Follia! E’ l’unica parola che ci viene in mente ascoltando il racconto dei testimoni di una normalissima gara di kart disputatasi sulla pista La Mola di Rieti, valevole quale prima prova dell’ormai consolidato Trofeo Rambo. Cosa è successo? Quello che non dovrebbe mai accadere… Un pilota della domenica, che aveva appena ricevuto la licenza dalla CSAI per la disputa della sua prima corsa, ha colpito a fine gara nel paddock il genitore di un avversario con un pugno sulla nuca con tale forza, da mandarlo dritto in ospedale a combattere col pericolo di un’ematoma interno nella testa e la paura di un’operazione d’urgenza pericolosissima.

Follia, lo ripetiamo: follia! Quale è stata la causa di tale gesto? Semplicemente la spiegazione del significato delle bandiere blu, ovvero doppiaggio. Già, in quanto entrando nello specifico, a Rieti, nella gara della Super Rok del girone Centro, lo squilibrato in questione (perché di squilibrato trattasi, senza neanche il bisogno di ricorrere ad accertamenti medici…) che di nome e cognome fa Ezio Appolloni, ha avuto il torto agonistico di non dare strada a Daniele Bartoletti, che era in bagarre per la lotta nella zona podio coi rivali di turno. Questa la disputa, agonisticamente parlando, che è poi inspiegabilmente degenerata all’uscita di Appolloni dal parco chiuso.

“Il papà di Daniele, Enzo Bartoletti – spiega Stefano Tredicine, team manager del KGT, team per cui corre lo stesso Bartoletti – ha solo spiegato in un modo nemmeno tanto acceso il significato delle bandiere blu sventolate dai commissari di gara. Era tutto finito, anche se con l’amarezza di aver perso la corsa nonostante una buonissima rimonta dal fondo fino al quinto posto, quando all’improvviso Appolloni esce dal parco chiuso e rincorre il signor Bartoletti chiedendo lui spiegazioni. La faccenda sembrava per l’ennesima volta chiarita, con Bartoletti che gira le spalle e si dirige verso la tenda del nostro team, ma all’improvviso Appolloni sferra un pugno fortissimo sulla nuca (o tempia, ndr) di Bartoletti, il quale crolla a terra senza sensi. Immediati i soccorsi con l’ambulanza che porta Bartoletti al nosocomio più vicino, dove lo tiene tuttora in osservazione. La prognosi è di 30 giorni, quindi superiore ai 20, e quindi con scatto immediato della denuncia per percosse al signor Appolloni”.

E dov’è finito Appolloni? Il fatto ancora più grave è che questo energumeno sia ora latitante, perché fuggito subito dopo il fattaccio (come riferitoci anche dal gestore della pista, Fabiano Belletti), anziché assumersi le sue responsabilità e rispondere come da prassi alle forze dell’ordine…

L’analisi è ovvia: questo Appolloni è evidentemente un pericolo sociale che avrebbe potuto fare del male a chiunque e in qualsiasi luogo di sport e non (vista anche la sua ferratezza nelle arti marziali…).

Quali potrebbero essere le contromisure per prevenire fattacci del genere in un luogo di sport dove il confronto e la lealtà dovrebbero regnare sovrani? Forse il metodo di rilascio della licenza di conduttore? Chissà, fatto sta che il signor Appolloni un record senza dubbio lo detiene già: quello di aver preso la licenza di conduttore lo scorso sabato 9 aprile e l’automatica espulsione che avverrà a breve per conto della CSAI. Un record di durata in negativo senza precedenti…

Nella foto, Daniele Bartoletti (Team KGT) in azione

Michele Benso


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/bartoletti5.jpg Follia a Rieti al termine della Super Rok: un uomo in ospedale e un altro latitante!