Mancano ancora due gare al termine dell’IndyCar Series 2017, ma il mercato è già in pieno fermento.

Uno dei tasselli più importanti però è stato piazzato giovedì, con l’ufficializzazione della prosecuzione del rapporto tra Andretti Autosport e Honda.

Messe quindi a tacere le insistenti voci che vedevano il team di Nazareth verso la concorrenza Chevrolet, anche in virtù dell’attuale sbilanciamento di vetture spinte dai propulsori nipponici e quelli del “bowtie”.

L’accordo pluriennale mantiene in essere la relazione che ha portato alla bellezza di cinque vittorie nella Indy 500, le ultime due di fila con Alexander Rossi e Takuma Sato, e tre campionati, l’ultimo nel 2012 con Ryan Hunter-Reay.

Dal punto di vista dei piloti, scongiurata la partenza di Rossi, protegè Honda, così come quasi certamente del giapponese, i cui trasferimenti avrebbero dato inizio altrimenti ad una reazione a catena.

Paradossalmente un altro dei team più vincenti di sempre nel motorsport USA, il Ganassi Racing, sta vivendo un momento non particolarmente idilliaco nei rapporti coi propri piloti. Tony Kanaan e Max Chilton sono stati fermati a Gateway quando ancora in grado di competere, anche se il team owner ha dichiarato il contrario, e quasi certamente non saranno della partita nella prossima stagione, col brasiliano 42enne free agent e Chilton verso il nuovo team Carlin, di cui il padre possiede quote societarie. Anche Charlie Kimball, il cui rapporto data 2011, potrebbe dirottare il proprio sponsor – e i relativi fondi – altrove.

L’idea pazza però che sta emergendo prepotente in questi giorni si chiama Brendon Hartley. Il vincitore dell’ultima 24 Ore di Le Mans, che dalla prossima stagione non potrà più correre sulle Porsche 919 Hybrid dopo il ritiro della casa di Stoccarda dalle LM P1, potrebbe formare a sensazione una coppia tutta kiwi con il confermatissimo Scott Dixon, che ricordiamo è ancora ben in lizza per il titolo IndyCar 2017, grazie ai buoni uffici Honda.

Le enormi esperienze maturate da Hartley a dispetto della giovane età (27 anni), che comprendono anche cinque anni di test F1 svolti fra Mercedes, Toro Rosso e Red Bull, lo rendono un candidato ideale per il trasferimento negli USA, dove potrebbe alternarsi nella serie IMSA, dove ha anche già corso per il team a Daytona nel 2016, magari con la nuova Acura DPi gestita dagli eterni rivali Penske.

Altre voci di mercato vedono protagonisti il quasi neo-campione Indy Lights Kyle Kaiser, pronto a ricongiungersi al patron Juncos grazie alla dote provvista da Mazda, ma anche il probabile eterno secondo del serie cadetta, Santiago Urrutia, che ricordiamo corre con l’appoggio dello Schmidt Peterson Motorsports e potrebbe raggiungere la prima guida James Hinchcliffe tra le monoposto più veloci del pianeta.

Chissà che tra i tanti movimenti di mercato non trovi spazio anche Zach Veach, visto due volte quest’anno a Barber Park e alla Indy 500. Fino a quel momento, occhi puntati sul finale di stagione, con il ritorno a Watkins Glen domenica 3 settembre ed il gran finale di Sonoma a punteggio doppio due settimane più tardi.

Piero Lonardo

L’entry list di Watkins Glen


Stop&Go Communcation

Ganassi, rivoluzione in vista con l’idea pazza Hartley

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/09/08-31-Andretti-Honda-Announcement-V2.jpg IndyCar – Andretti rimane con Honda