La pista: Dopo lo stradale di Sonoma a Giugno, la NASCAR torna a girare verso destra per la seconda e ultima volta in questa stagione. Il circuito internazionale di Watkins Glen (in inglese Watkins Glen International) è stato aperto nel 1956 ed ha ospitato il Gran Premio degli Stati Uniti dal 1960 al 1980. Oltre ad ospitare più volte gare delle monoposto USAC/CART/IRL, l'autodromo del New York ospita la NASCAR una volta all'anno ininterrottamente dal 1986. Comunque la Sprint Cup era passata da queste parti molto prima, nel 1957 e nel 1964 e 1965, prima che il circuito venisse pesantemente ristrutturato nei primissimi anni '70. Sul vecchio tracciato di 2.3 miglia (3703 metri) avevano vinto Buck Backer (padre del leggendario Buddy), Billy Wade e Mavin Panch. La prima e la terza gara non videro alcun intervento della pace car, mentre della seconda non si hanno notizie a riguardo. La corsa vinta da Baker fu in assoluto la più lenta su questo tracciato, con solo 83.064 miglie orarie di media (133.733 kmh). Inoltre quella gara vide Baker come unico leader, quindi non ci furono cambi di posizione in testa. Si trattava di una gara di 100 miglia, mentre quelle degli anni '60 prevedevano una distanza totale di 152 miglia.

Dal 1986 si corre sul tracciato rinnovato di 2.428 miglia (3909 metri), passato a 2.45 miglia (3944 metri) nel 1992 con l'introduzione della chicane. A differenza della F1 e della IRL, la NASCAR non utilizza il tratto misto a forma di stivale, quindi gode di un rettilineo in più. Questa variante è stata inserita dopo la morte di J.D.McDuffie nella gara del 1991, dovuto soprattutto alla via di fuga in contropendenza che non ha rallentato la sua vettura. Nonostante questa modifica, la corsa si disputa sempre sulla distanza di 350 chilometri. La gara più veloce è stata vinta da Mark Martin nel 1995 a 103.030 mph di media (165.878 mph) grazie a solo tre bandiere gialle e sette giri dietro la pace car, mentre quella più lenta da Ricky Rudd nel 1988 a solo 74.096 mph (119.294 kmh) a causa del record di 36 giri dietro la pace car. Quella volta erano stati otto gli interventi della vettura di sicurezza, superati solo nel 2006 (dieci uscite ma 22 giri complessivi) nella gara vinta da Kevin Harvick. Il primato assoluto sul giro è stato segnato da Jeff Gordon nel 2003 ottenendo la pole in 1'10''797 ad una media di 124.580 miglie orarie (200.573 kmh). Gordon detiene insieme a Tony Stewart il maggior numero di vittorie su questa pista con quattro successi.

La guida:
Rispetto al toboga di Sonoma, il circuito di Watkins Glen vanta quattro rettilinei in cui dare sfogo alla cavalleria e soprattutto quattro brusche frenate per effettuare sorpassi, cosa assai più difficile sul tracciato californiano. La prima frenata è la più difficile in quanto si arriva in discesa ed è facile sbagliare. A questo punto si affronta il tratto più bello dell'intero calendario Sprint Cup: la doppia esse in salita (a suo tempo rallentata per la F1 con una improvvisata chicane), un tratto dove i piloti possono veramente fare la differenza, l'Eau Rouge della NASCAR. Si arriva quindi alla chicane dove bisogna saltare sui cordoli per guadagnare metri e tempo per poi affrontare il tornantino in accelerazione. A questo punto si va verso le due ultime curve della pista, molto semplici, due curve di novanta gradi senza particolari problemi. Nella seconda bisgona uscire bene per avere buona velocità sul rettilineo principale facendo attenzione a non finire contro le gomme per evitare l'ecatombe del 2007. La gara parte alle due e venti del pomeriggio e non ci sono particolari cambi di condizioni dell'asfalto. Si rifornisce ogni 30/32 giri ma in vista della strategia e della posizione in pista, si entra ai box cercando di fare l'ultimo stint il più lungo possibile. Infatti dopo 50 dei 90 giri previsti, molti riforniranno per finire la gara senza fermarsi sperando nell'uscita della pace car.

I partecipanti: Rispetto alla corsa gara di Pocono, ci saranno tre macchine in più per un totale di 46 piloti a giocarsi i 43 posti in griglia. Salta l'appuntamento la Toyota #64 del team di Larry Gunselman (Mike Wallace il pilota). Al loro posto rientra la seconda Toyota #04 del team di Robby Gordon con P.J.Jones al volante dopo l'apparizione a Sonoma. Come a Indianapolis, ci sarà la Ford #08 del team di John Carter, la scuderia è indecisa se utilizzare Boris Said come a Sonoma o Terry Labonte come a Indy e Daytona. Rientra il nostro Max Papis con la Toyota #13 del team Germain. A Sonoma aveva disputato la sua migliore gara con un grandissimo dodicesimo posto. Questa volta potrebbe andare addirittura meglio. Come annunciato la scorsa settimana, il team TRG sposterà David Gilliland slla Chevy #70 per lasciare spazio all'esordiente Andy Lally sulla tradizionale #71. Come previsto dall'inizio del campionato, Ron Fellows subentra a Sterling Marlin sulla Chevy #09 del team Phoenix. Brian Simo prende il posto di Patrick Carpentier sulla Toyota #36 di Tommy Baldwin mentre il canadese sostituisce Michael Waltrip sulla Toyota #55 del team del pilota americano. Dopo un piccolo infortunio a Pocono, Reed Sorenson potrebbe lasciare il suo posto a Jacques Villeneuve ma al momento non c'è nulla di confermato. E' possibile che Sorenson prenda la bandiera verde e venga poi sostituito per conquistare in questo modo i punti per la classifica (vengono attribuiti al pilota che prende la partenza). Trattandosi di una gara particolare, possono esserci novità tra gli iscritti anche alla vigilia delle prime prove.

La scommessa:
La storia dice Gordon e Stewart. Non ci sono dubbi sul fatto che questi due partono con i favori del pronostico, ma considerare Montoya, a suo agio sugli stradali e in grande forma nelle ultime gare, non è una follia.

Aldo Canzian


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