La pista – Il Darlington Raceway è stato costruito nel 1950, anno in cui la NASCAR vi approdò per la prima volta. Era il 4 Settembre e per la categoria si affrontava una prima assoluta: si trattava della prima gara della storia su asfalto dopo diverse corse in circuiti su terra battuta altri tipi di superficie. A causa dei proprietari dei terreni confinanti che non volevano vendere le proprie terre, i responsabili dell'autodromo furono costretti a fare un ovale a forma di uovo, con le curve 1 e 2 più strette che formano un angolo minore di 180 gradi e con le curve 3 e 4 che formano un angolo maggiore con un raggio di curvatura superiore. Il circuito misurava 1.250 miglia (2012 metri), diventati 1.357 miglia (2184 metri) nel 1953. L'attuale configurazione rimane quella del 1970 che prevede una lunghezza definitiva di 1.366 miglia (2199 metri). Con la riasfaltatura del 1995, si introdusse una singola corsia box (erano due come a Bristol fino a quell'anno) e il rettilineo opposto divenne quello di partenza e viceversa. Di fatto, con questa modifica le curve 1 e 2 sono diventate quelle più ampie (con 25 gradi di inclinazione) e le 3 e 4 quelle più strette (inclinate di 23 gradi). Dalla prima gara ai giorni nostri, a Darlington si è sempre disputata almeno una gara di 500 miglia. Nel 1952 ci fu una seconda gara di 100 miglia. Dal 1960 si aggiunse regolarmente una seconda gara, di 300 miglia fino al 1965, di 400 miglia fino al 1974, di 500 miglia fino al 1991 e di nuovo di 400 miglia fino al 2004. Dal 2005 a questa parte, a Darlington si corre una singola gara sulla distanza di 500 miglia (805 chilometri).

Grazie all'ultima riasfaltatura nel 2008, Kyle Busch ha segnato il record sulla distanza ad una media di 140.350 miglie orarie (225.963 kmh) nonostante le otto neutralizzazioni per un totale di 31 giri dietro la pace car. Busch ha così battuto il primato di Jeff Gordon risalente al 1998, ottenuto grazie a solo due bandiere gialle per soli 16 giri di rallentamento. Da segnalare che la gara vinta da Fireball Roberts nel 1963 non vide alcun intervento della pace car. La gara più lenta è stata la seconda del 1952, vinta da Fonty Flock a solo 74.512 miglie orarie (119.964 kmh) in una gara che durò ben 6 ore e 42 minuti! Il primato assoluto sul giro appartiene a Ward Burton che nel 1996 girò in 28.295 secondi a 173.797 miglie orarie (279.813 kmh). La prima gara del 1950 risulta quella con meno cambi in testa alla corsa (solo quattro avvicendamenti tra Johnny Mantz, Cotton Owens, Gober Sosebee e Curtis Turner) e Mantz passò in testa al cinquantesimo giro restandoci fino alla fine. In quella occasione Mantz segnò il primato di maggior numero di giri al comando con un totale di ben 350 tornate in testa. Nel 1951 venne segnato un curioso primato assoluto per la NASCAR: la griglia di partenza vide ben 82 vetture in gara! Per la cronaca vinse Herb Thomas e solo 24 macchine arrivarono al traguardo. David Pearson è il pilota che ha vinto più volte su questa pista (dieci successi) mentre tra i piloti ancora in attività, Jeff Gordon risulta quello con maggior numero di successi (sette vittorie). Da ricordare un altro primato assoluto nella storia della gara: nella prima gara del 2003, Ricky Craven vinse con soli due millesimi di secondo di vantaggio su Kurt Busch (il distacco minore della storia) alla fine di un duello davvero storico.

La guida – Il circuito di Darlington è in assoluto il più difficile della stagione. Il nomignolo "too tough to tame" (troppo difficile da domare) non è esagerato. L'imperativo per un pilota non è gareggiare contro i suoi altri quarantadue colleghi: il principale rivale di ogni pilota è la pista stessa. ci si comporta come in una maratona off road. Prima si cerca di avere un buon bilanciamento e di evitare di finire contro il muro, cosa che avviene molto spesso, e alla fine della corsa si tirano le somme. Nonostante la recente riasfaltatura, la superficie risulta essere molto abrasiva e costringe i piloti a fermarsi a cambiare le gomme prima di aver finito il combustibile nei serbatoi. Con il pieno di benzina si riescono a fare 54/58 giri ma il degrado degli pneumatici riduce questa finestra di una decina di giri. Ci vuole quindi una grande capacità strategica per fermarsi in regime di bandiera verde. Bisogna cambiare le gomme prima di perdere terreno significativamente ma non anticipare troppo la sosta per evitare di vedersi penalizzati da una bandiera gialla. L corsa partirà alle otto meno venti di sera, con il Sole ancora battente sull'asfalto. In questo periodo dell'anno, questa condizione fa sì che all'inizio della gara siano quasi estive mentre verso la fine della stessa siano autunnali. Di fatto si passa dal caldo al freddo nel giro di un paio di ore. Insieme alla Coca Cola 600 di Charlotte, si tratta della corsa con maggior differenza di condizioni ambientali tra partenza e arrivo. Per questo motivo è facile vedere risultati splendenti da parti di chi parte in sordina ed è costretto a rimontare e deludenti da chi parte alla grande e poi non trova il modo di addattare la propria vettura a questi cambiamenti. Ovviamente, la chiave per la vittoria risiede nell'avere la miglior macchina in ogni fase della gara. Per quanto riguarda lo stile di guida, la curva 1 viene anticipata anche andando leggermente sulla parte piatta della pista per risalire nella parte alta all'entrata della curva 2. In questo modo si riesce a uscire perfettamente allineati con il rettilineo opposto per avere la maggiore velocità possibile. La curva 3 viene anticipata da una vera staccata e poi viene percorsa insieme alla 4 con la massima attenzione per evitare i guai causati dal cronico sottosterzo. La sede stradale è molto stretta e spesso i piloti finiscono sulla parte piatta della pista perdendo molte posizioni o addirittura sul muro rallentando drasticamente con il rischio di seri danni alla vettura.

I partecipanti
– Rispetto alla gara di Richmond, non ci saranno Trevor Boys con il proprio team e Tony Raines con il Front Row Motorsports . Comunque Raines prenderà il posto di John Andretti, impegnato nelle qualifiche della Indy 500, in seno al team Earnhardt. Al loro posto rientreranno Max Papis con il team Germain, Brad Keselowsky (vincitore a Talladega con il team Phoenix e assente a Richmond) sulla quinta Chevy del team Hendrick e Regan Smith con la Chevy #78 del Furniture Row, per un totale di 46 macchine a giocarsi i 43 posti disponibili in griglia. Nel team Phoenix, Sterling Marlin riprenderà il volante della Chevy #09 a spese di Mike Bliss come prevista sin dall'inizio della stagione.

 La scommessa – In un circuito così dura e difficile, è da scartare la vittoria di un pilota esordiente. Per vincere ci vuole una macchina veloce e perfetta in ogni singola fare di questa lunga corsa. Il miglior compromesso tra esperienza e capacità del team viene rappresentato da Jeff Gordon. Curioso che un grande pilota come Mark Martin abbia vinto una volta sola su questo circuito. Che sia arrivata la volta di fare il bis?

 Aldo Canzian


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