Ryan Hunter-Reay (nella foto, in azione) si aggiudica la terza gara di fila dell’IndyCar Series 2012, la Honda Indy Toronto, ponendosi come serio candidato al titolo. Ancora una volta anticipatamente fuori dai giochi sia il poleman, Dario Franchitti, a causa di problemi in pitlane che il capolista del campionato, Will Power, vittima di un contatto, è stato semplice, grazie ad una tattica assolutamente perfetta del box Andretti, portare a casa il risultato pieno che porta il californiano in vetta alla classifica generale con 35 punti di vantaggio sull’australiano.

Dietro Hunter-Reay, un podio insolito composto da Charlie Kimball, uscito indenne da un contatto nelle fasi iniziali col compagno di squadra Graham Rahal, ma reo di avere inopinatamente buttato a muro Sebastien Bourdais, che stava concretizzando una corsa pressoché perfetta dopo mesi di passione, all’ultimo restart, e Mike Conway, con una vettura in continua ascesa. A ridosso dei primi tre un immenso Tony Kanaan il quale, risalito dalla 17ma piazza, è riuscito, nonostante una tattica non precisa da parte del Team KV, che lo stava lasciando senza carburante, e ad un veniale drive-through per aver toccato una gomma durante il primo pit, a capitalizzare una quarta posizione insperata.

Tra i grandi delusi della giornata anche l’enfant du pays, James Hinchcliffe, tolto dai giochi anzitempo proprio dal quel motore appena sostituito che gli aveva procurato una infausta posizione di partenza, autore di una furiosa rimonta nelle fasi iniziali, e Josef Newgarden, finalmente nelle posizioni che contano dopo l’exploit di Long Beach, classificato tredicesimo dopo l’uscita di strada procurata da Simon Pagenaud a 7 giri dalla fine. Il francese, che ha anche condotto a lungo la gara, alla fine verrà giustamente penalizzato di 30”. Poca fortuna ancora per Scott Dixon, primo dei ritirati con il motore Honda out e per Justin Wilson, vittima di un contatto a muro ma sempre nelle posizioni di testa.

Completano la top ten: Oriol Servia, autore ancora una volta dell’ennesima gara regolare ma senza particolari spunti, Helio Castroneves, che a furia di guardare le spalle a Will Power rischia di ritrovarsi nella miglior posizione per tentare l’assalto al titolo, JR Hildebrand, cui è toccata anche la soddisfazione di un paio di giri in testa durante il secondo giro di pit, James Jakes, Takuma Sato ed Alex Tagliani.

Ma veniamo alla cronaca. Partenza regolare e, mentre Dario Franchitti mantiene la testa della gara, dietro Justin Wilson passa Will Power per la p2 e Scott Dixon ha la meglio su Sebastien Bourdais per la p4. Dopo pochi giri emerge anche Simon Pagenaud, che sorpassa Castroneves per la settima piazza. Dietro premono già James Hinchcliffe e Tony Kanaan rispettivamente 14mo e 16mo dopo aver guadagnato ben 3 posizioni ciascuno.

Will Power rompe subito gli indugi e, forte di un miglior ritmo di gara, dopo 4 giri si riprende la seconda piazza su Wilson e si butta alla caccia di Franchitti. Dopo altri due giri lo passa alla curva 3 e prende la testa della gara.

Al giro 8 la gara perde uno dei sicuri protagonisti, con Scott Dixon che prende la via di fuga alla curva numero 1 con il motore out. Anche Simona de Silvestro è costretta presto al ritiro per problemi al rinnovato motore Lotus. Tra i primi si fa luce anche Mike Conway che è risalito a suon di sorpassi fino alla settima piazza.

Cercano subito di variare tattica Viso, Barrichello, Pagenaud, Briscoe e Tagliani e dopo 15 giri Power conduce su Franchitti, Wilson, Bourdais, Hunter-Reay, Conway, Castroneves, Rahal, Kimball e Sato.

Al giro 18 anche Hinchcliffe entra ai box per tagliare il traffico e togliere le alternate che lo avevano portato a ridosso della top ten, così come Kanaan, che però tocca un copertone ed è costretto ad un drive through, mentre Bourdais rinnova i duelli della ChampCar ed ha la meglio di Justin Wilson per la terza piazza.

I due compagni di squadra al Ganassi Racing, Rahal e Kimball, ingaggiano una furiosa lotta ed il figlio del grande Bobby, sempre “on probation” per il fattaccio di Long Beach su Marco Andretti, spinge fuori il compagno di squadra che può però ripartire.

Dopo 20 giri Conway passa anche Hunter-Reay, che decide di cambiare tattica, imitato anche da Wilson, e transita quinto. Al limite estremo della top ten, solo Pagenaud ha già effettuato la prima sosta e, quando Graham Rahal arriva lungo e tocca il muro alla curva 1, causando la prima yellow flag della giornata ed innescando la consueta girandola di pit, si ritrova in testa dietro la pace car.

Della sosta fa ancora una volta le spese Franchitti, che si ferma troppo avanti per riuscire a rifornire correttamente e viene riallineato manualmente, predendo tempo prezioso. Dietro la pace-car quindi, Pagenaud precede Briscoe, Hunter-Reay, Hinchcliffe, Wilson, Sato, Servia, Newgarden, Kimball e Kanaan. Il precedente leader Power passa 13mo davanti a Bourdais.

Al restart Pagenaud mantiene la testa, ma dietro si fanno largo Hunter-Reay e soprattutto Kanaan, che passano secondo e terzo. Hinchcliffe purtroppo è costretto ai box per problemi al motore fresco di cambio e si ritira alcuni giri dopo.

Il francese crea un gap intorno ai 3” con Hunter-Reay che fatica a tenere dietro uno scatenato Kanaan. Dietro è risalito Wilson, che in pochi giri ha passato prima Sato, che ora deve difendersi da Kimball, e poi Briscoe. A metà gara, quando si avvicina il momento per i primi di rifornire nuovamente, Power transita 11mo e Franchitti addirittura 17mo.

E al giro 49 Barrichello e Pagenaud aprono la seconda serie di pit, con Hunter-Reay che si appropria della   testa della gara. Franchitti decide di prendere anch’egli la sequenza dei primi e monta le alternate. Tocca poi a Kanaan doversi fermare imitato presto da Tagliani, e nella sosta il brasiliano prende la posizione a Pagenaud. Dopo 50 giri di gara la top ten è la seguente: Hunter-Reay, Wilson, Kimball, Newgarden, Servia, Power, Bourdais, Castroneves, Sato, Conway.

Al giro 54, in assenza delle solitamente frequenti caution, anche Power decide di cambiare sequenza e rifornisce insieme a Conway, Kimball, Jakes, Wilson, Bourdais e Castroneves.

Il capofila Hunter-Reay resiste ancora un giro poi entra ai box insieme a Newgarden, lasciando Hildebrand nuovo leader per un paio di giri. Power, rientrato decimo, mette nuovamente a repentaglio un titolo che un mese e mezzo fa sembrava già aggiudicato, andando a toccare il muretto della curva 7 con l’anteriore sinistra, forse a causa di un detrito, ed è costretto ad un primo nuovo stop per sostituire la gomma forata, lasciando l’ala rovinata ad una seconda sosta.

Al giro 57, dopo che tutti hanno rifornito almeno due volte, Hunter-Reay conduce davanti a Kanaan, Pagenaud, Kimball, Wilson, Briscoe, Newgarden, Barrichello, Bourdais e Servia, con Franchitti in p13. Il carburante non dovrebbe bastare per tutti fino alla fine a meno di nuove caution.

Il californiano davanti a tutti crea un gap di circa 3” su Kanaan, che a sua volta ne ha scavati altri 5” sul gruppetto degli inseguitori, che battagliano fra loro a colpi di push to pass che, come noto, è stato reintrodotto a partire da questa gara. Wilson però si toglie dalla partita, toccando i muretti all’uscita della curva 11 e rovinando la sospensione posteriore.

A 15 giri dalla fine Hunter-Reay mantiene un congruo distacco di 6” su Kanaan , 7” su Pagenaud, Kimball, Briscoe e Newgarden. Kanaan, Pagenaud, Briscoe e Barrichello, fin qui in p7, difficilmente però riusciranno ad arrivare alla fine senza uno splash e quindi la vittoria dell’alfiere della bianca e gialla SunDrop sembra ormai in ghiaccio.

Ma lo spettacolo non è ancora finito, anzi. Al giro 72 mentre Pagenaud cerca di avere la meglio su Kanaan, che ormai corre al rallentatore, Charlie Kimball approfitta della situazione e passa entrambi all’interno della curva 1, portandosi alle spalle di Hunter-Reay in p2. Al giro successivo è Briscoe a tentare la medesima manovra su Kanaan e Newgarden, ma mentre il brasiliano è costretto a cedere lo statunitense resiste. A 10 giri dalla fine Hunter-Reay conduce quindi su Kimball, Pagenaud, Newgarden, Briscoe, Barrichello, Bourdais, Kanaan, Servia e Castroneves.

A 7 giri dalla fine ancora emozioni con Newgarden tenta di passare Pagenaud che lo blocca visibilmente all’interno, costringendolo ad una frenata sullo sporco che lo porta fuori traiettoria e di conseguenza contro le gomme della curva 1, proprio mentre tutto il team di Sarah Fisher stava pregustando un meritatissimo podio. Viene esposta pertanto la seconda caution della giornata e, al restart caotico che ne segue, Kimball allarga la traiettoria e butta fuori Bourdais, che stava attentando addirittura alla testa della gara, mentre si toccano anche Tagliani e Barrichello. Poco più avanti ancora un altro contatto con Franchitti che tampona Briscoe, mentre Andretti, Pagenaud – che nel frattempo era stato costretto ad un necessario splash – e Carpenter, si ritrovano costretti ad un impensato trenino, fa esporre ai commissari una nuova caution che neutralizza i giochi fino alla bandiera scacchi, che viene sventolata per la terza volta di fila al passare di Ryan Hunter-Reay, che porta a casa gara e leadership del campionato.

Prossima gara fra due settimane ad Edmonton

La classifica finale

Piero Lonardo


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