È sul circuito di Genk che si corrono le finali del campionato Europeo CIK-FIA KF2-KF3. Due i piloti Formula K qualificati a queste finali: Simone Favaro in KF2 e Federico Savona in KF3, entrambi motorizzati Parilla. In KF2, Favaro fa delle buone prove libere e nelle qualifiche è 30?, nonostante sia solo a 3 decimi dal primo. Le manche partono male per lui, perché nella prima più di un contatto lo fa chiudere 17?; poi, nelle altre, va meglio (11?, 9?, 11?) e in prefinale parte al 20? posto.

Qui fa una grande partenza  e, a suon di sorpassi, rimonta fino al 10? posto: è tra i più veloci in pista ma, alla ricerca di un ennesimo sorpasso, si tocca con un avversario e si ribalta, finendo sotto il kart. Viene portato in ospedale per accertamenti (ora sta bene), ma è costretto a saltare la finale. Nelle qualifiche della KF3, Savona è 36? (ma a 4 decimi dal primo), mentre nelle manche è molto regolare (11? e due volte 12?), salvo che nella penultima, dove diversi contatti lo costringono al 21? posto.

In prefinale parte 27? ma, nonostante questo, va velocissimo in pista e risale fino al 9? posto; poi un contatto lo fa uscire di pista, facendolo tornare ai box dove rimane per risparmiare le gomme per la finale. Qui, un’altra grande gara lo fa chiudere al 17? posto con, e va sottolineato, tempi da primi 5 posti in classifica.

Roberto Ninzoli, Team Manager: “Siamo davvero contenti. In entrambe le categorie abbiamo fatto passi da giganti in poche gare. In KF2 siamo sempre più vicini ai migliori e solo quell’incidente ci ha impedito di raccogliere un buon risultato: sono stati ottimi, poi, i miglioramenti ottenuti dai motori. In KF3 eravamo davvero a posto sia di telaio che di motore. Con i tempi dei migliori: e, infatti, lo si è visto dai tempi registrati in gara. Ma questa è una categoria spesso soggetta a incidenti e a confusione. E così è stato. Insomma, il bilancio del weekend è senza dubbio molto positivo”.

Focus tecnico – Il telaio della KF è lo stesso montato anche nella KZ. La base da cui è partita Formula K per svilupparlo è il modello Monza della Parolin Racing. I longheroni (tutta la parte di tubo longitudinale) misurano 30 mm di diametro: e questa caratteristica rende il telaio più adattabile a tutti i tipi di guida. Le traverse (i tubi che “tagliano” il kart), invece, misurano 32 mm perché la scocca risulta così più reattiva e veloce nei cambi di direzione. 32 mm misura anche la parte anteriore del musetto. Esistono due tipi di scocche: quella con i tubi più flessibili (perfetto per quando piove, ma non solo) e la versione con le tubazioni più rigide (adatta soprattutto in situazioni di asciutto).


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/Simone-Favaro1.jpg CIK-FIA – Europeo KF2-KF3 – Genk: Formula Kart felice dopo il Belgio: “Passi da giganti in poche gare!”