Il team Penske e Will Power scacciano i demoni delle ultime gare e dominano il Grand Prix of Sonoma con una tripletta che non lascia adito a diverse interpretazioni, con l’australiano davanti, come in qualifica, a Helio Castroneves e a Ryan Briscoe 

Le tre Penske hanno mantenuto le posizioni grazie a una strategia di gara perfetta e un ritmo continuo e nulla hanno potuto questa volta le vetture rivali del team Ganassi, con Dario Franchitti quarto davanti a Scott Dixon. Dietro alle cinque top cars Giorgio Pantano, (nella foto) vero mattatore di questa gara, che ha dato spettacolo per tutti i 75 giri della corsa californiana. 

Partito con le gomme dure, unico fra le vetture di testa, è riuscito a sostenere bene il ritmo degli avversari fino al primo cambio quando, finalmente con le gomme giuste ai piedi, ha scalato posizioni a suon di giri veloci fino ad impensierire Scott Dixon. Poi nelle fasi finali ha difeso con i denti la propria posizione da Sebastien Bourdais, altro grande attore di questa gara che, come in una corsa di quell’endurance diventata la sua nuova dimensione vincente, attendeva le fasi finali e poi l’unico restart per giungere a pochi decimi dal padovano il quale, con un’ultima spallata, riusciva a mantenere la meritatissima posizione. Purtroppo nel post-gara questa manovra veniva definita – a nostro avviso in modo veramente discutibile – antisportiva e il nostro pilota veniva inserito in coda al giro del vincitore e classificato diciassettesimo.

Dietro al francese salgono di un posto e completano la top ten i sempre costanti James Hinchliffe e Graham Rahal, EJ Viso e Ryan Hunter-Reay. Questi ultimi gli unici a salvarsi dal naufragio odierno dei rispettivi team. Alla KV-Lotus Tony Kanaan, ritiratosi per problemi meccanici, non è mai stato realmente in gara; Takuma Sato, 18° si è messo in evidenza solo come “pierino” del circuito insieme a Tagliani e a Conway, terminato 16°. Nel team Andretti ancora prestazione sfortunata per Marco, 25° a un giro, costretto ai box nelle fasi finali per sostituire il musetto rovinato in un contatto. Danica Patrick ha terminato solo 21ma, risultato che la premia oltremodo.

Ma veniamo alla cronaca.  Alla partenza scattano bene come da copione le tre Penske, che rispettano l’ordine di qualifica. Dietro, Dixon insidia insospettabilmente Franchitti e gli sta davanti, ma solo per qualche curva. 

Pantano, che è l’unico a partire con le gomme più dure tra i primi, riesce a passare subito la compagna di squadra Ana Beatriz e si installa in decima posizione. Alcuni piloti come Tony Kanaan e Simon Pagenaud – che ha sostituito anche in gara come da previsioni Simona de Silvestro – Takuma Sato e Danica Patrick effettuano nei primi giri una sosta anticipata per sostituire le gomme e variare la propria strategia.

Nei primi giri in evidenza EJ Viso, che riesce addirittura a passare Bourdais per l’ottava piazza, complice una disattenzione del francese, e Graham Rahal, bloccato da un sempre coriaceo Alex Tagliani, mai a proprio agio quest’oggi.

Verso il terzo di gara si arriva quindi al primo giro di pit con le posizioni di vertice immutate. Il box del Dreyer & Reinbold Racing esegue però un pit perfetto e Pantano esce addirittura  settimo dietro Hinchliffe. Dopo il padovano EJ Viso e Bourdais, che riescono finalmente ad avere la meglio di Mike Conway, che ha fatto loro da tappo per oltre 20 giri.

Inizia così la rimonta del padovano, ora unico dei top con le soft, che si appropria quasi subito della sesta posizione ai danni di Hinchliffe e si lancia all’inseguimento di Scott Dixon. 

Forte delle gomme morbide Pantano macina giri veloci guadagnando oltre 1″ al giro sui primi. Mentre davanti Power e Castroneves fanno gara a se, Franchitti e Dixon si sono quasi ricongiunti con Briscoe. Dietro Pantano ha ridotto il proprio svantaggio da 18″ a poco più di 5, senza però riuscire ad avvicinarsi abbastanza da impensierire il neozelandese.

Si arriva quindi al secondo cambio gomme, ancora una volta perfetto per i due team di testa, con Bourdais che approfitta della sosta ancora una volta non impeccabile del team Lotus per ripassare Viso nella corsia di accelerazione.

A due terzi di gara i primi cinque hanno ridotto i rispettivi gaps e sono ora racchiusi in soii 9″, con Briscoe ormai a contatto del duo Ganassi senza però mai esserne realmente insidiato. Anche nelle retrovie impazzano diversi duelli, con Rahal che riesce a passare Viso per la nona piazza e Bourdais incollato a Hinchliffe per la settima. Protagonisti anche Martin Plowman, Ana Beatriz e Sebastian Saavedra.

A 10 giri dalla fine, il debuttante cinese Ho-Pin Tung arriva lungo su Tagliani e termina fuori pista alla curva 10. Nessun danno personale ma è il momento della prima e unica caution della giornata.

Il restart 4 giri dopo viene gestito splendidamente dal Team Penske e Power, protetto da Castroneves (che alla fine affermerà di aver utilizzato gran parte dei Push-to-Pass per fare mantenere il ritmo giusto al proprio capofila), riesce a tenere facilmente la testa della gara. Dietro, Pantano rimane imbottigliato dietro due doppiati, Jakes e Sato, in lotta tra loro, che gli impediscono qualsiasi manovra d’attacco verso Dixon. Il padovano deve invece difendersi dal ritorno dell’arrembante Bourdais che, da vecchio volpone, passa Hinchliffe e gli si incolla dietro. 

Ultimi brividi per un drive through che priva Simon Pagenaud di una meritatissima 13ma piazza per aver passato sotto caution un Mike Conway quest’oggi in versione chicane mobile; Conway a due giri dalla fine si rende anche colpevole di un contatto che manda il colombiano Sebastian Saavedra per campi. Entrambi ripartono e ne approfitta Ana Beatriz.

Ultime curve con finale al cardiopalma per la sesta posizione, con Bourdais che tenta l’attacco decisivo e Pantano che lo respinge – a nostro avviso ma non per i giudici – in modo deciso ma regolare. Finisce con Power che torna finalmente ad esultare sul podio. Facce scure invece al team Ganassi, con il vantaggio di Franchitti sceso – grazie al perfetto gioco di squadra attuato in casa Penske – a soli 26 punti.  

Prossimo appuntamento già la prossima settimana sul nuovo, splendido circuito cittadino di Baltimore.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della gara


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