La quarta gara della NASCAR sarà ad Atlanta, uno dei tracciati più spettacolari del calendario. Tolto l'evento speciale di Daytona, le gare saranno lineari e annoianti come quella di Las Vegas o combattute e incerte come quella di Fontana? Niente meglio che questo autodromo per l'ardua sentenza.

La pista: Il circuito venne inaugurato nel 1960 con il nome di Atlanta International Raceway e fu ribattezzato come Atlanta Motor Speedway nel 1990. Originalmente, il tracciato era un semplice ovale di un miglio e mezzo (2415 metri), ma fu rimisurato nel 1970 con il risultato di 1.522 miglia (2450 metri). Nell'estate del 1997, l'autodromo fu profondamente modificato in un ovale a forma di "D", cercando di imitare il circuito di Charlotte raggiungendo una lunghezza di 1.54 miglia (2479 metri), risultando molto più veloce che l'originale, che era simile a quello attuale di Homestead. La NASCAR ha sempre corso due volte da queste parti con la sola eccezione del 1961, quando si corsero una gara di 500 miglia, una di 250 e una di 400. Nel 1960 la prima gara si tenne sulla distanza di 300 miglia e la seconda su quella di 500. Dal 1962 al 1966 la prima gara fu una 500 miglia e la seconda una di 400. Dal 1967 ad oggi, tutte le gare si corrono sulla distanza di 500 miglia. Il record della pista appartiene a Geoffrey Bodine, che nel lontano 1997 girò in 28.073 secondi a una media di 197.479 miglia orarie (317.941 kmh!). La gara più veloce fu vinta da Bobby Labonte sempre nel 1997 ad una media di 159.904 mph (257.445 kmh). La più lenta invece fu vinta da Fred Lorenzen nel 1962 ad una media di 101.983 mph (164.192 kmh). La gara con più neutralizzazioni (14) fu vinta da Jimmie Johnson nel 2007 mentre Fred Lorenzen vinse anche nel 1961 con una sola interruzione. Il record di giri dietro la pace car si ebbe nel 1977 (99, vincitore Darell Waltrip) mentre nell'ultima gara stagionale del 1986 furono solo sette le tornate percorse a velocità limitata. Quella volta vinse Dale Earnhardt, coronando il suo secondo titolo, il primo dei sei con il team Childress. Da ricordare la gara vinta da Bobby Allison nel 1982 con ben 45 cambi di posizione in testa alla gara, record per il tracciato. Il pilota più vincente di questa pista è Dale Earnhardt con nove successi. Tra quelli in attività primeggia Bobby Labonte con sei vittorie, ma il campione 2000 non sarà al via della gara.

La guida: Su questa pista si viaggia a tavoletta toccando il freno solo una volta entrati in curva per far sterzare la vettura. E' possibile viaggiare su linee esterne ed interne senza particolari problemi. I pit stop si fanno ogni 50/55 giri e spesso ci si ferma in regime di bandiera verde. Trattandosi di una gara lungo, è fondamentale addattare la messa a punto della macchina per le ultime tornate che si disputano poco prima che il Sole tramonti.

I partecipanti: Rispetto alla gara di Las Vegas, rientra il team Wood con la Ford #21 di Bill Elliott. Il team Braun doveva rientrare con Reed Sorenson al volante ma hanno deciso di saltare questa corsa ma iscriversi a quella di Forth Worth. In totale ci saranno 46 macchine a giocarsi i 43 posti in griglia.

La scommessa: Lo scorso anno vinse Kyle Busch quando il pilota del Nevada era al meglio delle sue forze. Dopo aver mancato di poco le prime tre gare, il team Childress è pronto per la vittoria: Harvick il candidato numero uno.

Aldo Canzian


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