Kurt Busch ha vinto una spettacolare Kobalt Tools 500 resistendo in maniera perfetta agli attacchi di Juan Pablo Montoya, che lo ha insidiato nelle ultime due ripartenze a fine gara. Il pilota della Dodge #2 in realtà aveva battuto Kasey Kahne, il pilota più in palla della domenica, che non ha avuto lo spunto perfetto negli ultimi giri. Kahne aveva preso il comando nei primi giri sorpassando Kyle Busch (leader delle prime tornate e poi sparito nel gruppone), prima di essere sorpassato dal fratello maggiore dei Busch. Dopo Kurt, è stato Denny Hamlin a prendere il comando, ma il pilota della Toyota #11 è stato poi superato da Montoya. Kahne ha quindi ripreso il comando appena dopo ma metà corsa, per cederlo soltanto a Busch soltanto in occasione di una bandiera gialla. Ripresosi il comando, Kahne è stato battuto da Hamlin e Busch nei pit stop in regime di bandiera verde, ma in pista è riuscito a sorpassarli entrambi. Quando Hamlin ha forato una gomma a 47 giri dal termine, è uscita la pace car e Busch è tornato al comando. Da questo punto in poi è stato Montoya a insidiarlo sia in regime di corsa aperta che durante le ultime tre neutralizzazioni. Pur se diversi piloti hanno tentato di cambiare le sole gomme esterne per guadagnare posizioni, era chiaro che questi due si sarebberto giocati la vittoria pur ripartendo dalla seconda fila. Alla fine Busch ha bissato il successo ottenuto da queste parti lo scorso anno, anche se non ha dominato come nel 2009. Alle sue spalle si è piazzato l'ottimo Matt Kenseth, capace di superare Montoya dopo l'ultima ripartenza. Terzo posto per il colombiano seguito da Kahne, bravissimo come spesso accade su questo tracciato dove ha già vinto tre volte, l'ultima delle quali lo scorso autunno.

Quinto posto per un sorprendente Paul Menard seguito da un ottimo A.J.Allmendinger. Completano i primi dieci Brian Vickers (come Kahne, sempre a suo agio su questo tipo di tracciato), Greg Biffle, Kevin Harvick e Scott Speed. Su Harvick bisogna dire che il pilota della Chevy #29 ha compiuto un'impresa memorabile. Con un vettura pressochè inguidabile, ha resistito per metà gara cercando il setup ideale e rimontando piano piano nella seconda frazione, mentre i suoi compagni di squadra Jeff Burton e Clint Bowyer sono finiti oltre la ventesima posizione. Dodicesimo posto per Jimmie Johnson, risultato ottimo se pensiamo alle forature subite dale vetture del team Hendrick (comprese quelle dello Stewart-Haas). Nessuno dei sei rappresentanti di questo team si è salvato dai guai alle gomme e se non fosse per gli incidenti di fine gara, il bilancio sarebbe stato catastrofico. Dale Earnhardt Jr. ha colto un insperato quindicesimo posto grazie alle varie neutralizzazione, visto che come Jeff Gordon si trovava nelle retrovie a due giri dai leader. Pur partendo in pole, Junior non ha compiuto un singolo giro in testa. Gara esemplare per Bill Elliott, sedicesimo dopo un'ottima rimonta: niente male per uno alla sua 35esima stagione nella categoria. Max Papis si è piazzato al 34esimo posto, dopo una piccola toccata con Carl Edwards.

Grazie alla strepitosa rimonta, Harvick resta in testa alla classifica generale davanti a Kenseth, Biffle e Johnson che lo seguono da vicino.  Manca una sola gara per stabilire la classifica dei miglior team 2010 che si assicurano la qualificazione alle gare. Al momento il team Jenkins e quello di Robby Gordon sono quelli che rischiano.

Lasciamo l'ultimo paragrafo per parlare dell'incidente degli ultimi giri che ha causato una serie infinite di polemiche. Mancavano tre giri alla fine quando Brad Keselowski, che dopo una gara perfetta lottava tra i primi cinque, è stato toccato da Carl Edwards, doppiato di ben 155 giri a causa di un incidente nelle prime battute. Keselowski è volato in aria finendo violentemente contro il muro anche se per fortuna è risultato illeso. Il fatto è che proprio il pilota della Dodge #12 aveva causato l'incidente di Edwards nei primi giri. Si era trattato di un normale incidente di gara con Edwards che chiude la traiettoria e Keselowski che non rallenta. Il pilota della Ford #99 aveva dichiarato subito dopo quel primo incidente che sapeva che Brad non lo aveva fatto apposta, ma che poteva lasciare più spazio agli avversari. Da quanto successo a fine gara, Edwards non l'aveva presa così bene, visto che la sua toccata era veramente non necessaria. In un incidente identico a quello famoso di Talladega dello scorso Aprile (solo che a ruoli invertiti), Keselowski a finito per sbattere contro il muro dalla parte del tetto della macchina. Per sua fortuna, la macchina ha impattato inizialmente contro l'asfalto e poi contro il muro; in caso contrario forse il tetto si sarebbe schiacciato ancora di più con conseguenze forse ben più gravi. La NASCAR ha immediatamente squalificato Edwards, che di fatto ha ammesso di aver colpito Keselowski intenzionalmente, pur non volendo farlo volare in aria. Tante volte in passato la NASCAR ha fatto di tutto per evitare che le rivalità personali personali tra i piloti vengano risolte in pista, quindi ci si aspetta delle ulteriori sanzioni.

Aldo Canzian


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