La vittoria di Brian Vickers a Brooklyn è stata un ancora di salvezza per la Red Bull, che aspettava questa vittoria dal 2006, anno dell'esordio della scuderia. L'avventura sarebbe dovuta partire nel 2007 insieme alla Toyota, per la prima volta nella Sprint Cup, che si appoggiava a due nuovi team: quello di Michael Waltrip che avrebbe disputato la sua prima intera stagione con tre macchine e appunto il Red Bull. A loro si aggiungeva la squadra di Bill Davis come formazione di esperienza per portare avanti lo sviluppo. La decisione di anticipare l'esordio doveva servire a far rodare il team, ad abituarlo ai campi di gara correndo con una Dodge comprata (nella foto Jayski a destra). Ci furono tre partecipazioni verso la fine della stagione, le prime due con Bill Elliott, che aveva fatto i test, e le altre due con A.J.Allmendinger, uno dei loro piloti per l'anno successivo. Non riuscirono a qualificarsi a nessuna gara e Bill Elliott si rifiutò di tornare in quanto era stato lasciato da parte per fare posto al giovane pilota americano. Questa decisione precluse alla formazione la qualificazione in altre gare in cui lo status di campione di Elliott sarebbe stato utile.

L'anno del debutto vero è proprio fu davvero duro con A.J.Allmendinger qualificato in solo 17 gare su 36. Per Vickers le gare furono 23 con alcune buone prestazioni ma qualificarsi per loro era una chimera.  Vickers fu 38esimo in campionato, Allmendinger 43esimo. Le cose andarono male alla Toyota anche con il team Waltrip, spesso non qualificato, e la casa madre decise di scendere in campo in maniera ufficiale in alcune gare per portare avanti lo sviluppo. Le cose migliorarono nel 2008, anno in cui la Toyota ha cominciato a godere dei vantaggi portati avanti dal loro nuovo team, quello di Joe Gibbs. Per Vickers ci furono migliori prestazioni, una pole (a Michigan ovviamente) e il 19esimo posto in campionato. Per Allmendinger, le mancate qualificazioni lo portarono prima a essere sostituito da Mike Skinner in alcune gare, poi a essere appiedato per passare al team di Waltrip. La Toyota intanto cominciava a vincere con Gibbs, ma trattandosi di un top team, la cosa non sorprendeva nessuno.

Nel 2009 le cose sono andate decisamente meglio, con Vickers costantemente tra i primi e una vettura che può dire la sua, al punto di conquistare sei pole nelle prime 23 gare. Ma restava lo smacco della vittoria del team Waltrip a Charlotte, la prima della Toyota grazie ad un team minore. Un po' come quella prima vittoria in Formula 1 targata Toro Rosso e non Red Bull. Proprio nell'anno i cui la casa di Mateschitz lotta per il titolo iridato, il loro team in NASCAR conquista la sua prima vittoria e minaccia di ritrovarsi tra i dodici che si giocano il titolo. Resta l'incognita di quella seconda macchina guidata da Scott Speed, a volte bene in qualifica ma spesso nelle retrovie in gara. Comunque l'incubo è finito e adesso ci si aspetta di rimanere nelle posizioni che contano, anche perchè la Red Bull è quasi sempre protagonista degli sport in cui partecipa.

Aldo Canzian


Stop&Go Communcation

La vittoria di Brian Vickers a Brooklyn è stata un ancora di salvezza per la Red Bull, che aspettava questa […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/rb83.jpg NASCAR – Born in the USA: La fine di un incubo