La notizia che la NASCAR possa passare all'inizione a iniettori abbandonando i tradizionali carburatori è stata quasi un fulmine a ciel sereno. In tempi in cui si cerca di risparmiare in ogni modo, cancellando tutti test e consentendo solo a pochi piloti di provare gomme rappresentando anche i loro colleghi, un cambio generazionale di questo tipo sembra fuori tono. Si crede che i motori saranno completamente rivoluzionati con un aggravio di spese a causa delle nuove preparazioni dei propulsori.

Questa misura è da anni invocata da chi crede che le corse debbano essere al passo con i tempi e che non si possa ancora andare avanti a carburatori quando la produzione americana di autovetture ha abbandonato questa soluzione da venticinque anni. Allo stesso modo, si chiede l'introduzione di motori con distribuzione ad alberi a camme in testa, cambi sequenziali e motori di cilindrata ridotta. Ormai solo poche sportive continuano ad avere motori di quasi sei litri e il cambio a quattro velocità è sparito da tempo. La distribuzione ad aste e bilancieri si usa ancora ma non è comune come quella ad alberi in testa.

Contro questi cambiamenti si schierano i tradizionalisti, quelli che vogliono che le corse siano dure, crude e divertenti come sempre, dove mezzi arcaici mettano a dura prova i piloti. Nulla da eccepire: più manuale e meno automatica è la macchina, più conta il pilota e soprattutto più vecchie sono le soluzioni, meno vengono a costare. Grazie a questa politica, la NASCAR vede sempre griglie piene anche in tempi di crisi economica. Quando questa non c'era, a volte era quasi possibile disputare una gara di consolazione per i non qualificati. Inoltre il costo al chilometro è davvero minimo per una categoria così importante.

Ma qui arriva il nocciolo della questione. I motori a iniezione ormai sono "vecchi" ed un dispositivo normale di questo tipo non costa più di un carburatore. Soprattutto, le spese per quanto riguarda l'ottimizzazione della carburazione ha raggiunto cifre folli. Infatti, con misure del motore e materiali congelati, l'unico modo per aumentare la potenza è giocare con il carburatore. E con questo vetusto elemento si sono raggiunte potenze di 800 cavalli. Quindi, l'utilizzo dell'iniezione sarebbe "un'innovazione poco innovativa", quasi una tradizione per i motori moderni e che a sua volta consentirebbe di risparmiare parecchi investimenti sui carburatori. Inoltre si rispamierebbero parecchi litri di benzina ottimizzando i consumi.

Si può concludere che un approccio tradizionale consente di abbassare le spese ma se si guarda avanti innovando con attenzione, si riesce a migliorare le corse senza intaccare le loro caratteristiche più belle e spettacolari.

Aldo Canzian


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