Numerosi sono stati i pretendenti al titolo nell’arco dei quattro giorni di gare. Aldera, Asaa, Frankowski, Gilkova, Pedersen, Havard, Cutrupi, Gaglianò…… Ma Stefan Bär ha puntato l’obiettivo principale, la vittoria finale, e non ha fallito!

Il primo brivido della categoria lo “regala” l’italiano Angelo Cutrupi, autore di un loop impressionante dopo un contatto con un altro conduttore, in pieno rettilineo. Cutrupi, un po’ dolorante, ma affatto spaventato, si presenta regolarmente ai nastri di partenza per le qualifiche e spinge sempre forte. Le danze le apre Carlo Aldera, che con 44.721 si mette alle spalle, sul finale delle qualifiche, il danese Kristian Espen Asaa, il polacco Krzyszt Frankowski, il Rok Talent 2011 Giuseppe Gaglianò, l’elvetico Stefan Bär ed il norvegese Havard Hallerud.

Inutile sottolineare che anche nella Rok le qualifiche sono tiratissime, con decine di piloti chiusi in pochissimi decimi. Nelle manche non si hanno particolari sorprese con Aldera che si guadagna, con 3 penalità, la prima posizione della finale ed Asaa che si conferma secondo e primo della finale due. Alle spalle dei due di testa c’è ancora Frankowski, veloce e costante in ogni frangente, che precede l’italiano Mario Martucci e la magnifica, con e senza casco, Gabriela Gilkova.

Proprio nella prima pre-finale è la Gilkova a sorprendere tutti al via, tentando la fuga. Dopo una prima fase di assestamento ci pensano Frankowski, Bär e Aldera a riprendere la scatenata Lady “G-J”, relegandola al quarto posto. A guadagnarsi la partenza al palo è il polacco Frankowski, vincitore della prima pre-finale. La seconda pre-finale si accende con i riflettori tutti sul danese Ulrik Roland Pedersen che al verde si catapulta dalla terza fila al commando della gara, precedendo Asaa. Quest’ultimo si riprende immediatamente lo scettro di leader e va a vincere la gara, conquistandosi la possibilità di partire in pima fila nella finalissima.

In seconda posizione chiude un consistente Gaglianò, che precede Pedersen ed il grintoso Cutrupi, per nulla intimorito dalla capriola del mercoledì e capace di rimontare dall’ultimo posto delle qualifiche sino alle posizioni top. La pre-finale fa anche delle vittime illustri e sul finale, simultaneamente, finiscono fuori alcuni possibili protagonisti, l’Elite 30 Marco Chiari, Andrea Zaninelli e Lady Laura Chizzoni. In finalissima Asaa è autore di un pessimo start che compromette le sue possibilità di successo. Il danese transita nono al primo passaggio e dovrà lottare duramente per riprendere parte del terreno perduto.

Conquista, così, le redini della corsa Frankowski che precede il pimpante Cutrupi, Martucci, Bär ed Aldera. La fuga di Frankowski termina al quinto passaggio, quando Bar ed Aldera gli piombano alle spalle e, senza esitazione, lo infilano in un doppio sorpasso micidiale. A questo punto il giovane polacco non può fare altro che conservare la terza piazza poiché i due di testa, Bär e Aldera, sono velocissimi per tutti e fanno il vuoto alle loro spalle.

Stefan Bär, da questo momento in poi, compie un capolavoro di velocità e freddezza, non si deconcentra mai, nonostante la pressione incalzante di Aldera, e porta a casa un titolo da tanti anni inseguito. Aldera, da parte sua, non molla mai la presa, nella vana speranza di indurre in errore l’avversario.

Terzo è Frankowski che resiste al ritorno del veloce Asaa e quinto chiude Gaglianò, con un sorpasso sul finale alla Gilkova. Cona la vittoria di Bär, la Svizzera torna sul gradino più alto del podio dopo i bei successi ottenuti in passato da Aguiar (2008 e 2010) e Rogenmoser (2007), e si conferma come una delle nazioni più munifiche di campionissimi Rok, assieme ad Italia e Sudafrica.


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2013/10/727_913gchfgh.jpg Rok Cup – International Final: Bar non sente la pressione ed è campione Rok