La Ferrari ha svelato al mondo la SF70H, l’arma segreta con la quale lancerà la sfida alla Mercedes per il campionato mondiale di Formula 1 2017.

La SF70H è stata presentata stamani nel circuito di Fiorano e, successivamente, ha percorso i suoi primi giri.
La sigla della monoposto è una celebrazione dei 70 anni del Cavallino. Con questa nuova vettura, dal progetto aggressivo, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen avranno sicuramente gli stimoli giusti per far meglio della passata stagione, conclusa al terzo posto nel Costruttori e rispettivamente al quarto e sesto posto nel Mondiale Piloti, certamente non per colpa loro.

Le nuove regole del 2017 hanno portato le monoposto ad essere più performanti del recente passato e la Ferrari si è dedicata principalmente a raggiungere un giusto compromesso tra la deportanza e la resistenza aerodinamica sulla SF70H. Da segnalare come dato importante l’abolizione dei fastidiosi gettoni che limitavano, e non poco, lo sviluppo delle monoposto nel corso della stagione.
La nuova monoposto presenta un significativo aumento del carico aerodinamico e dell’aderenza meccanica, oltre ad avere, nella sezione frontale, un maggior carico dell’ala anteriore, del fondo e del diffusore che, abbinato alla presenza di pneumatici più larghi, comporta una maggiore aderenza e velocità quando si affrontano le curve.
Conseguenza delle nuove regole sono il naso allungato e l’ala anteriore a forma di freccia, così come la pinna (sul cofano motore) e le complesse appendici aerodinamiche sulle fiancate. Grazie alle nuove regole, le monoposto di Formula 1 sembrano così tornate all’epoca d’oro, sia come estetica che come perfomance, finita con al termine della stagione 2008, quando venne varato un nuovo regolamento. La Ferrari è, però, quella che somiglia di meno alle vetture di quell’epoca tra le monoposto fin qui presentate.

Tornando all’analisi della SF70H (“H” sta per ibrido), nella parte anteriore è ben visibile un condotto, che ha un fine prettamente aerodinamico, mentre alle spalle del pilota è presente il roll-hoop, che comprende la presa d’aria del motore. Questo pezzo è stato completamente riprogettato. Lo schema delle sospensioni, invece, conserva ancora un disegno di spinta sul davanti con dei tiranti nella parte posteriore.
Mozzi e dadi delle ruote sono stati ridisegnati per rendere più facile il lavoro dei meccanici durante il cambio ruote dei pit-stop.

Per quanto riguarda la power unit, che è stata parte fondamentale del dominio Mercedes degli ultimi anni, la Ferrari ha fatto un deciso passo in avanti, stando a quanto ci dice il Cavallino. A differenza dell’aerodinamica, per quel che concerne la power unit ci sono stati pochi cambiamenti ai regolamenti. Il principale riguarda la quantità di combustibile che può essere utilizzato da ogni vettura durante la gara: con il previsto aumento delle prestazioni, con una percentuale maggiore di ogni giro trascorso a pieno regime, la quantità consentita di combustibile è aumentata da 100 a 105 kg , anche se la portata è ancora fissato a 100 kg / ora.
La Ferrari afferma che il motore 062 della SF70H è un passo in avanti definitivo rispetto al motore che montava la monoposto del 2016, per quanto riguarda le prestazioni. Alcuni componenti meccanici presenti nel propulsore sono stati rivisti, mentre in altre zone è stato deciso di lasciare un layout simile al modello del 2016.
Maranello vuole quest’anno riportare a casa entrambi i titoli e far dimenticare la stagione appena trascorsa quando, nonostante un avvio promettente culminato con un podio in ogni gara e alcune vittorie mancate per problemi tecnici o errori ai box, la spinta energetica si esaurì ben presto, in estate. Una stagione sfortunata quella del 2016, nella quale erano riposte moltissime speranze.

Spetterà alla SF70H non deludere le aspettative e rompere un digiuno che oramai dura da dieci anni (ultimo pilota iridato su una monoposto del Cavallino fu Raikkonen 2007, l’ultimo alloro iridato Costruttori è invece del 2008) , il terzo digiuno più lungo nella gloriosa storia della Ferrari (il primo, e più famoso, quello durato dal 1979 al 2000, il secondo, durato invece dal 1964 al 1975). Il guanto di sfida a Mercedes (ed anche Red Bull, classifiche 2016 alla mano) è stato lanciato.

Riuscirà la SF70H nell’impresa?


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