Neel Jani si aggiudica anche la feature race di Sepang, la 50° corsa fin qui disputata nella serie in questi 3 anni, con un dominio meno netto di quanto dimostrato nella gara corta ma pur sempre efficace, ben aiutato dal box diretto da Max Welti durante una gara dura ma avvincente, costellata da contatti, ed estende la propia leadership in classifica generale.

Allo start Jani si muove ancora alla grande piazzandosi davanti a tutti alla prima curva; questa volta il nostro Enrico Toccacelo, che partiva ancora una volta dalla 18a piazzola, si mette all’interno ed arriva ad infilare addirittura la Nuova Zelanda che gli stava ben 8 posizioni avanti! Più avanti, il pilota cinese si tocca con Wickens (CAN), il quale si gira e coinvolge l’Australia, gli USA e il Portogallo. A farne le spese è solo Joao Urbano, che termina qui il proprio weekend. Davanti, Jimenez (BRA) passa Jarvis (GBR) che partiva in prima fila e si installa al 2° posto; Jarvis viene poi passato anche da Duval (FRA). Nel frattempo, Adam Carroll ha il suo daffare a tenere dietro Ammermuller, gasato dal podio conquistato nella sprint race.

Al termine del primo giro la classifica è la seguente: Svizzera, Francia, Brasile, Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Olanda, India, Malesia, Sudafrica, Nuova Zelanda, e Messico. Sì, ma dov’è Toccacelo? Il nostro portacolori transita 20°, a causa di un contatto con la monoposto indiana fuori inquadratura televisiva, ma di fatto purtroppo la sua gara stava già volgendo al termine, complice un innalzamento graduale della temperatura dell’olio motore con relativo calo di potenza. Un vero peccato per il team gestito da patron Ghinzani, che comunque ha potuto festeggiare i 100 punti conquistati in A1GP.

Nelle prime fasi di gara dietro a Jani succede un po’ di tutto, con Ammermuller che va largo ma rimane in pista, Yoong che si fa passare da Adrian Zaugg (che evidentemente in A1GP va forte solo a Zandvoort…) e Reid, con il sudafricano che sbatte fuori Reid, che deve ricedere la posizione al malese. La vettura tutta nera tenta di ripassare Yoong ma i due si toccano e si girano con il gruppo che sopraggiunge alle spalle. Fortunatamente non vi sono conseguenze, ma i due devono fermarsi entrambi ai box, il primo per una foratura, il secondo per sostituire il musetto. Nel frattempo si gira il pilota libanese Alajajian, toccato da un Cong Fu Cheng in rimonta.

Al 2° giro quindi la top ten è già cambiata così: Svizzera, con 2"5 di vantaggio su Francia, Brasile, Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Olanda, India, Sudafrica e Messico, con Cina e Libano che incalzano. Al 5° giro Cheng guadagna un’altra posizione, la prima valida per il punteggio, passando una vettura messicana che con Michel Jourdain non è così efficace come con Salvador Duran, mentre Ammermuller corona il pressing su Adam Carroll, che gli deve cedere la 5° piazza. Al 7° giro altra manovra assurda di Zaugg, che si gira da solo, rimanendo intraversato all’uscita di una curva; nel ripartire non si avvede della vettura del canadese, che non può non evitarlo. Risultato: gara finita per entrambi ed ingresso della safety car per permettere la rimozione delle vetture proprio mentre si sta per aprire la finestra per il primo pit stop obbligatorio, previsto come sempre tra l’8° ed il 16° giro.

Quasi tutti i team vi entrano contemporaneamente e, complice il semaforo rosso al termine della corsia box, si assiste ad una partenza da fermo che privilegia la monoposto brasiliana, che si avvantaggia di un’incertezza di Jani nell’uscire dalla piazzola, ostacolato dalla vettura francese ferma per il proprio cambio gomme (evidentemente è finita la sinergia tra i due team…). Dietro la safety car si accodano quindi Indonesia, USA (che non hanno ancora effettuato la prima sosta), Brasile, Svizzera, Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda, Irlanda, India, Cina e Messico. Al restart Jimenez resiste bene e Jarvis passa Jani, ma l’inglese resiste solo per un paio di curve, dopdichè è costretto a cedere la posizione anche a Duval. Al giro successivo spettacolo fra Germania, Olanda e Irlanda per la 5° posizione. Carroll però va largo, effettua un 360° e perde diverse posizioni, trovandosi in mezzo alla vettura messicana e quella ceca, che devono inventarsi un modo per schivarlo. Jourdain ha comunque la meglio e passa quindi 9°.

A metà gara Jani rompe gli indugi e cerca di passare Jimenez senza successo, mentre Ammermuller continua il suo show personale toccando Jarvis. Questa volta un drive-through non glielo leva nessuno e infatti viene richiamato ai box per scontare la sanzione. Al 22° giro si apre la nuova finestra per il secondo pit, ma nessuno sembra ancora interessato, e Bleekemolen riesce a passare Duval per il terzo posto. Al giro successivo Jani entra in solitario, monta un treno di gomme nuove e inizia a macinare giri veloci. Due giri dopo entra anche il brasiliano, che esce dalla corsia box quando lo svizzero è già davanti a tutti. Purtroppo il team britannico non riesce a svitare il dado dell’anteriore destra di Oliver Jarvis, che viene rimandato in pista (ma perché, mi domando io ?) e pertanto dovrà scontare un successivo drive through che lo colloca molte posizion dietro. Le fasi finali della gara vedono un nuovo contatto di Ammermuller (il quarto tra tutte e due le gare), che centra un incolpevole Erik Janis. Nel frattempo si ferma anche la vettura libanese, che rallenta di colpo per problemi meccanici. Proprio sul traguardo Oliver Jarvis riesce a riconquistare il decimo posto passando Summerton in un arivo in volata che coinvolge anche Ian Dyk (AUS) e la vettura messicana. Il giro più veloce è ancora appannaggio dello svizzero.

Dopo la bandiera scacchi commissari ancora protagonisti con penalizzazioni di 2" al Brasile, che passa da 2° a 3° e alla Gran Bretagna, che scivola fuori dalla zona punti, 12°, rei di aver tratto vantaggio dalla situazione creatasi al primo pit stop. Inoltre la vettura tedesca viene relegata all’ultimo posto per l’ennesimo incidente con Janis. Un weekend da dimenticare per la squadra diretta da Willi Weber, che farà meglio a richiamare in tutta fretta Christian Vietoris, sicuramente meno talentuoso di Ammermuller ma meno irruento. Ora la Svizzera guida la graduatoria con 61 punti, davanti alla Francia con 53 e alla Nuova Zelanda con 46. Prossimo appuntamento a Zhuhai in Cina, fra 3 settimane (14-16 dicembre)

Nella foto, Neel Jani (Team Svizzera)

Piero Lonardo

Feature Race results

Pos

Driver

A1 Team

 Laps

Time

Gap First

1

Neel JANI

SWITZERLAND

35

1:08:13.459

2

Loic DUVAL

FRANCE

35

1:08:22.387

8.928

3

Sergio JIMENEZ

BRAZIL

35

1:08:23.873

10.414

4

Jeroen BLEEKEMOLEN

NETHERLANDS

35

1:08:24.681

11.222

5

Congfu CHENG

CHINA

35

1:08:30.813

17.354

6

Narain KARTHIKEYAN

INDIA

35

1:08:31.053

17.594

7

Adam CARROLL

IRELAND

35

1:08:32.831

19.372

8

Jonny REID

NEW ZEALAND

35

1:08:33.856

20.397

9

Ian DYK

AUSTRALIA

35

1:08:57.753

44.294

10

Jonathan SUMMERTON

USA

35

1:08:58.008

44.549

11

Michel JOURDAIN

MEXICO

35

1:08:58.174

44.715

12

Oliver JARVIS

GREAT BRITAIN

35

1:08:59.818

46.359

13

Alex YOONG

MALAYSIA

35

1:09:02.254

48.795

14

Adam KHAN

PAKISTAN

35

1:09:10.336

56.877

15

Erik JANIS

CZECH REPUBLIC

35

1:09:11.778

58.319

16

Satrio HERMANTO

INDONESIA

35

1:09:34.365

1:20.906

17

Chris ALAJAJIAN

LEBANON

26

0:53:00.577

9 Laps

18

Enrico TOCCACELO

ITALY

17

0:34:54.917

18 Laps

19

Adrian ZAUGG

SOUTH AFRICA

7

0:13:18.875

28 Laps

20

Robert WICKENS

CANADA

7

0:13:29.020

28 Laps

21

Joao URBANO

PORTUGAL

0

 

35 Laps

22

Michael AMMERMÜLLER

GERMANY

35

1:08:59.868

 


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