Dopo sette giorni, la NASCAR torna a correre in uno short track. Questa volta si tratta di Martinsville, l'autodromo più piccolo della stagione con i suoi 846 metri.

La pista: Il Martinsville Speedway è il più vecchio circuito sul quale la NASCAR abbia mai corso, sempre presente dal 1949, quando si tenne il primo campionato della Sprint Cup (detta allora Strickly Stock). Ad essere pignoli, dopo essere stato inaugurato nel 1947, l'autodromo vide la sua prima gara NASCAR nel 1948, quando il campionato non veniva ancora organizzato. La prima gara ufficiale si corse l'anno successivo sulla distanza di 200 giri (quindici i partecipanti) e vinse Red Byron su Oldsmobile. Si trattava della sesta gara su otto totali del campionato, che fu poi vinto dallo stesso Byron. Dopo la singola gara del 1949, dal 1950 si disputano due gare a stagione su questo tracciato. Fino al 1950 si disputavano eventi di 200 giri, con l'eccezione della prima gara del 1950 (150 tornate). Dal 1956 cominciarono a disputarsi gare da 500 giri come quelle odierne anche se ci furono alcune eccezzioni con gare di 400 giri (la seconda del '56), 250 giri (la seconda del '58) e 150 giri (la prima su tre, evento eccezionale, del 1961). Il tracciato ebbe la superficie in terra battuta fino al 1954 e nel 1976 le curve furono ristrutturate con una superficie in cemento per evitare che si rovinasse velocemente, ma i rettilinei sono rimasti in asfalto.

Il record del tracciato appartiene a Tony Stewart che nel 2005 ha ottenuto la pole con un tempo di 19.306 secondi ad una media di 98.083 miglie orarie (157.913 kmh). La gara più veloce della storia fu vinta da Jeff Gordon nel 1996 a 82.223 mph (132.379 kmh), grazie a solo sette bandiere gialle e 35 giri dietro la pace car, numeri bassi per gli ultimi vent'anni. La gara con più bandiere gialle (21) e più giri in regime di neutralizzazione (127) fu vinta da Jimmie Johnson nel 2007 a solo 66.608 mph (107.230 kmh). Comunque la gara più lenta della storia (almeno quella per la quale rimangono dei dati attendibili) fu quella del 1952 vinta da Jim Rathmann a solo 42.862 mph (69.007 kmh). Per la sua fortuna, la gara era prevista su 200 giri e fu conclusa in due ore e venti. Fosse stata una gara da 500 giri, ci avrebbe messo  quasi sei ore! Di dati esistenti, tre volte ci sono state gare con una sola pace car, l'ultima nel lontano 1971. Il pilota con più vittorie a Martinsville è Richard Petty con ben quindici successi. Tra i piloti in attività, Jeff Gordon ha vinto sette volte.

La guida: Questo short track ha delle caratteristiche uniche tra le piste del calendario. E' lungo solo 0.526 miglia, cioè 846 metri, e risulta il più corto di tutti. Inoltre ha curve molto strette e inclinate di dodici gradi, mentrei i rettilinei sono perfettamente piatti. Con questa configurazione, il pilota in gara deve accelerare e frenare in continuazione per un migliaio di volte. Le curve sono lentissime e servono pressioni delle gomme molto basse, ma per contro risulta difficile mandare in temperatura le gomme e non si ha la risposta voluta in accelerazione. Se si aumentano le pressioni, il cronico sottosterzo rende la vettura impossibile da guidare. Se la guida a pista vuota è difficile da digerire per un pilota, peggio è sapere che ci sono ben 43 macchine in un fazzoletto di asfalto. Come a Bristol, le corse a Martinsville sono come una gara di tre ore e mezza sulla tengenziale di Milano alle cinque del pomeriggio. Macchine davanti, dietro, a destra a sinistra. Bisogna essere in grado di superare doppiati all'esterno e se un concorrente viene infilato all'interno, deve aspettare pazientemente in primo "buco" per riprendere la traiettoria interna. Intanto è possibile perdere decine di posizioni in pochissimi giri. I contatti sono frequenti e le neutralizzazioni pure, motivo per il quale i pit stop in regime di corsa aperta (ogni 125/135 giri) non si verificano quasi mai. La gara parte alle due meno un quarto del pomeriggio (quasi a voler anticipare gli orari del prossimo anno) e le condizioni dell'asfalto cambiano, un po' per la temperatura, ma soprattutto per la gommatura che aumenta drasticamente con i passare dei giri.

I partecipanti: Rispetto alla gara di Bristol, ci sarà una vettura in più, con il ritorno di Johnny Sauter sulla seconda Chevy #35 del team Baldwin. Boris Said rientra sulla Ford #43 del team Latitude 43 al posto di David Stremme, così come Michael McDowell, che si riprende il volante della Toyota #55 del team Prism, guidata da Michael Waltrip a Bristol. Ricordiamo che da questa gara saranno Said e Robby Gordon a dover giocarsi la qualificazione, mentre i piloti "graziati" saranno Travis Kvapil e David Gilliland.

La scommessa: Johnson e Gordon sono i migliori su questo circuito, ma Kurt Busch è stato molto veloce nella scorsa gara. Da non scartare la possibilità di un vincitore a sorpresa nel caso i migliori vengano penalizzati da incidenti.

Aldo Canzian


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