Dopo tre anni dal suo esordio, il team Red Bull è riuscito a vincere anche in NASCAR, dopo i recenti trionfi in Formula 1. La scuderia di Dietrich Mateschitz ha visto il traguardo in prima posizione grazie a Brian Vickers, il pilota che da più di un anno è protagonista tra i primi della categoria. Il pilota della Toyota #83 ha vinto grazie ad una perfetta strategia dei box portata a termine in maniera esemplare da Vickers. Tutto era cominciato al 149esimo dei 200 giri in programma quando la pioggia (fedele compagna della Sprint Cup 2009) cadeva in pista per la terza volta. Molti piloti rientravano a rifornire sperando in successive neutralizzazioni per risparmiare carburante, in quanto il consumo in regime di bandiera verde non consente di andare oltre i 44 giri invece dei 51 che rimanevano da compiere. I due protagonisti della gara, Jimmie Johnson e Mark Martin, si fermavano insieme a Vickers e altri ma pochi erano sicuri sul fatto che sarebbero arrivati alla fine. A quel punto la testa della gara è passata a Dale Earnhardt Jr. che invece riforniva per l'ultima volta qualche giro dopo, quando la pace car entrava per l'ultima volta dopo il testacoda di David Stremme. QUesta bandiera gialla ha aiutato i leader a risparmiare benzina ma nessuno era certo fino a che punto. Negli ultimi giri Junior ha recuperato diverse posizioni anche se non riusciva a prendere i primi tre. A tre giri dalla fine Johnson è tornato ai box con il motore spento perdendo un giro ma Vickers è riuscito a tenere il comando davanti a Jeff Gordon che seguiva la sua stessa strategia. Parzializzando il gas, Vickers ha vinto la sua seconda gara in carriera (la prima era stata a Talladega 2006 con il team Hendrick) davanti a J.Gordon, Earnhardt Jr., Carl Edwards e Sam Hornish Jr. Completano i primi dieci Casey Mears, Joey Logano, Clint Bowyer, David Reutimann e Denny Hamlin.

Dopo un'intera gara a scambiarsi il comando, Johnson è finito 36esimo mentre Martin lo ha fatto solo cinque posizioni più avanti, rimanendo senza combustibile meno di mezzo giro dalla fine. Per Johnson la scommessa persa ancora una volta sul tracciato del Michigan non ha particolare valore in quanto è di fatto qualificato per i playoff ed un'eventuale vittoria avrebbe significato per lui altri dieci punti di bonus. Per Martin invece, le cose sono andate esattamente al contrario di come erano andate nella prima gara di Brooklyn, quando aveva beffato Johnson e Greg Biffle all'ultimo giro a secco di benzina. Con 40 punti di bonus (nessuno meglio di lui) per il Chase, questo pessimo piazzamento lo posizion a rischio per la lotta per il titolo. A causa di questa gara e delle rotture di inizio stagione, Martin è dodicesimo (ultimo posto utile per i playoff) con solo dodici punti di vantaggio su Vickers, tornato prepotentemente alla lotta quando ormai sembrava escluso. Stesso discorso per Mears a -58 dalle posizioni che contano. Più dura arrivarci per Kyle Busch (soprattutto dopo una brutta gara finita al 23esimo posto), a -70 da Martin. Comunque davanti a Martin ci sono Matt Kenseth e Greg Biffle a pochi punti. Sono questi i piloti che si giocheranno la qualificazione per il Chase nelle prossime tre gare.

Finiti i discorsi che riguardano il campionato, torniamo sulla gara per segnalare alcuni episodi. La corsa è stata molto interessante come poche quest'anno, soprattutto considerando il fatto che il tracciato di Michigan spesso non offre gare particolarmente interessanti. Il team Hendrick è stato molto competitivo con Johnson, Martin e Gordon lì davanti e con Earnhardt Jr. prima in difficoltà ma in grande rimonta nel finale. Keselowski invece è partito bene ma poi ha perso progressivamente posizioni fino a finire 24esimo. Peccato per Kurt Busch, eliminato da un contatto con David Ragan, dopo essere stato in lotta per il comando nei primi giri. Ottima gara per Bill Elliott, sedicesimo, che fa ben sperare in un ritorno del team Wood a tutte le gare del 2010. Juan Pablo Montoya stava facendo una bella corsa ma è stato rallentato da una foratura, anche se poi è riuscito a prendere la 19esima posizione finale. Tra sei giorni si va a Bristol per la gara più simile ad un demolition derby dell'intera stagione.

Aldo Canzian


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