La fortuna da’ e la fortuna toglie, anche nel motorsport. Grazie ad un contatto fra i due battistrada Robert Wickens ed Alexander Rossi, Sebastien Bourdais può festeggiare la vittoria nel season opener dell’IndyCar Series 2018.

Per il nativo di Le Mans, ricordiamo costretto in ospedale per gran parte della scorsa stagione dopo il botto in qualifica a Indy, si tratta di un back-to-back, dopo il trionfo di strategia dello scorso anno da parte del muretto di Dale Coyne.

Questa odierna per Bourdais, è nientemeno che la 37ma vittoria di sempre nelle massime serie di monoposto a stelle e strisce; questa volta però, a differenza del 2017, si è trattato di una corsa spezzettata, interrotta da ben 8 full course yellow per altrettanti incidenti.

Al via parte bene dalla pole Robert Wickens, con un Will Power, partito pur’egli dalla prima fila, in modalità “beast-mode”, subito a pressare fino a girarsi da solo in curva 2, causando la prima interruzione della gara.

Non passa molto dal restart per avere un altro contatto in curva 1 tra Spencer Pigot, messo in ombra totale dal neoacquisto Jordan King, e il solito Graham Rahal, reso forse nervoso da una pessima qualifica, ancorchè in rimonta dall’ultima piazzola.

La gara prosegue con Wickens e King che si scmabiano le posizioni al comando, con Alexander Rossi, il migliore nel warm-up mattutino, a fare prima da terzo incomodo e poi da primo inseguitore del battistrada. Intanto al box di Dale Coyne si è già optato per una strategia differente, e infatti la DW12-Honda #18 si impossessa della leadership al lap 25.

Segue un’altra fase frammentata per i due ko di Matheus Leist e Jack Harvey e per il contatto tra Scott Dixon e Takuma Sato. Purtroppo per il team di Piainfield, e al restart numero 4 Wickens ha la meglio sul francese, impegnato in uno stint lunghissimo sulle alternate usate.

Il duello a tre – da segnalare un attimo di gloria anche per Ryan Hunter-Reay, che conduce la classifica al giro 84 – sembra volgere a favore di Wickens, che allunga su Rossi, mentre Bourdais è impegnato nell’ultima rimonta sull’ultimo treno di black.

Sembra fatta per il canadese, invece ci si mette di mezzo René Binder, che provoca una nouva neutralizzazione. Tutto da rifare per Wickens, che si ritrova nuovamente Rossi a contatto. A tre giri dalla chequered flag, il vincitore della 100ma Indy 500 fa il patatrac, buttando l’ex-DTM all’esterno di curva 1. Rossi prosegue ma è strada spianata per Bourdais, che vince davanti a Graham Rahal in regime di neutralizzazione.

L’onore della squadra di Sam Schmidt viene salvato da James Hinchcliffe, quarto davanti ad Hunter-Reay e a Scott Dixon, sesto nonostante ben due penalizzazioni, una per l’incidente con Sato per contatto evitabile, e una incredibile – per il Team Ganassi – pit speed violation.

Chiudono la top ten il campione in carica Josef Newgarden – primo fra gli Chevrolet, qui in apparente difficoltà – Ed Jones, Marco Andretti e Will Power. Zach Veach è invece il migliore tra i rookie, 16mo.

Va detto che l’IndyCar e le monoposto NEXT hanno centrato l’obiettivo, regalando – aldilà, ribadiamolo, delle interruzioni – uno spettacolo vero al folto pubblico di St.Petersburg, allietato anche da una splendida giornata di sole.

Vedremo fra quattro settimane, l’11 aprile a Phoenix, se il nuovo concetto di aerodinamica si sposerà anche nelle corse su ovale.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo del GP of St Petersburg


Stop&Go Communcation

Rossi tocca Wickens nel finale e spreca l’ennesima occasione della giornata, terminando terzo dietro Rahal

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/03/PL51418-1024x682.jpg IndyCar – St.Petersburg, Gara: Tra i due litiganti, gode Bourdais