre giri di gara libera, si limita a rintuzzare gli attacchi di Newgarden, il quale guadagna così il gradino basso del podio mentre il popolare “sindaco” si gode la sua quinta vittoria nella serie, la prima dopo il terribile crash di Indy 2015.

Completano la top five Scott Dixon e Simon Pagenaud, che a loro volta precedono il rookie Ed Jones, autore ancora una volta di una buona prestazione con la seconda entry di Dale Coyne.

Gli ultimi fuochi vedono protagonista JR Hildebrand, che nelle ultime curve centra Mikhail Aleshin, bucandogli la posteriore destra e finendo a sua volta fuori strada. La direzione gara opterà per penalizzare il driver russo, restituendo al quasi vincitore di Indianapolis 2011 l’undicesima piazza.

Prossimo appuntamento con l’IndyCar Series fra due settimane al Barber Motorsports Park, nei giorni scorsi sede di test privati nei quali ha svettato Bourdais, che con il secondo posto odierno consolida li primato nella serie.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Bourdais sfiora ancora la vittoria dal fondo gruppo

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/04/Hinchwin.jpg IndyCar – Long Beach, Gara: Hinchcliffe ringrazia le altrui disgrazie