Affidabilità. E’ questo ciò che serve a Stephan Peterhansel per centrare la dodicesima Dakar nella sua lunghissima carriera suddivisa tra auto e moto.

Il francese al momento è al comando della gara dopo il clamoroso ritiro di Carlos Sainz (Peugeot), giunto al parco assistenza solo grazie al traino di un mezzo pesante della Casa del Leone. La maledizione del leader si abbatte ancora sul costruttore francese, che ha già speso tutti i “Jolly” (Despres e Loeb in forte ritardo, il “Matador” spagnolo ritirato) e potrà vincere la maratona Sudamericana solo con Peterhansel.

Il vantaggio su Nasser Al-Attiyah (Mini) è di un’ora precisa e probabilmente, se la gara dovesse finire così, il reclamo del team X-Raid per il rifornimento abusivo del francese sarebbe riecheggerebbe ancora più forte e deciso. Terza piazza per De Villiers (Toyota), che potrebbe ancora raggiungere il Principe del Qatar (solo 12 minuti di ritardo nei suoi confronti). A seguire Mikko Hirvonen (Mini), che a sua volta potrebbe spezzare l’equilibrio (un costruttore diverso per ogni gradino del podio fino a questo momento) centrando un bronzo al debutto nel rally raid più famoso del mondo. Oggi tappa di 431 chilometri da La Rioja a San Juan.

Luca Piana


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