La pista: Domenica sera, la NASCAR disputerà la corsa più lunga della stagione: la Coca Cola 600, una classica di fine maggio. Il circuito lungo 1.5 miglia (2415 metri) venne inaugurato nel 1960 e nel 2009 festeggia il mezzo secolo di attività. Per l'occasione, l'invitato di onore sarà Bobby Allison (campione 1983 della NASCAR) che darà l'ordine di accendere i motori. L'autodromo si chiamava Charlotte Motor Speedway fino a pochi anni fa ma a causa dello sponsor ora viene detto Lowe's Motor Speedway. La prima gara fu prevista sulla distanza di 600 per creare un'alternativa più lunga alla Daytona 500 che si disputava solo dall'anno prima.  Vinse Junior Johnson in una corsa che vide ben 60 vetture al via.  Fu quella la gara più lenta della storia con solo 107.752 miglia orarie di media (173.480 kmh) e la corsa durò ben cinque ore e mezza. A Charlotte si sono tenute sempre due gare: la prima di 600 miglia e la seconda di 400, diventata di 500 dal 1966. Nel solo 1961 si corsero altre due gare di cento miglia come batterie di qualificazione per la 600 miglia della settimana successiva e furono vinte rispettivamente da Richard Petty e Joe Weatherly. Nella serie vinta da Petty non ci furono neutralizzazioni, fatto unico per questo circuito.

La gara più veloce della storia fu vinta da Jeff Gordon nel 1999 a 160.306 miglia orarie (258.092 kmh) ma si trattava della 500 miglia. La 600 miglia più veloce fu vinta da Bobby Labonte nel 1995 a 151.952 miglie orarie (244.642 kmh). Il record sul giro appartiene invece a Elliott Sadler che nel 2005 girò in solo 27.947 secondi ad una media di 193.216 miglie orarie (309.145 kmh). Nel 2005, ci fu un record assoluto per la NASCAR: la pace car uscì ben 22 volte a causa delle forature e la media sfiorò quella del 1960. Vinse Jimmie Johnson dopo cinque ore e tredici minuti. Comunque ci furono meno neutralizzazioni ma più giri dietro la pace car nel 1980: vinse il compianto Benny Parsons dopo cinque ore e un minuto. Nell'anno precedente, Darrell Waltrip vinse una delle 600 miglia più spettacolari con ben 54 cambi di posizione in testa alla gara. Jim Paschal vince nel 1967 dominando la gara con ben 335 giri al comando, primato su questa pista. Da ricordare che Jeff Gordon vinse qui la sua prima gara nel 1994. I piloti più vincenti sono Darrell Waltrip e Bobby Allison con sei successi, tra quelli in attività Jimmie Johnson e Jeff Gordon con cinque.

La guida: Il circuito è simile a quelli di Atlanta e Forth Worth. Anzi: il circuito di Atlanta venne ricostruito nel 1995 pensando a Charlotte mentre quello di Forth Worth fu concepito considerando entrambi ma rendendolo più veloce. In poche parole si tratta di un "quadri-ovale": il rettilineo principale è formato da tre brevi tratti dritti raccordati da leggere pieghe. In questo modo, queste tre bretelle di asfalto formano insieme al rettilineo opposto una sorta di trapezio isoscele. Rispetto ad Atlanta e Forth Worth, le curve hanno una transizione minore e la sede stradale è più stretta. Quindi risulta molto difficile guidare a velocità che superano i trecento orari. Inoltre l'asfalto è abrasivo quasi come a Darlington e condanna i piloti a forature che spesso si trasformano in violenti incidenti contro il muro. Per addattarsi al circuito, si ha un assetto molto asimmetrico, al punto di dover leggermente sterzare verso destra nei rettilinei. Si porta la maggior parte del peso verso la parte anteriore sinistra della vettura. E' necessario entrare nel punto giusto nella curva 1 per non avere sottosterzo e per non sottoporre la gomma anteriore destra a eccessivi stress. La gara parte alle cinque e mezza del pomeriggio e come a Darlington si verifica un cambiamento completo delle condizioni climatiche. Si passa dal caldo del Sole del pomeriggio alla fresca serata primaverile. La tattica è quella di rimanere tra i piloti a pieni giri per andare all'attacco soltanto verso il giro numero 240 dei 400. Si tratta quasi di una gara endurace. Comunque è importante avere una macchina equilibrata anche sotto la luce del Sole: è l'unico modo per non rimanere doppiati se non ci sono tante bandiere gialle. Il lavoro dei meccanici è fondamentale sia per l'adattamento dell'assetto, sia per i pit stop che sono davvero tanti quando si corre sulla distanza di 960 chilometri. Si rifornisce ogni 50/55 giri e su una distanza così lunga è normale dover effettuare soste in regime di bandiera verde.

I partecipanti: Lasciando da parte i 53 iscritti della All-Star Race (che regala così tanti soldi da far iscrivere i team più improvvisati), si torna ad avere 47 vetture che tenteranno di occupare i 43 posti in griglia. Rispetto alla gara di Darlington non ci saranno Brad Keselowsky sulla quinta Chevy del team Hendrick e Regan Smith con il team Furniture Row. Al loro posto rientrano Bill Elliott (ottocentesima gara per lui in carriera), Mike Garvey con la Dodge #73 del team di Barry Haefele, Todd Bodine con la scuderia di famiglia e il team di Trevor Boys, questa volta con David Starr al volante.

La scommessa: La scorsa settimana abbiamo visto quali sono i valori in campo. Johnson non ha vinto perchè coinvolto in un incidente a metà gruppo. Con una gara così lunga, gli animi dovrebbero (in teoria) calmarsi e chi va veloce alla fine si gioca la gara. Lo stesso si può dire di Kyle Busch che aveva una macchina molto veloce.

 

Aldo Canzian


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