Ancora una volta, il lunedì di NASCAR ci ha regalato una gara davvero divertente. Come a Pocono una settimana fa, i bolidi della Sprint Cup hanno offerto un grande spettacolo dopo la mancata partenza di domenica a causa della pioggia, che aveva fatto arrabbiare più di un tifoso, visto che nessuno ha capito il motivo per il quale non si possa correre con la superficie bagnato sui circuiti stradali. Tony Stewart ha vinto la sua quinta gara sul tracciato del New York, la terza stagionale, rafforzando la sua leadership in classifica ma per il pilota della Chevy #14 non è stato facile questo trionfo. Preso il comando grazie ad una perfetta strategia ai box, Stewart rischiava di rimanere senza benzina, in quanto aveva rifornito troppo presto convinto che eventuali uscite della pace car lo avrebbero aiutato. Invece le neutralizzazioni sono state di meno e soprattutto più corte. Addirittura c'è stata la beffa di una grossa carambola che ha bloccato la pista, dopo la quale è uscita la bandiera rossa. In questa occasione nessuno ha risparmiato carburante in quanto le macchine erano ferme sul tracciat. Marcos Ambrose ha tentato invano di mettere Stewart sotto pressione ma anche il pilota della Toyota #47 rischiava di rimanere a secco, così come i quattro piloti che lo seguivano.

Alla fine Stewart ha vinto davanti ad Ambrose (vincitore sabato della gara della Nationwide Series), Carl Edwards, Kyle Busch e Greg Biffle. Completano i primi dieci Juan Pablo Montoya, Kurt Busch (leader nelle prime fasi di gara), il grintosissimo Max Papis, Clint Bowyer e Denny Hamlin. Per Papis si è trattato della sua miglior gara in carriera. Ha lottato sempre tra i primi dieci e con una strategia più spavalda avrebbe potuto finire più avanti ma sia lui che il team non potevano permettersi azzardi tali da compromettere l'occasione più ghiotta per ottenere un buon risultato. In ogni caso, complimenti al nostro Mad Max!

Jimmie Johnson ha contenuto i danni finendo dodicesimo dopo essere partito dalla pole, ma la sua macchina non era a posto. Sin dalla prima curva è stato sopreso da Ku.Busch e da lì in poi ha perso molte posizioni. L'intero team Hendrick si è trovato in grosse difficoltà con Mark Martin solo 23esimo e Dale Earnhardt Jr. e Jeff Gordon coinvolti in incidenti. Il primo ha accusato un problema ai freni ed è finito pericolosamente contro Reed Sorenson e poi contro le barriere. Nessun danno ma poteva andare peggio. Ancora più violento l'impatto di Gordon contro Sam Hornish Jr., spinto fuori da Kasey Kahne e rimbalzato in pista dopo lo scontro contro le gomme. Il pilota della Chevy #24 lo ha centrato in pieno e poi è finito contro il guard rail. Hornish è stato poi investito da Jeff Burton. Le tre vetture sono rimaste seriamente danneggiate bloccando la pista e facendo interrompere la gara con la bandiera rossa per venti minuti. Per fortuna i piloti sono usciti illesi, ma ci sarebbe qualcosa da fare con quella via di fuga. In questa carabola è stato coinvolto in maniera misura Andy Lally, che fino a quel punto stava facendo una bella corsa. Peccato per Boris Said, molto bravo ma fermato da un surriscaldamento così come P.J.Jones.

Per concludere, la NASCAR saluta i circuiti stradali per il 2009 con un grande evento, rovinato solo in parte dalla pioggia di domenica. Ci sono stati duelli per tutte le posizioni come spesso non si son visti sugli ovali. Più di un tifoso vorrebbe qualche gara in più su questo tipo di pista.

Aldo Canzian


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