La Ford per il terzo anno di fila ha integrato gli equipaggi delle sue quattro GT utilizzando i protagonisti dell’IndyCar Series: Tony Kanaan, Scott Dixon e Sebastien Bourdais, che abbiamo avuto la possibilità di intervistare prima delle libere.

Iniziamo con Tony Kanaan, alfiere del team Foyt. Rispetto all’anno scorso hai avuto la possibilità di avere più tempo per provare la vettura “Quest’anno l’ho provata a Spa ma in gara non sono mai salito per l’incidente di Tincknell. Ma soprattutto rispetto lo scorso anno, quando ho dovuto sostituire Seb (Bourdais) all’ultimo momento, questa è stata una convocazione voluta. Peccato non ci sia mia moglie con me questa volta perché mia moglie è incinta di 7 mesi. Tra l’altro questo è il mio settimo weekend di fila e poi dopo Le Mans ci sarà anche il prossimo.”

E’ cosi difficile da gestire questo aerokit? “Si, c’è molto meno carico aerodinamico e le gomme al contrario non sono state migliorate più di tanto. Come hai visto anche a Indianapolis, siamo andati fuori in tanti, io, Seb, Helio (Castroneves). E’ molto più difficile da guidare e da capire; non è un male ma è imprevedibile.”

“Con Foyt – conclude il veterano – stiamo migliorando come promesso quando ho firmato lo scorso anno. Ogni gara è un miglioramento e questo è un bene soprattutto per l’anno prossimo. Matheus (Leist) poi sta andando fortissimo nonostante i soli 19 anni.”

Tornando a Le Mans, avete strategie particolari per la gara? “La macchina è fortissima come a Spa, e sembra al pari della Porsche, però a noi hanno cambiato il BoP. Non capisco bene il perché di questa mossa, ma noi siamo pronti.”

Tocca poi a Scott Dixon, alla terza esperienza consecutiva a Le Mans con la casa dell’ovale. Conosci bene la macchina, conosci il circuito, quali sono le differenze secondo te rispetto allo scorso anno? “Beh, lo scorso anno avevo un grosso problema alla caviglia (fratturata nell’incidente in gara ad Indianapolis – ndr), per cui ho cercato di fare del mio meglio nonostante tutto. Qui oltre ad andare forte in pista è molto importante avere la giusta mentalità e rimanere in forma. Quest’anno il package sembra buono e penso che abbiamo una chance.”

La macchina fin qui è andata molto bene. “Si, ma non dimentichiamoci che ci sono ben 17 macchine iscritte alla categoria. Credo che i veri valori in campo di vedranno solamente durante le qualifiche.”

Quest’anno in IndyCar stai raccogliendo quanto hai seminato nel 2017 e quanto conta il fatto che il team Ganassi sia ora composto da due sole macchine e ti sia stato affidato sostanzialmente tutto il lavoro di sviluppo? “Il salto da quattro a due macchine – a parte il dover perdere alcuni amici – ha comportato un mio maggiore coinvolgimento, specie nei weekend di due giorni le cose da fare sono veramente tante.”

“Il grosso salto in classifica – prosegue il neozelandese, che ora guida la serie con 23 punti di vantaggio – comunque l’abbiamo fatto negli ultimi due weekend. L’inizio di stagione non è stato infatti il massimo, specie a livello di risultati abbiamo raccolto forse meno del dovuto. Peccato specie a St.Petersburg e Long Beach dove eravamo veloci.”

Concludiamo infine Bourdais, trionfatore qui nel 2016. Come ti trovi a tornare qui nella tua città natale? “Ogni volta che torno qui sono tutti entusiasti. Non è una settimana facile per me dopo essere tornato dal Texas, il jet lag e tutto il resto, e la mia maggiore preoccupazione infatti è cercare di non essere scortese con nessuno dei tanti amici e fans, specie dopo i sei weekend di fila di gara.”

Quest’anno hai già gareggiato, vincendo, con la GT, ma a Le Mans proverai la macchina solo alle 16 di oggi (mercoledì – ndr) “E’ difficile avere un quadro completo quando possono modificare il BoP in qualsiasi momento. Ricordiamoci che nel 2016 ci hanno cambiato la mappa del boost del turbocompressore prima della gara e nessuno sapeva come sarebbe andata, ma poi abbiamo vinto.”

“Quest’anno mi sembra comunque che abbiano cercato di allineare meglio le prestazioni di tutte le vetture; lato nostro, la maggiore differenza rispetto allo scorso anno comunque secondo me è nelle gomme, con Michelin che ha fatto veramente un gran lavoro con noi e ci ha permesso di ottimizzare il setup. Comunque va anche detto che quando il BoP non riesce a metterti al pari degli altri è estremamente frustrante.”

Abbiamo chiesto anche a “Seabass” cosa ne pensa del nuovo aerokit NEXT adottato in IndyCar a partire da quest’anno. “La Serie sta cercando di evitare il contatto troppo ravvicinato tra le macchine, come in Texas, ma se non ti avvicini abbastanza poi non hai possibilità di passare. Credo sia difficile per la serie trovare il giusto bilanciamento fra le due esigenze.”

Infine, come ti vedi per la lotta al titolo IndyCar ? “Tutto può succedere ma ci ha penalizzato tantissimo il ritiro di Indianapolis. Il mancato piazzamento, top ten o addirittura top five, ci ha privato di punti preziosissimi. Anche nelle tre gare successive abbiamo faticato per problemi indipendenti dal passo della macchina. Però è anche vero che, guardando la classifica, siamo ancora in lotta. Vedremo gara per gara.”

Interviste raccolte da Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

I rinforzi di lusso Kanaan, Dixon, Bourdais di nuovo protagonisti sulle Ford GT

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