Il 27esimo posto finale di Dale Earnhardt Jr. a Richmond, ha deluso i suoi tantitifosi che vorrebbero vederlo al top della categoria. Quando Dale Earnhardt, sette volte campione della NASCAR, ebbe il suo incidente mortale all'ultima curva dell'ultimo giro della Daytona 500 del 2001, i tifosi di "Intimidator" cercarono subito nel figlio Dale Jr. il degno erede del padre. Earnhardt Jr. aveva esordito con cinque belle gare (compreso un decimo posto) nel 1999 e nel 2000 aveva disputato la sua prima stagione completa vincendo due gare anche senza ottenere il titolo di esordiente dell'anno, andato a Matt Kenseth grazie ad una maggiore regolarità. Il dominio assoluto del team DEI sui superspeedway iniziò proprio nel 2001 consentendo a Junior di essere praticamente imbattibile per quattro anni su quelle piste. Con tre vittorie in quella stagione e due in quella successiva, era arrivato il momento di puntare al titolo nel 2003. Due vittorie non bastarono contro l'unica del solito Kenseth, campione grazie alla sua straordinaria regolarità. Ma Earnhardt Jr. ebbe la sua consolazione con il titolo di pilota più popolare, scettro che non molla da ormai sei anni.

Dal 2003 a questa parte, Junior è il pilota più popolare della categoria. Non è difficile capirlo, appena la Chevy #88 prende il comando gli spettatori si alzano in piedi sulle tribune ed esultano ad ogni passaggio del loro beniamino. Lo abbiamo visto chiaramente a Talladega e si tratta di un trattamento riservato a questo solo pilota. Lo avevamo confermato all'inizio dello scorso anno quando passò dalla scuderia DEI al Hendrick Motorsport: le fitte tribune della categoria erano passate dal predominante color rosso del suo vecchio sponsor a quello verde e blu che lo accolse nel suo nuovo team. Questa popolarità gli diede la carica per vincere ben sei gare nel 2004 ed arrivare ad un soffio dal titolo, forse perso a causa di quel botto ad Atlanta che di sicuro non ha ancora dimenticato. Chissà se quell'incidente o le parole di troppo nel dopogara di Talladega lo abbiano segnato. Fatto sta che dal 2005 ad oggi, le sue stagioni sono risultate al di sotto delle aspettative del pubblico e dei suoi sostenitori. Il 2005 fu un vero disastro con una sola vittoria e un deludente 19esimo posto finale. Nella stagione successiva ci furono dei segni di ripresa anche se Dale Jr. vinse una sola volta. Riuscì a qualificarsi per il playoff cogliendo anche un quinto posto finale ma senza dimostrare di essere in grado di coronare il suo sogno e quello della stragrande maggioranza dei tifosi della NASCAR. Dopo un 2007 senza vittorie e con le polemiche con la matrigna Teresa, proprietaria del team dopo la scomparsa del padre, Junior se ne andò dalla squadra, dove Martin Truex Jr. sembrava in grado di cogliere il ruolo di capitano.

L'avventura come compagno di squadra di Gordon e Johnson era nata con una splendida vittoria nel Shootout di Daytona, confermando le voci dei suoi sostenitori che credevano che il fatto di non vincere dipendesse dalle macchine che guidava. La stagione si chiuse con una vittoria (dopo oltre un anno di digiuno) e la qualificazione ai playoff, nei quali ebbe risultati al di sotto delle aspettative. Ci si aspettava un grande inizio di stagione per coronare il sogno di diventare campione come il padre ma le cose non stanno andando per il verso giusto. Errori da parte del team ai box, dell'officina che qualche volta non ha garantito l'affidabilità e del pilota che certe volte perde letteralmente le staffe come a Daytona. Ma la cosa che più preoccupa è vedere i suoi tre compagni di team lottare sempre tra i primi cinque. Certo che non sono dei piloti facili con cui misurarsi. Gordon ha vinto quattro titoli, Johnson tre e Martin è a furor di popolo il migliore che non abbia mai ottenuto un campionato. Ma resta il fatto che Martin sta rimontando nonostante qualche rottura di motore e qualche incidente non causato da lui. Earnhardt Jr. invece si ritrova spesso con vetture inguidabili e non riesce a rimontare, cosa che una volta gli riusciva facilmente. L'impressione è che Dale Earnhardt Jr. senta fortemente la pressione di vincere un campionato e che rimpianga quelle due occasioni perse nel 2003 e 2004, quando con un po' di strategia in più, poteva mettere un paio di campionati in saccoccia. In questi ultimi cinque anni, la concorrenza è cresciuta a dismisura, ci sono più giovani piloti forti e in grado di vincere e Junior non possiede una macchina imbattibile sulle quattro gare su superspeedway come una volta.

 Aldo Canzian


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