Da quel che si è visto a Silverstone sembra ormai assegnato il titolo ELMS 2018. G-Drive si aggiudica infatti l’ennesima gara, la terza su quattro appuntamenti, della stagione, mentre i diretti inseguitori, Racing Engineering e TDS, non hanno segnato punti.

Se è vero che TDS in questo appuntamento ha preferito concentrarsi sul WEC, la compagine diretta da Alfonso d’Orleans ce l’ha messa tutta, ma ha perso un secondo posto quasi sicuro per un’uscita di strada da parte di Norman Nato a mezz’ora dalla bandiera a scacchi.

Ora Andrea Pizzitola e Roman Rusinov in classifica generale (Jean Eric-Vergne ha saltato il round iniziale al Paul Ricard), conducono con 87 punti contro i 53 della compagine spagnola ed i 50 dell’IDEC, terzi al traguardo.

Le fasi iniziali hanno visto il predominio di Julien Canal con la Ligier del Panis-Barthez Competition. Scattato bene dalla pole, il due volte campione del mondo LM P2 ha dominato fino alla vigilia della prima sosta, cedendo il passo a Rusinov e all’Oreca #26, che non ha più avuto bisogno di voltarsi indietro sino alla fine.

Nelle immediate retrovie accadeva di tutto, con la Ligier #22 dello United Autosports di Phil Hanson e la Dallara del Cetilar Villorba listata a lutto di Giorgio Sernagiotto che si giravano, come anche la Ligier LM P3 di Sean Rayhall. Purtroppo era proprio il prototipo tricolore ad avere la peggio, ed i meccanici del team trevigiano hanno speso praticamente tutto il primo quarto di gara per riparare la vettura e permettere a Sernagiotto, Felipe Nasr e Roberto Lacorte di riprendere la pista.

Anche Henrik Hedman, partito dalla terza piazzola, seminava il panico costringendo il DragonSpeed ad anticipare il primo pit per effettuare anche il cambio pilota. Nella confusione generale Anders Fjordbach riusciva ad innalzarsi fino alla terza posizione con la Dallara dell’High Class Racing.

Tra le LM P3 il deb Mattia Drudi manteneva in scioltezza il comando su Garrett Grist e la seconda Ligier dello United Autosports e Jean-Baptiste Lahaye sulla Norma dell’Ultimate. In GTE, Giorgio Roda prendeva subito la testa su Christian Ried e l’altra Porsche del Proton Competition.

Il primo colpo di scena grazie a Phil Hanson che parcheggiava la sua Ligier al Village, imitato poco dopo in modo più cruento da Victor Shaitar con la Dallara dell’SMP che stava rimontando dal fondo dello schieramento a causa della penalità comminata dalla direzione gara per aver effettuato interventi in garage durante le qualifiche.

La susseguente Full Course Yellow, l’unica della gara, non ha generato nuove strategie differenziate, dopo che Paul Petit aveva già preso in anticipo il volante dell’Oreca del Racing Engineering, e così Andrea Pizzitola, subentrato a Rusinov, poteva concentrarsi sul vero contender, Timothè Buret, ora sulla Ligier #23, mentre la Dallara danese presto scompariva dalle posizioni di vertice nelle mani di Dennis Andersen.

Intanto Drudi era costretto a cedere la leadership tra le LM P3 a Matthew Bell, mentre Sean Rayhall e Ross Kaiser progredivano nella rimonta sino a portarsi in zona podio, con lo statunitense presto a ridosso del compagno di squadra.

In GTE era aperta ormai la caccia al primato da parte delle Ferrari, e l’inseguimento si concretizzava dopo la seconda sosta, con Dane Cameron e Liam Griffin ad avere la meglio su Gianluca Roda.

La bella prestazione di Buret e della migliore delle Ligier subiva però una battuta d’arresto per un drive-through per il mancato rispetto della Full Course Yellow. Via libera così per Jean-Eric Vergne, che nel finale riuscirà addirittura a doppiare tutti i concorrenti.

Quasi tutti erano costretti ad uno splash finale, e così ne approfittava l’Oreca del DragonSpeed, finalmente a podio, con il solito Nicolas Lapierre, mentre Paul Lafargue conduceva al terzo posto l’entry dell’IDEC. Tristan Gommendy riusciva solo all’ultimo giro ad avere la meglio su Gustavo Menezes sulla vettura dell’APR Rebellion, completando una top five tutta Oreca.

Le ultime fasi della LM P3 vedevano Anthony Wells, incaricato dell’ultimo stint sulla Ligier #3, perdere l’appoggio della seconda entry del team angloamericano, che rifiutava di avviarsi al terzo ed ultimo pitstop. Anche i capolista dell’RLR Msport incappavano in una penalità, e quindi il ruolo di inseguitore era quindi ereditato da Colin Noble e dall’Ecurie Ecosse/Nielsen, che riusciva ad avvicinarsi sino 9” dai battistrada.

Il podio della categoria veniva completato dalla Norma dell’Ultimate, grazie ad una spettacolare rimonta da parte di “Vigueur” Mathieu Lahaye. Classifica divenuta molto più corta grazie al sesto posto di RLR, che mantiene comunque il comando con 58,5 punti con un assembramento di quattro equipaggi (Eurointernatonal, 360 Racing, Inter-Europol e United Autosport) ad inseguire, racchiusi dai  46,5 ai 45 punti.

Avvincente quanto mai infine l’ultimo quarto di gara delle GTE. Nonostante le sole sette entry, la vittoria è stata decisa, dopo 240 minuti di lotta senza esclusione di colpi, dalla Ferrari del JMW di Miguel Molina, Liam Griffin ed Alex MacDowall.

Allo scadere delle 3 ore era l’altra 488 di Spirit of Race a condurre sullo spagnolo e su Matteo Cairoli, finalmente salito per lo stint finale sulla Porsche Proton #88. La furiosa rimonta del comasco sembrava cosa fatta a causa delle penalità di 10” comminate dalla direzione gara per abuso dei imiti di pista da scontare al primo pitstop utile (ovvero da sommarsi al tempo finale) ad entrambe le GT del Cavallino.

Un errore nelle ultime curve da parte di Matt Griffin sulla Ferrari biancoverde, appena sorpassata dallo spagnolo, generava un gap di 10”126 che permetteva alla compagine inglese di siglare la seconda vittoria stagionale dopo Le Castellet con uno scarto minimo.

Il primato parziale della categoria appartiene ancora a Gianluca e Giorgio Roda con 72 punti, contro i 63 dell’equipaggio del JMW ed i 58 di Matt Griffin, Aaron Scott e Duncan Cameron, classificati terzi al

L’appuntamento con la serie endurance europea è per la 4 Ore di Spa-Francorchamps, il 23 settembre prossimo.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 Ore di Silverstone ELMS


Stop&Go Communcation

United Autosports si consola in LM P3. JMW, vittoria sul filo dei centesimi in GTE

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/08/26wing.jpg ELMS – Silverstone, Gara: G-Drive, tre di fila e titolo sempre più vicino