Squadra storica dell’automobilismo tricolore, la Prema ha aderito fin dall’inizio il progetto Formula Abarth. E anche in questa edizione 2012 che si preannuncia sottotono, il team veneto non ha ridimensionato la propria presenza continuando a schierare tre vetture per Luca Ghiotto, Bruno Bonifacio e Giorgio Roda.

La team manager Grazia Troncon, all’interno dell’inchiesta di Stop&Go, non ha però nascosto la propria preoccupazione: “Il quadro è un po’ desolante vista la qualità della categoria. Il prodotto della Tatuus è ottimo, ma non è confortato dai numeri e dalla copertura mediatica. Noi ci saremo con la stessa professionalità, anche se numeri così scarsi non sono un buon inizio. Per il Campionato Italiano (che partirà con la tappa del Mugello, ndr) spero in qualche arrivo in più, ma bisogna fare riflessioni importanti per il futuro perché questa non è una situazione sostenibile. Chi vince avrà comunque meritato, ma serve di più per dare spessore al risultato finale”.

Secondo la Troncon c’è da lavorare sodo sul piano del rapporto con l’esterno: un compito che, ovviamente, tocca alla CSAI: “Il problema è di promozione e investimento a monte. Questa è stata la forza della Formula Renault, che ha recuperato, anche con umiltà, una situazione molto compromessa nel 2010. Lì sono riusciti a portare dentro varie scuderie provenienti da diverse nazioni, anche se di livello più basso, ma quando le griglie sono folte diventa automatico attirare concorrenti di prestigio“.

“Sulla CSAI non so dire se mancano risorse umane, capacità o volontà… il dato di fatto è che organizzatori esterni hanno probabilmente un target operativo più efficace, mentre la nostra federazione si trova a operare con più lentezza rispetto a un settore privato. Ci vogliono persone preposte al ruolo lungimiranti. La categoria era partita benissima il primo anno, poi la volontà di uscire dal solo ambito nazionale non ha forse pagato. Oggi ci sono più piloti stranieri che team stranieri, ed è un problema, perché sono i team a fare grande un campionato”.

Per adesso, nonostante tutto, la Prema vuole onorare l’impegno: “Abbiamo sposato il progetto e portiamo a termine il ciclo, ma essendo una azienda siamo obbligati a guardare i nostri interessi. Se non ci sono garanzie valuteremo se andare altrove, perché quando qualcosa non funziona va cambiato. In questo triennio abbiamo dato molto e mostrato grande serietà, cercando di essere costruttivi… ma non è stato sufficiente”.

“Onestamente spero che qualcuno non addossi alle scuderie tutte le colpe, penso che abbiamo speso tempo e fatica nel dire che serviva un intervento. Forse qualcuno il messaggio lo ha percepito, ma una persona da sola non basta”, sottolinea la Troncon. “Le scelte di un legame diretto con il Campionato Italiano di karting potevano essere interessanti, ma lì non è presente un bacino di utenza che ha l’energia per compiere il passaggio in monoposto”.

Tornando sul confronto con la F.Renault, dice: “Lavorando sul marketing hanno raggiunto gli obiettivi sperati, recuperando l’appeal precedente al 2010. Lì c’è stato un ritorno ai tempi d’oro, seppure i costi non sono poi così bassi. Penso quindi che il nodo del discorso non sia strettamente legato all’economia, quanto al fatto che la Formula Abarth non sia abbastanza conosciuta e spinta, oppure si è smesso di lavorare sulla promozione subito dopo il primo anno”.

“Se guardo la situazione mi posso considerare una privilegiata, ma non mi sono mai tirata indietro quando c’era da discutere e migliorare. So che per fare un bel campionato ci vogliono grandi e piccoli, anche noi abbiamo cominciato così e sappiamo cosa significa”.

Michele Benso – Jacopo Rubino


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