Luca Ghiotto – KF2: Gara difficile a partire dalle qualifiche dove, pur girando a 5 decimi dai primi, è 62. Nelle manche è così costretto a partire dietro e, anche a causa di tre (inevitabili) incidenti in quattro gare, non si qualifica per le finali.

Dino Chiesa: “Non è andata bene. Va detto che prima di arrivare, l’obiettivo finale era quello di qualificarsi alle finali, non di più. La prestazione c’era anche, ma se vanno male le qualifiche si fa dura”.

Roy Johnson – KF3: Il pilota inglese è veloce sin dall’inizio del weekend dove fa segnare la pole nell’ultima prova libera prima delle qualifiche dove chiude 19. Nelle manche, poi, si scatena: 4, 3 e 1 con tanto di miglior giro in pista. Ma nell’ultima manche un incidente mette K.O. il kart e le sue speranze di 2ª fila in griglia. In prefinale parte così 11, ma dalla prima ammucchiata non ne esce ed è costretto a ritirarsi. In finale, parte ultimo e rimane volontariamente staccato dal traffico iniziale (su consiglio di Dino), iniziando una grande rimonta: alla fine è 11 con il miglior giro in pista.

Dino Chiesa: “Il mio voto è da 10 e lode. Peccato perché se partiva fra i primi in prefinale, la gara poteva finire almeno con un podio. In qualifica ha pagato un po’ d’emozione: forse se ci fossero stati più piloti sotto la tenda avrebbe sentito meno responsabilità addosso. Ma la grande rimonta, dopo il positivo esordio di Portimao, è una bella conferma. Come pilota può essere il dopo De Vries. A proposito, ringrazio lo ‘Staff De Vries’: il pilota olandese e il suo meccanico hanno splendidamente assistito Johnson per tutto il weekend”.


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