La stagione 2010 della NASCAR ha già visto cinque eventi disputati ed è ora di stilare i primi bilanci. Di sicuro dovranno farli i team che non sono riusciti a rientrare tra i migliori 35 che vengono ammessi di ufficio alle gare: quello di Robby Gordon e il team Latitude 43 (vettura guidata da Boris Said e David Stremme). Per loro le prossime gare saranno fondamentali per rientrare nello schieramento e marcare punti pesanti per rientrare tra i migliori. In caso di mancate qualificazioni, il distacco dalla top35 cresce a dismisura e ci si gioca la qualificazione gara dopo gara. Per restare in argomento, un grosso complimento alle due Ford del team Front Row (la #34 con John Andretti e Travis Kvapil al volante, la #37 con Kvapil e Kevin Conway) che sono riusciti ad inserirsi nella top35.

Passiamo dal fondo dello schieramento alla Victory Lane: cinque gare e tre vittorie per Jimmie Johnson. Detta così sembra la stessa noiosa storia degli ultimi anni. Invece le cose non sono andate così: il pilota della Chevy #48 non ha dominato in nessuna delle gare che ha vinto. A Las Vegas, la gara più noiosa di quest'anno, ha superato il compagno di squadra Jeff Gordon (che aveva dominato in lungo e in largo) quando mancavano pochi giri, ma le vittorie di Fontana e Bristol sono state molto più sudate. Soprattutto in California, dove il successo è stato frutto di un incidente che causando una neutralizzazione, lo ha graziato da un sicuro doppiaggio mentre si trovava ai box a rifornire. Meno fortuna e più merito nel Tennessee, dove ha saputo fruttare al massimo una vettura capace di dare il massimo nei primissimi giri a gomme fresche, come ad esempio nell'ultima ripartenza con dieci giri da compiere, ma che soffriva leggermente sulla distanza, dove invece dominava Kurt Busch. Il campione 2004 non ha vinto nel "Colosseo dei motori" ma comunque è stato primo ad Atlanta, dove ha avuto la meglio su Kasey Kahne dopo un duello durato per tutte le 500 miglia in programma.

Quindi gare piuttosto interessanti, come la stessa Daytona 500, gara davvero divertente ma purtroppo rovinata dal famoso buco sull'asfalto che ha sospeso la gara con due lunghissime interruzioni. La vittoria è andata sorpresivamente a Jamie McMurray, in pole una settimana dopo a Fontana, che non si è confermato competitivo nelle gare successive. Dal punto di vista sportivo tutti sono molto contenti del ritorno alla competitività da parte del team Childress, che comanda la classifica piloti con Kevin Harvick. Nè lui nè i compagni Jeff Burton e Clint Bowyer hanno vinto ma lo faranno di sicuro molto presto. Non buono invece l'inizio stagione da parte di Dale Earnhardt Jr., anche se a Bristol ha mostrato interessanti segni di ripresa. Di sicuro è stato più che positiva la prima stagione completa da parte del comasco Max Papis. Qualificatosi nelle prime quattro gare, ha mancato l'appuntamento di Bristol, ma le sue prestazioni sono buone se consideriamo il materiale a disposizione. Il suo team (il Germain Racing) ha il merito di disputare le gare intere e non fermarsi per risparmiare il materiali come fanno le due vetture del team Prism e quelle delle scuderie Phoenix e Nemechek.

Giudizi sintetici e indicativi su piloti e squadre in quanto si sono disputate pochissime gare (ne restano 31 in campionato e un'esibizione) e tutto può repentinamente cambiare. Resta il fatto di uno spettacolo offerto migliore a quello degli ultimi  due anni, ma il pubblico esita, sia sulle televisioni che in TV. Per capire la situazione sugli spalti, basta sapere che per la prima volta dopo 55 corse a Bristol (cioè dopo la gara estiva del 1982) non c'è stato il tutto esaurito. In assoluto non si tratta di un risultato negativo (c'erano pur sempre 138.000 spettatori su 165.000 posti disponibili), ma gli spazi vuoti sulle (enormi) tribune dei tracciati della NASCAR si notano chiaramente. Segno dei tempi di crisi e delle famiglie che non possono permettersi i biglietti per le gare, per quanto economici siano (in America non ti svenano per vedere una corsa dal vivo). Più scottante la questione televisiva: le gare sono più interessanti e partono tutte alla stessa ora, ma il pubblico si è disaffezionato dopo la noia del 2009 e gli orari assolutamente casuali in cui partivano le corse. Per sistemare le cose basterebbe che Junior raggiungesse la competitività dei compagni di squadra, ma al momento questo non sembra possibile.

In ogni modo ci sono tutti gli ingredienti per godersi questa stagione e noi vi accompagneremo in questo viaggio per tutta la stagione.

Aldo Canzian


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