La pista: Dopo appena sette gare, la NASCAR ritorna a Brooklyn, nello stato del Michigan, per la sua 23esima gara del campionato: la Carfax 400. La gara di Giungo è stata abbastanza monotona ma ci ha regalato un bellissimo finale in cui Greg Biffle e Jimmie Johnson rimanevano a secco di benzina cedendo la vittoria all'incredulo Mark Martin. La questione dei consumi è spesso protagonista in questo circuito, quindi potremmo rivivere una situazione simile. Il Michigan International Speedway è stato costruito nel 1968 ed era costituito da un ovale unito ad un misto stradale da cui si usciva dal rettilineo opposto, ma che non viene più utilizzato dagli anni '80, nonostante il nastro di asfalti sia ancora presente. L'ovale viene definito a forma di "D" ed è lungo due miglia esatte. In poche parole, il rettilineo opposto è un lungo curvone ad ampissimo raggio mentre quello opposto è dritto per davvero. Quindi dall'alto sembra di vedere una striscia di asfalto che rappresenta una "D". Per questo motivo, l'ingresso alla curva 3 è più lento rispetto a quello della curva 1 mentre l'uscita dalla curva 4 è più veloce rispetto a quello della curva 2. Le curve hanno un'inclinazione di 18 gradi e il rettilineo principale di 12, mentre quello opposto è quasi piatto con solo 5 gradi di inclinazione. La NASCAR qui ci corre dal 1969 con due gare stagionali. La prima fu di 500 miglia e vinse Cale Yarborough. La seconda fu prevista sulla distanza di 600 miglia ma fu interrotta a causa della pioggia e vinse David Person. Dal 1970 in poi si corsero gare sulla distanza di 200 giri, cioè 400 miglia, tranne nella seconda del 1970 e le due del 1971, dove la distanza fu curiosamente di 402 miglia, non a causa di un giro in più, ma per il fatto che ci fu una correzione (poi tolta) riguardo la lunghezza del tracciato. Il record assoluto del tracciato appartiene a Ryan Newman, in pole nel 2005 in 37.069 secondi a ben 194.232 miglie orarie (312.713 kmh!). In questa pista tutti ricordano la gara del 1999 in cui vinse Dale Jarrett alla media record di 173.997 miglie orarie (ben 280.135 kmh!), grazie al fatto di non essere rallentato da nessuna bandiera gialla. Infatti la corsa durò soltanto due ore e diciassette minuti. La gara più lenta invece è stata vinta da Richard Petty nel lontano 1975 a solo 107.583 miglie orarie (173.208 kmh), dovuta al record di ben 63 giri dietro la pace car. Comunque la gara con più neutralizzazioni risulta essere quella del 2006, vinta da Matt Kenseth dopo ben dieci interruzioni con la pace car. Lo stesso Petty vinse nel 1981 in una gara con il record del tracciato di 65 sorpassi in testa alla gara. Invece nel 1984 vinse Darrell Waltrip con solo sette avvicendamenti tra i leader. Il pilota con più vittorie a Brooklyn è David Pearson con nove successi, mentre tra quelli in attività svetta Bill Elliott con sette successi. Proprio "Awesome" Bill tornerà domenica in pista anche se per lui sarà dura cogliere l'ottavo successo.

La guida: In questo tipo di tracciato, bisogna cercare di utilizzare il meno possibile lo sterzo per avere la maggior velocità in curva, che si percorrono facendo scorrere la vettura e sollecitando in maniera particolare la gomma anteriore destra. In questo modo si ottiene una buona velocità di punta. Per l'ingresso in curva è necessario frenare decisamente quando la macchina è già sterzante. E' assolutamente obbligatorio avere un assetto che consenta la percorrenza sia interna sia esterna delle curve in quanto i duelli con le vetture affiancate sono frequenti. Poichè si parte alle due e un quarto del pomeriggio e la gara è piuttosto corta (in generale attorno alle due ore e quaranta minuti), non ci sono particolari differenze climatiche tra l'inizio e la fine della corsa, quindi le modifiche al setup si limitano in generale alla pressione delle gomme per addattarsi alla superficie della pista più gommata. Nei pit stop bisogna essere molto precisi perchè si rifornisce ogni 40/44 giri e spesso in regime di bandiera verde, in quanto Michigan è un circuito dove in generale ci sono pochi incidenti. Spesso  i consumi di combustibile sono determinanti per la lotta per la vittoria, come successo quest'anno con Mark Martin e nella passata stagione con Dale Earnhardt Jr.

I partecipanti: Avendo appena corso su un circuito stradale, i cambi nella lista degli iscritti sono parecchi. Non ci saranno la seconda Toyota del team di RObby Gordon guidata da P.J.Jones, la Camry #13 del team Germain portata in pista dal nostro Max Papis e la Chevrolet #70 del team TRG con David Gilliland che torna al posto di Andy Lally sulla #71. Al loro posto rientrano Bill Elliott con la Ford #21 del team Wood e Brad Keselowski con la quinta Chevy del team Hendrick. Dovevano esserci anche il team Carter con Terry Labonte e il team Gunselman con Mike Wallace ma hanno deciso di rinunciare alla gara all'ultimo istante. Michael Waltrip torna sulla propria Toyota #55 al posto di Patrick Carpentier, Mike Bliss si riprende il volante della Chevy #09 del team Phoenix al posto di Ron Fellows mentre Tony Raines rientra sulla Chevy #37 del team Jenkins al posto di Tony Ave. Complessivamente saranno 44 macchine a giocarsi i 43 posti in griglia.

La scommessa:
Dopo le prestazioni di Giugno, i favori dei pronostici vanno a Jimmie Johnson e Greg Biffle, che vorranno riscattarsi da quella bruciante sconfitta.

Aldo Canzian


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