Fabio Onidi è stato tra i protagonisti assoluti del weekend di apertura dell’Auto GP 2011 a Monza. Sfortunato in Gara 1, quando un problema al pit-stop ha compromesso la sua strategia, si è poi rifatto nella Sprint Race della domenica guidando il gruppo dallo spegnimento del semaforo alla bandiera a scacchi. Questo gli ha permesso di conquistare il terzo posto in campionato a una sola lunghezza da Filippi, e di arrivare a Budapest sull’entusiasmo di un ottimo risultato.

“È vero, arrivo a Budapest davvero carico e ottimista, perché Monza mi ha confermato che abbiamo la competitività per stare davanti: In Gara 2 sono partito benissimo come al solito e ho controllato la corsa senza difficoltà, credo di aver dato un segnale importante. Inoltre considerando la sfortuna che ho avuto in Gara 1 con il problema al pit-stop credo che essere uscito dal weekend terzo in campionato sia stato un ottimo modo di limitare i danni. Il team sta lavorando davvero duramente e i risultati si vedono, per cui credo di avere davvero ottime chance in ottica campionato”.

Chi sono gli avversari che temi di più, anche in base a quanto visto a Monza?
“Tutti sono rimasti impressionati da Venturini ed è ovvio, perché un debutto così non è poca cosa, ma io credo che nella lotta per il titolo il più pericoloso sia Tambay: è veloce, costante e sbaglia poco, per cui credo che sia lui l’avversario da tenere d’occhio. Filippi è potenzialmente più veloce ma meno costante, e poi sono curioso di vedere come andranno su altre piste gli altri giovanissimi che si sono messi in mostra a Monza, Buttarelli e Ceccon”.

I risultati dei debuttanti sono stati una delle sorprese della prima gara, credi ci sia una ragione precisa per la loro competitività?
“Ricordo che anch’io quando passai dalla F.Renault 2.0 alla F3000 andai subito forte. Credo che la ragione si possa trovare nelle caratteristiche della macchina, che pur essendo estremamente veloce ed impegnativa dà al pilota segnali molto chiari su quello che sta facendo. Questo fa sì che un pilota con un buon controllo della vettura e un certo istinto possa subito andare forte, anche se giovanissimo”.

Veniamo a Budapest, cosa ti aspetti dal tracciato magiaro?
“La pista la conosco perché ci ho corso nel 2007, ma mentre ho ricordi precisi del primo e dell’ultimo tratto, su quello centrale ho qualche dubbio in più che mi leverò nei primi giri delle Libere. Per il resto è un tracciato molto fisico, soprattutto su una macchina come questa, e dove i piloti tecnici possono fare la differenza. Sarà importantissima la qualifica, perché poi sorpassare non è facile, per cui darò tutto per partire in prima fila”.


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