Personaggio di esperienza decennale nel panorama del motorsport nazionale e mondiale, oltre che naturalmente attuale osservatore e consulente CSAI, Giancarlo Minardi ha raccontato per Stop&Go e per la sua inchiesta i motivi che hanno causato la forte debacle che ha colpito drasticamente la Formula Abarth, giunta al terzo anno di attività dopo il boom di consensi ottenuti nel 2010.

“L’automobilismo mondiale è in un momento particolarmente difficile e complicato. Eccezion fatta per la Formula Renault, anche tutti gli altri campionati stanno soffrendo così come soffriamo noi” – ha ammesso Minardi prima di controbattere alle accuse duramente lanciate dalle squadre -. “Bisognerebbe essere più costruttivi, non basta solo lamentarsi. Io cerco di dare tutto il mio supporto, vorrei che fosse così anche da parte dei team”.

“Nei campionati italiani (che avranno inizio al Mugello a giugno, ndr) si aggiungeranno altri partecipanti sia in Formula 3 che in Formula Abarth. Bisogna essere attenti alle prossime mosse che la FIA effettuerà nell’ottica dei regolamenti di F3, ho seguito tutti i test invernali e dobbiamo riflettere scrupolosamente sulle impostazioni future dei nostri campionati. Se le squadre si aspettano che io possa portare piloti in griglia, allora si sbagliano…”.

“Credo di aver dato il 101% e spero che valga anche per gli altri. Gli errori possono essere commessi solo da chi si impegna, in futuro valuteremo cosa sarà meglio fare”. Di fondamentale importanza anche le enormi difficoltà economiche riscontrate dai piloti italiani.

“Ho parlato con molti genitori, per i ragazzi sta diventando sempre più importante limitare al minimo il tempo perso nei banchi di scuola, è un fattore che ci fa ragionare oltre naturalmente al costo delle gare. Prepararne sei invece che otto è meno dispendioso. Bisogna fare più attenzione a quello che i piloti e le famiglie ci chiedono, l’automobilismo italiano ha necessità di maggiore sostegno politico, ci mancano le risorse per una buona gestione. I piloti nostrani in giro per il mondo ormai sono sempre di meno”.

Tornando alla progettazione futura della serie dello scorpione: “La Formula Abarth ha un programma di cinque anni e dovrebbe essere rispettato fino alla fine. Le scelte che abbiamo preso sono state discusse in maniera democratica, seguendo un’altra logica probabilmente ci saremmo affidati ad altre strategie, ma la situazione difficilmente sarebbe cambiata drasticamente. Bisogna rimboccarsi le maniche e andare alla ricerca di piloti all’estero, in Italia lo scenario è molto complicato. La federazione non è un ente di beneficenza, ha dovuto subire un taglio del 30% e non siamo certamente qui per giocare”.

Michele Benso – Antonio Mancini


Stop&Go Communcation

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