Jeremy Mayfield è stato sospeso a tempo indeterminato dalla NASCAR a causa di un test antidoping risultato positivo. Dall'inizio si è saputo che la sostanza proibita in questione non riguardava l'alcol e infatti è arrivata la giustificazione da parte del pilota. Mayfield, pilota della Toyota #41 del proprio team, sostiene di aver preso due medicine prescritte dal proprio medico a causa delle sue allergie e di essere risultato positivo al test a causa di un dosaggio superiore a quello consigliato. La NASCAR ha ribattuto sostenendo che non si tratta di sostanze presenti nei medicinali ma di quelle che appartengono espressamente a quelle proibite. Dall'inizio dell'anno, la NASCAR preme riguardo la questione doping affermando che non ci saranno sconti per chi prende steroidi, anfetamine o altre droghe di tipo "ricreativo" come cannabis, cocaina ed eroina. Al posto di Mayfield, dalla prossima gara ci sarà J.J.Yeley, rimasto appiedato sin dalla fine della scorsa stagione. Insieme a Mayfield ci sono state altre due sospensioni per addetti ai team presenti nella categoria. Si tratta di Tony Martin che lavora sulla Chevy #34 di John Andretti e Ben Williams, che collabora con il team Roush sulla Ford #16 (guidata da Greg Biffle e Matt Kenseth tra gli altri) nella serie Nationwide.

In passato ci sono stati diversi episodi riguardo la questione doping nella NASCAR, alcuni dei quali risultano ancora molto discussi. Shane Hmiel, figlio di Steve Hmiel (famoso capomacchina della categoria) fu sospeso nel 2003 a causa del consumo di marijuana quando correva nella serie Busch (la Nationwide di allora). Nel 2004 gl fu concesso di tornare a correrre nella serie Craftsman (la Camping World di allora) per passare nel 2005 di nuovo nella Busch, ma fu fermato a causa di un test positivo alla marijuana e la cocaina. A Hmiel fu concessa una seconda opportunità nel 2006 con la condizione di seguire un programma di riabilitazione e una serie di controlli continui ma fu trovato ancora positivo ancora una volta e fu bandito a vita dalla NASCAR. Hmiel ammette la colpevolezza riguardo il primo test ma sostiene di non aver consumato regolarmente marijuana nel periodo in cui fu trovato positivo per la seconda volta.

Anche se non fu mai trovato positivo ad un test antidoping, Aaron Fike fu sospeso a tempo indeterminato dalla NASCAR nel 2007 (correva nella serie Crafstman) quando fu arrestato dalla polizia in possesso di eroina ed un'altra sostanza stupefacente per combattere il dolore e la fatica. Fike ha ammesso dall'inizio l'utilizzo di tali sostanze anche durante i giorni in cui disputava le gare. Nel 2008 è tornato a correre con i midjet e sta negoziando con la NASCAR un ritorno nella categoria.

Agli albori dei test antidoping nell'automobilismo, ci fu un caso davvero eclatante. Tim Richmond fu sospeso nel 1988 a causa di un test positivo quando cercava di rientrare nella categoria. Richmond aveva partecipato all'Indianapolis 500 del 1980, anno in cui aveva esordito nella NASCAR. Era diventato uno dei piloti più competitivi degli anni '80 vincendo 13 gare, di cui sette nel 1986, quando fu terzo in campionato. Nel 1987 corse solo otto gare (vincendone due per la cronaca) a causa di una polmonite causata a sua volta dal virus dell'AIDS. Il test antidoping in realtà fu positivo a medicine che tentavano di frenare questo terribile virus. Richmond morì a 34 anni nel 1989 senza poter correre mentre nel 1990 uscì un terribile scoop del New Times, che sosteneva che il dottor Forest Tennant (responsabile antidoping della NFL) aveva falsificato i test antidoping di Richmond. A quanto pare, Tennant voleva impiantare una politica antidoping nella categoria basandosi nel caso Richmond come esempio. Questa tesi, sostenuta dalla giornalista Roberta Baskin e dalla rete televisiva WJLA-TV, non fu respinta ufficialmente nè da Tennant nè dalla NASCAR, che invece decise ufficialmente di trovare un sostituto per il ruolo di Tennant.

Molto tragico anche il caso di Kevin Grubb, pilota che dal 1996 correva nelle serie Nationwide e Camping World, con una sola tentata (e mancata) qualifizione per la Sprint Cup. Nel 2004 fu trovato positivo ad un test antidoping ma fu riammesso nel 2006 sotto la condizione di ripetuti test a sorpresa. Nella gara di Richmond del Settembre 2006, fu bandito dalla NASCAR a vita per non aver accettato un controllo antidoping. In quello stesso giorno, Grubb disse che dopo il forte impatto che aveva avuto in gara era stato portato nel centro medico, dove gli fu data una prognosi di un giorno a causa di una commozione cerebrale e che non ricordava di aver rifiutato un test antidoping a causa di una perdita di memoria dovuta all'impatto. Grubb chiese di essere sottoposto ad un test ma l'opportunità gli fu negata. Sei giorni fa, Kevin Grubb, caduto in una forte depressione, si è sparato alla testa. Aveva 31 anni.

Aldo Canzian


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Jeremy Mayfield è stato sospeso a tempo indeterminato dalla NASCAR a causa di un test antidoping risultato positivo. Dall'inizio si […]

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