Alonso, cosa consiglia ai bambini coreani per inseguire i loro sogni di Formula 1?“, la domanda di una caparbia giornalista coreana al ferrarista spagnolo poco prima del Gran Premio di Corea sul circuito di Yeongam. “Venite a correre con i kart in Italia!” Questa la secca risposta del due volte campione del mondo in forza alla scuderia simboleggiata dal cavallino rampante… Ma qualcosa non quadra e alla lettura della notizia rimbalzata dal paese d’Oriente sulle pagine della Gazzetta dello Sport, la “gaffe” appare evidente per chi questo mondo lo frequenta tutti i weekend da vero addetto ai lavori.

Nulla da eccepire sulla frase diretta ai bimbi coreani della 60 Mini diremmo tutti. L’Italia, si sa, è la patria per eccellenza del Karting. Know-how, sviluppo, qui si svolge il tutto, compreso (anzi, in primis) l’allevamento delle giovani leve da lanciare in orbita nell’automobilismo sportivo internazionale. Superfluo anche fare i nomi di drivers che oggi firmano autografi nel Grande Circus, dopo essersi fatti le ossa nel mondo delle quattro ruotine: da Schumacher ad Hamilton, da Kubica a Kobayashi, da Liuzzi ad Alguersuari e la lista potrebbe proseguire quasi all’infinito. Ma allora qual è la “gaffe” che ha fatto Fernando Alonso?

Ricordate la famosa questione dell’articolo 18 CIK-FIA? Già proprio quella imbarazzante e scomoda verità che Stop&Go ha fatto emergere con una inchiesta lunga e duratura, andando ad ascoltare l’opinione di tutti (a proposito siamo ancora in attesa della risposta ufficiale promessaci dal segretario generale della federazione internazionale Vincent Caro…). Il risultato fu schiacciante verso il NO alla decisione della federazione mondiale, colpevole di voler introdurre il NON rilascio della licenza internazionale agli under 13. Ovvero, vietare ai piloti sotto i 13 anni di poter correre per l’appunto in Italia, e quindi di confrontarsi e crescere in prospettiva.

Nulla contro Fernando Alonso per carità (peraltro anche costruttore Karting col suo FA Kart costruito nella factory Tony Kart a Prevalle), ma l’imbarazzo sulle scelte CIK-FIA è sempre più evidente, considerando i consigli di un pilota nato e cresciuto in Italia (ed affermatosi poi in Formula 1) ai bambini di un paese straniero. Com’è finita la questione dell’articolo 18? Come si sta muovendo la federazione italiana per tutelare il Karting tricolore. Come finirà? Nei paddock le voci avanzano, come quella di una probabile raccolta di firme da operare prossimamente nei prossimi eventi. Intanto, lasciatecelo dire: grazie Fernando per la stima.

Di seguito riportiamo il risultato della nostra recente inchiesta, che riporta in sintesi il pensiero del circo internazionale del Karting sulla questione “articolo 18”.

Tinini (CRG): “E’ una scusa per cercare di contrastare WSK” * (clicca qui per leggere)

Robazzi (Tony Kart): “Non condivido, auspico sia rivista” * (clicca qui per leggere)

Angeletti (Birel):
“Confronto e dialogo, ma revoca subito” * (clicca qui per leggere)


Penna (Top Kart):
“Se passa questa norma il kart va alla deriva” * (clicca qui per leggere)


Speranza (PCR):
“Così tolgono i soldi alle scuderie…” * (clicca qui per leggere)


Rossi (DR):
“La CIK dovrebbe ascoltare bambini e genitori” * (clicca qui per leggere)


Lorandi (Baby Race):
“Boicottare WSK non è sport…” * (clicca qui per leggere)


Chiesa (Chiesa Corse):
“Legge inutile che farà danni ingenti” * (clicca qui per leggere)


Bossaglia (IAME):
“Modifica o no, ok in entrambe i casi” * (clicca qui per leggere)


De Donno (WSK):
“Mi auguro prevalga il buon senso…” * (clicca qui per leggere)


Sticchi Damiani (ACI-CSAI):
“Distruggono un sistema perfetto!” * (clicca qui per leggere)


Baldisserri (Ferrari):
“Vincoli CIK? Andrebbe riformato il sistema!” * (clicca qui per leggere)


Sterzel (TKart):
“Non mi sembra una ‘manovra brillante’…” * (clicca qui per leggere)


Croxford (Prima Racing):
“Fatela revocare o sarà un disastro” * (clicca qui per leggere)


Ciullo (AB Motorsport):
“Pugnalata al cuore dei piccoli team” * (clicca qui per leggere)


Gatto (Gamoto Racing):
“Haxhiu e Schott dove correrebbero?” * (clicca qui per leggere)


Giuliano Kart, Gandolfi Racing e Jolly Team
in coro: “No!” * (clicca qui per leggere)

Michele Benso


Stop&Go Communcation

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