Dopo la bella gara di Fontana, la NASCAR resta nella costa ovest (anche se un po' lontani dall'oceano Pacifico) per andare nel deserto del Nevada verso la città del peccato: Las Vegas. La gara viene intitolata in onore di Carroll Shelby, il leggendario preparatore delle vetture Ford sportive.

La pista:
La NASCAR è arrivata sul nuovo circuito di Las Vegas nel 1996 con la serie regionale della costa ovest, in una gara vinta da Ken Schrader. La Sprint Cup ci arrivò due anni più tardi per disputare una singola gara stagionale di 400 miglia, che diventarono 427 soltanto nel 2009 per promuovere la nuova Ford Mustang preparata da Shelby, che proprio vanta 427 cavalli di postenza. Quest'anno resta tale la distanza anche se curiosamente il numero non è presente nel nome ufficiale della corsa. La pista è lunga 1.5 miglia (2415 metri) ma dal 2006 ha le curve inclinate di ben venti gradi contro i dodici precedenti. Il rettilineo principale è rimasto inclinato di nove gradi, tanti come quelli del rettilineo opposto, originalmente inclinato di soli tre gradi. Grazie a queste modifiche, il record della pista è stato stabilito lo scorso anno da Kyle Busch a 185.995 miglie orarie (299.451 kmh). Invece proprio la corsa del 2009 (vinta dallo stesso Busch a solo 119.513 mph, 192.415 kmh) è stata la più lenta di sempre a causa del record di 14 bandiere gialle e 66 giri dietro la pace car. Per questo motivo il record sulla distanza risale al 1998 (vittoria di Mark Martin a 146.554 mph, 235.951 kmh) grazie al record di solo nove giri dietro la pace car e due sole bandiere gialle (tante quante nel 2000). Con 25 cambi in testa alla gara, le corse del 1999 (Jeff Burton il vincitore) e 2005 (vittoria di Jimmie Johnson) sono state le più combattute. Con tre vittorie consecutive dal 2005 al 2007, Johnson è il pilota con più successi su questo tracciato.

La guida: Con rettilinei lunghi e curve ampie, il segreto per vincere a Las Vegas è quello di avere un perfetto comportamento in curva, indipendentemente dalla velocità di punta. Infatti, grazie all'ampiezza della sede stradale e all'inclinazione delle curve, è possibile sorpassare anche su di esse. L'importante è avere una macchina a posto sin dall'inizio della corsa in quanto le gare di 400 miglia non permettono molte possibilità di rimonta. Inoltre l'asfalto non cambia più di tanto in quanto si parte all'una e venti del pomeriggio e la corsa finisce verso le quattro. Importantissimo il lavoro ai box: rifornendo ogni 40/44 giri, è più che possibile effettuare questa operazione in regime di bandiera verde.

I partecipanti: Non ci sarà alcun cambio rispetto ai 46 piloti che si sono giocati i 43 posti in griglia nella scorsa gara di Fontana.

La scommessa: Dopo l'ultima gara, con così tanti pretendenti alla vittoria, è molto difficile fare un pronostico. Forse il team Childress è in grado di tornare alla vittoria, probabilmente con Kevin Harvick, ma Clint Bowyer potrebbe essere la sorpresa e vincere per la prima volta in carriera.

Aldo Canzian


Stop&Go Communcation

Dopo la bella gara di Fontana, la NASCAR resta nella costa ovest (anche se un po' lontani dall'oceano Pacifico) per […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/shelby10.jpg NASCAR – Las Vegas – Anteprima: Shelby American