Frizione si, frizione no: è questo il dilemma che tiene banco nelle serie internazionali Karting. Dall'Europeo KF1 di Mariembourg alla qualificazione per le finalissime del Vecchio Continente di due settimane fa a Val Vibrata, la polemica è definitivamente scoppiata lo scorso weekend sul Circuito Internazionale Napoli di Sarno, teatro del penultimo round della WSK Series. Dalle voci e testimonianze raccolte nel paddock campano, a dire il vero, la situazione non è proprio chiarissima, anzi … Molti driver sostengono di non averla, altri di non averla funzionante e quindi succubi di un handicap evidente, mentre solo la minoranza cambia discorso …

Le fughe di notizie più allarmanti parlano di alcuni "privilegiati" che hanno in dotazione quelle funzionanti e costosissime frizioni sui propri propulsori; parliamo di cifre che si aggirano intorno agli 800 euro + iva. Una sciocchezza se si è piloti ufficiali, un pò meno da privati. Non tanto per la cifra in sè, questo è chiaro, ma più che altro perchè queste frizioni, al di là di poter fare realmente la differenza (come la fanno e l'hanno fatta in termini puramente cronometrici fin troppo palesi), sono facili andare in fumo se non si è più che fortunati. Insomma cosa sta succedendo nei paddock dei KF? Nessuno vuole parlare o denunciare, ma il problema è sorto e prontamente affrontato dai principali costruttori nell'impianto campano: Giancarlo Tinini, Ronni Sala e Roberto Robazzi (ovvero CRG, Birel e Tonykart) si sono riuniti per cercare di risolvere il problema chiedendo, da quanto è dato sapersi, una norma federale che regolamenti il tutto e che metta ordine al caos creatosi.

A riguardo, sono giunte diverse mail e lettere di protesta ai nostri account, dove un pò tutte condannano senza mezzi termini gli stessi fatti verificatisi ultimamente sui campi di gara nazionali ed europei. In quasi tutti i casi c'è la richiesta di pubblicazione, ma non potendo ovviamente dare spazio a tutte le rimostranze, abbiamo scelto quella più sintetica e a nostro avviso più incisiva, mantenendo la riservatezza della firma come da richiesta.

"In pista si vocifera di alcune 'frizioni speciali' che piloti privilegiati appartenenti a conosciuti team posseggono. Si parla di frizioni che fanno la differenza e che case costruttrici hanno perfezionato, prodotto e distribuito a pochi eletti. Mi viene da pensare ovviamente ai piloti che capeggiano le classifiche!!! La non equità dei mezzi a livello tecnico crea squilibri psicologici nei meccanici e negli stessi piloti. Si assiste alla rincorsa affannosa e faticosa da parte di questi ultimi, portati allo sfinimento personale e del proprio mezzo. Se c'è una evoluzione tecnica regolamentare, in questo caso specifico di 'frizioni speciali', perchè non permettere a tutti di usarle? E se non sono (o fossero) regolamentari perchè permettere di usarle? Egregio lavoro sta svolgendo invece lo staff tecnico e dirigenziale della WSK, con tanto di nomi di illustri piloti esclusi!".


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/mani-testa.jpg Scoppia il caso “frizioni speciali” nel Circus dei KF