Una spettacolare 50esima edizione della 24 Ore di Daytona celebra il successo (il primo) del team Michael Shank Racing, con la Riley Ford guidata da AJ Allmendinger, Ozz Negri, John Pew e Justin Wilson.

La gara è stata a dir poco intensa, con Allmendiger, al volante nell’ultimo stint, che ha tagliato il traguardo dopo 761 giri percorsi e appena 5 secondi di vantaggio su Ryan Dalziel, portacolori del team Starworks Motorsport. Allmendiger ha battagliato con il diretto rivale Allan McNish e andare “largo” alla Curva 1 per evitare una vettura Gran Turismo nelle delicate fasi di doppiaggio.

Sul terzo gradino del podio un’altra vettura di casa MSR, quella di Jorge Goncalvez, Michael McDowell, Gustavo Yacaman e Felipe Nasr, al via come premio per la sua stagione in British F3 e davvero convincente al debutto in una competizione endurance.

Questa volta la scuderia di Chip Ganassi, trionfatrice in quattro occasioni dal 2006 ad oggi, si è dovuta accontentare soltanto dal 4° posto con l’equipaggio di “guest star” composto da Scott Dixon, Dario Franchitti, Andy McMurray e Juan Pablo Montoya (Riley BMW). È andata peggio ai compagni Joey Hand, Scott Pruett, Graham Rahal e Memo Rojas, rallentati nelle ore conclusive da un guasto al cambio.    

Esordio un po’ al di sotto delle aspettative invece per il nuovo prototipo Corvette, che ha patito problemi di affidabilità su tutti gli esemplari: il migliore è stato quello di David Donohue, Christian Fittipaldi e Darren Law (5°), mentre Max Papis, primo degli italiani all’arrivo, ha chiuso 9° insieme a Barbosa/Borcheller/France. Peggio è andata a Max Angelelli, fuori gioco (insieme a Ryan Briscoe e Andy Taylor) con appena 14 tornate coperte per la rottura della trasmissione.

Ancora più combattuta la categoria GT, con i primi cinque di classe giunti nello stesso giro. Il successo è andato alla Porsche di Andy Lally, Richard Lietz, John Potter e Rene Rast (11° assoluti). Al debutto la Ferrari 458 in configurazione Grand-Am, 5° di classe con il team Risi e il terzetto formato dal nostro Andrea Bertolini, Toni Vilander e Olivier Beretta. Solo 31° fra le GT la prima Audi R8, anch’essa al battesimo nella serie americana, guidata fra gli altri da Emanuele Pirro.

La maratona della Florida era, come ormai tradizione, il round di apertura del campionato Grand-Am.

Classifica

01. Allmendinger/Negri/Pew/Wilson – Riley-Ford – 761 giri
02. Dalziel/Luhr/McNish/Popow/Potolicchio – Riley-Ford – +5.198
03. Goncalvez/McDowell/Nasr/Yacaman – Riley-Ford – +49.439
04. Dixon/Franchitti/McMurray/Montoya – Riley-BMW – 760 giri
05. Donohue/Fittipaldi/Law – Corvette – 758 giri
06. Hand/Pruett/Rahal/Rojas – Riley-BMW – 757 giri
07. Frisselle/Frisselle/Lowe/Tracy – Dallara-Ford – 748 giri
08. Garcia/Gavin/Magnussen/Westbrook – Corvette – 746 giri
09. Barbosa/Borcheller/France/Papis – Corvette – 739 giri
10. Hunter-Reay/Mayer/Potolicchio/Andretti/Valiante – Riley-Ford – 736 giri


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