Ryan Hunter-Reay (nella foto, nel Victoy Circle) è l'ottavo diverso vincitore su undici gare dell'IndyCar 2008. Il pilota del team Rahal Letterman ha trionfato grazie ad una gara di attacco che lo ha visto sempre in lotta con i primi sin dai primi giri, aldilà di quelle arguzie tattiche che hano invece premiato l'insospettabile secondo arrivato, quel Darren Manning fin qui sempre in discussione al Team Foyt. Terzo Tony Kanaan che per una volta ha fatto il ragioniere, pensando più al campionato che alla singola corsa, grato anche all’harakiri finale di Scott Dixon che ha coinvolto anche l’incolpevole Ryan Briscoe.

 

La cronaca. Nella partenza lanciata tra i due Ryan della prima fila, Briscoe e Hunter-Reay, si infila Scott Dixon, vantandosi della migliore espertienza sul circuito che lo ha visto trionfare già cinque volte, ma anche di una partenza anticipata che verrà sanzionata poco dopo dai commissari riposizionandolo dietro Hunter-Reay. Dietro, Justin Wilson perde subito terreno a favore di Oriol Servia, Tony Kanaan e Marco Andretti.

Subito fuori dalle posizioni che contano Dan Wheldon, toccato duro da dietro e costretto ad un’eterna sosta ai box.

E Castroneves ? Il brasiliano, partito dal fondo a causa dei problemi avuti in qualifica sta superando i peggiori del lotto e dopo tre giri è già 20°, ma risalire in un circuito stradale è durissima. Per giunta al 6° giro Castroneves lamenta un problema al cambio e si ferma all’entrata della corsia box, costringendo la direzione corsa a fare entrare la prima safety car. Nonostante sia trascorso solo un decimo di gara, in diversi ne approfittano per rifornire, tra cui  Justin Wilson, che soffrirà di problemi al cambio e riuscirà a ripartire solo 4 giri dopo, Danica Patrick, EJ Viso, Hideki Mutoh, Mario Moraes, Vitor Meira e Graham Rahal.

 

Al restart il giro successivo è ancora Briscoe davanti davanti ad Hunter-Reay e Dixon, che però lo ripassa al Bus Stop. Dietro emerge Bruno Junqueira sesto. Segue un lungo periodo senza bandiere gialle del quale ne approfitta Briscoe per mettere metri tra lui e Dixon. Al giro 17 Tony Kanaan, che sta correndo miracolosamente nonostante una microfrattura al polso rimediata per un’uscita nel warm up, entra per rifornire, seguito al giro successivo da Hunter-Reay e dagli altri big. I due battistrada entrano assieme al giro 21 e riescono nello stesso ordine. Al comando ora è Vitor Meira, che ha ben approfittato della sosta precedente, dvanti a Briscoe, Viso, Dixon e Moraes.

 

Al giro 22 si ferma definitivamente Justin Wilson. Per il simpatico pennellone anglosassone un’altra corsa sfortunata. Tra i giri 25 e 27 sono costretti rientrare, sempre ahimè in regime di corsa libera, i piloti che avevano approfittato della prima caution per variare la propria tattica. Meira esce comunque buon ottavo, ma a due terzi di gara viene fatto fuori da Ernesto Viso, che lo spinge fuori alla curva 8. Purtroppo è gara finita per il brasiliano, mentre il venezuelano viene spinto in fondo al gruppo, compattato dalla seconda safety car della giornata.

 

Entrano tutti ai box e tra i tre big, la spunta Dixon, davanti ad Hunter-Reay e Briscoe. Il plotone dietro la Honda della direzione gara è comandato da Darren Manning. La lunga sospensione della gara riprende al giro 44. Manning resiste bene a Dixon ma Briscoe riesce a passare Hunter-Reay. Dietro però è il caos: si toccano Bruno Junqueira e Buddy Rice, vola largo Mario Moraes senza conseguenze ma Enrique Bernoldi si gira alla curva uno e investe le barriere al termine della via di fuga. Nuova safety car e davanti Manning gongola.

 

Al giro 48 si toccano inspiegabilmente dietro la safety car AJ Foyt IV e Milka Duno (questa volta la venezuelana è incolpevole…) e quindi viene prolungata l’agonia degli inseguitori dell’inglese, ma non è finita… al giro successivo Dixon nello scaldare i pneumatici all’entrata del rettilineo mette le ruote di destra nello sporco e si gira. Ryan Briscoe non riesce ad evitarlo e lo tampona rovinando il muso. Passano in mezzo ai due Hunter-Reay e Kanaan. I due ex-battistrada riprenderanno fortemente attardati.

 

A 9 giri dalla fine nuovo restart. Hunter-Reay passa di forza Manning, il quale prova a ripassarlo affiancandolo al Bus-Stop, ma l’americano gli resiste. La gara libera durà però pochissimo perché si gira anche Jaime Camara alla curva 6. Nuova ed ultima caution. La gara riprende al giro 54 e, salvo un drive through comminato a Danica Patrick per un contatto in pit lane, le posizioni non cambieranno fino alla checkered flag, che vede trionfare per la prima volta nell'IndyCar Ryan Hunter-Reay di ben 2”4 su Darren Manning. Dietro Tony Kanaan, quarto un ottimo Buddy Rice partito nientemeno che 17°, poi un Marco Andretti autore di una gara piuttosto incolore, Bruno Junqueira, Mario Moraes, Graham Rahal, Hideki Mutoh ed EJ Viso. Solo 11° e 12° Dixon e Briscoe, 16° Castroneves.

 

Dopo questa gara Scott Dixon mantiene la leadership del campionato con 370 punti davanti a Castroneves con 322. Terzo sempre Dan Wheldon con 311 ma avanza Tony Kanaan con 304.

 

Prossimo appuntamento già la settimana prossima al Nashville Speedway.

 

Piero Lonardo

 

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