Helio Castroneves si aggiudica la prima prova dell’IndyCar Series 2012 sulle strade di St.Petersburg, in Florida. Una vittoria di potenza la sua, a fronte di una gara spettacolare ma sostanzialmente corretta e senza giochi apparenti di scuderia o di motore, per riconciliarci con il lato più vero del motorsport, proveniente ancora una volta dagli USA.

Dietro il campione brasiliano, già vincitore qui nel 2006 e nel 2007, terminano Scott Dixon, a lungo al comando, e Ryan Hunter-Reay. Ottimo quarto James Hinchliffe, a riprova delle potenzialità della vettura ex-Danica Patrick, a precedere i due compagni di squadra del vincitore al Team Penske, Ryan Briscoe e Will Power, inframezzati dal rookie Simon Pagenaud, autore di una gara tutta di attacco nonostante l’infelice posizione di partenza. Completano la top ten EJ Viso, primo dello sfortunatissimo Team KV, sempre tra i primi grazie a una strategia azzeccata, Charlie Kimball, al miglior piazzamento di sempre, e Justin Wilson, abile ad approfittare della defaillance finale del campione in carica Dario Franchitti, rimasto senza benzina nel finale. Menzione per un altro rookie, Josef Newgarden, vincitore lo scorso anno qui nella categoria cadetta, undicesimo nelle fasi confuse del finale con la entry di Sarah Fisher, e per Sebastien Bourdais, nelle posizioni che contano per gran parte della gara nonostante la partenza addirittura dall’ultima posizione dello schieramento ed un motore Lotus ben lungi dalla competitività di Chevy e Honda.

La cronaca. I 26 piloti sono accolti da una splendida giornata: la pioggia notturna ha cancellato la gommatura dei due giorni precedenti, come hanno già potuto verificare i drivers nel warmup mattutino. Occhi puntati sulle nuove vetture Dallara DW12 e sul più famoso newcomer, Rubens Barrichello, che partirà della 13ma piazzola.

La partenza, ancora memori del crash del 2011 alla prima curva, si svolge invece ordinatissima. Quasi tutti i big preferiscono partire con le option, ipotizzando delle prime fasi concitate. Dietro i primi tre dello schieramento, Power, Briscoe e Hunter-Reay, si fanno subito vedere le due vetture di Chip Ganassi, con Scott Dixon che transita presto in P4 e Franchitti in P8. Da dietro emerge anche Takuma Sato, fresco di cambio casacca, che sotto gli occhi del suo nuovo team owner, l’anchorman David Letterman, guadagna ben tre posizioni transitando presto in P11

Il primo a fermarsi al pit per cambiare le gomme è Simon Pagenaud al lap 11. La sua sosta non si rivela particolarmente fortunata, in quanto viene seguita un attimo dopo dallo stop di Katharine Legge, che rimane ferma in pista senza motore. Will Power approfitta di questa situazione – con la relativa inevitabile caution – per anticipare il proprio primo pit, seguito da una buona metà dello schieramento, fra cui l’eterno rivale Dario Franchitti, Hildebrand, Conway, Sato, Wilson, Jakes, Tagliani, Newgarden, Servia, Carpenter, la De Silvestro e Bourdais.

Il gruppo quindi si spezza a fronte delle differenti tattiche, in quanto i primi 10 non hanno effettuato la sosta. In classifica il nuovo leader Ryan Briscoe precede ora Hunter-Reay, Dixon, Hinchcliffe, Castroneves, Andretti, Rahal, Barrichello, Viso, Kimball e Power, che dopo la sosta transita 11mo davanti a Franchitti e Kanaan. Pagenaud è solo 17mo.

Si riparte ben 5 giri dopo e al restart, al giro 17, Dixon infila Hunter-Reay per la piazza d’onore. Will Power invece rimane intruppato nel gruppo e per evitare un contatto perde diverse posizioni fino alla 17ma.

Solo pochi giri e James Jakes, già attardato, finisce lungo sui pneumatici alla curva 10. Gara finita per il britannico e seconda caution, di cui approfittano Briscoe, Rahal, Barrichello e Kimball per cambiare gomme a loro volta. La corsa non riprende in quanto bisogna trainare Tony Kanaan, rimasto senza potenza a causa di una panne elettrica, così come anche la HVM-Lotus di Simona de Silvestro.

Nuovo restart solo al giro 29. Sato continua la sua rimonta passando prima Viso e poi Hinchliffe e a un terzo di gara la top ten è formata da Dixon, Hunter-Reay, Castroneves, Andretti, Sato, Hinchcliffe, Viso, Conway, Franchitti e Briscoe. Tra i primi 6 solo Takuma Sato ha già cambiato le gomme. Quando finalmente tutti i contendenti hanno almeno effettuato una sosta, il comando passa quindi al giapponese davanti a Conway, Franchitti, Briscoe, Wilson, Newgarden, risalito anch’egli a suon di sorpassi, Pagenaud, Power, Tagliani e Hildebrand.

Al giro 46 l’unico episodio sospetto. Carpenter, che da tempo faceva da tappo al gruppetto composto, tra gli altri, da Dixon, Hunter-Reay e Castroneves, viene toccato da dietro in frenata dal brasiliano e si gira all’inizio del rettilineo. Vettura ferma ed inevitabile la terza caution della giornata. Confusione all’entrata dei box con tutti che vogliono entrare ma con la vettura di Carpenter ad ostruirne l’entrata. Ne fa le spese soprattutto Sato, che è costretto ad una manovra d’emergenza per scavalcare l’equipe Holmatro.

Classifica quindi rivoluzionata con Dixon nuovamente al comando, davanti ad Hunter-Reay, Castroneves, Andretti, Hinchcliffe, Viso, un sensazionale Bourdais, Briscoe, Franchitti e lo sfortunato Sato. Power è sempre indietro, soltanto 15mo. Problemi anche per Wilson, costretto ad un supplemento di sosta ai box.

A metà gara esatta il nuovo restart, con Bourdais che passa Viso per la P6 e si permette di attaccare Hinchcliffe. Si scatena un lungo duello con il venezuelano che non ci sta. Il motore Lotus rende il francese oggettivamente più lento, ma Bourdais resiste come deve per ben 12 giri fino a cedere nuovamente la posizione all’alfiere del team KV, che va poco dopo ad insidiare anche Marco Andretti, soffiandogli la 5° posizione che ha dovuto già cedere in precedenza al compagno di squadra Hinchcliffe, con la macchina evidentemente più performante.

Ormai i primi tre davanti fanno corsa a se, e l’ordine rimane sostanzialmente immutato fino al nuovo giro di pit, aperto da Viso, poi Hunter-Reay, Hinchliffe, Dixon e per ultimi Castroneves e Bourdais, in quel momento primo e secondo.

Nel mentre un nuovo spin per Katharine Legge ferma definitivamente la seconda entry del team Lotus-Dragon. Fortunatamente questa volta la corsa non deve essere neutralizzata. Sato rieredita temporaneamente la leadership prima di dover rifornire a sua volta. Hildebrand diventa il nuovo leader per un giro. Dietro il quasi-vincitore di Indy 2011 però, una manovra da campione di Castroneves, che passa Dixon all’esterno della curva 1, appropriandosi quindi del comando della gara, complice la sosta del driver del Panther Racing. Dietro i due, Hunter-Reay, Hinchcliffe, Viso, Pagenaud, Briscoe, Andretti, Power e Franchitti.

Poco dopo la corsa perde però due protagonisti: Sato che a tre quarti di gara deve tornare ai box con la macchina ferma in 2a marcia e Bourdais, vittima di un’uscita di strada. Problemi anche per Conway, costretto a ritirarsi dopo una serie di problemi al rifornimento.

Castroneves quindi può prendere il largo su Dixon. Le ultime fasi di corsa vedono il duello al coltello tra Pagenaud e Briscoe per la P6, vinto dall’australiano con uno splendido sorpasso all’interno, con l’incognita Viso là davanti – già provato fisicamente durante la notte per aver mangiato cibo avariato – che dovrebbe ancora rifornire per poter terminare la gara. Problemi anche per Andretti, costretto ad un lungo che lascia campo libero ad un drappello di inseguitori capitanato da Dario Franchitti, anch’egli con problemi di carburante, avendo rifornito ben 33 giri prima.

Le ultime tornate vedono gli ultimi splash per Viso, Andretti e Hildebrand; Franchitti decide invece di continuare col risultato di doversi fermare all’ultimo giro senza benzina, perdendo così la nona posizione.

Vittoria quindi per Helio Castroneves che, dopo un 2011 disastroso, a secco di vittorie, abbraccia la folla alla sua maniera scalando le reti sulla Dan Wheldon Way, la strada recentemente intitolata al campione scomparso lo scorso settembre dalla sua città di adozione, inneggiando al collega-amico con ben più di un attimo di commozione.

Prossimo appuntamento al Barber Motorsport Park di Birmingham, Alabama, già la prossima settimana. L’impressione è che quest’anno non si dovrebbe assistere nuovamente ad un duello solitario Power/Franchitti, ma che le strategie all’interno dei due top teams debbano ancora essere delineate, con in più l’incognita di tante altre vetture già competitive, Team Andretti in testa.

L’ordine d’arrivo della gara

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Helio Castroneves si aggiudica la prima prova dell’IndyCar Series 2012 sulle strade di St.Petersburg, in Florida. Una vittoria di potenza […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2012/03/1332703839412.jpg IndyCar – St.Petersburg, Gara: Castroneves per la terza volta in memoria di Dan Wheldon