James Hinchliffe è il primo ad aggiudicarsi due gare dell’IndyCar Series 2013 con la Sao Paulo Indy 300, quarta prova stagionale. Il canadese ha gestito la gara in modo attento senza farsi trarre in inganno dalle facili attrattive di pit-stop durante le tante caution, ben 7, che hanno spezzettato la gara, tenendosi inoltre lontano dalle insidie dei muretti che circondavano il sambodromo intorno al quale è stato allestito il circuito brasiliano.

Hinchcliffe si è limitato – si fa per dire – a condurre per i soli ultimi metri con una manovra magistrale all’ultima curva su di un Takuma Sato stellare, coriaceo e forse ai limiti del regolamento, prima su Josef Newgarden e poi sul pilota del team Andretti, che riporta così la terza vittoria su quattro gare.

Dietro Sato, che con questo secondo posto assume il comando della serie, un redivivo Marco Andretti, il quale si piazza dietro il giapponese anche in classifica generale dopo una gara tutta d’attacco, a volte con qualche eccesso, nella quale è riuscito anche a tornare al comando per 7 giri.

Termina solo quinto Josef Newgarden, partito dal fondo assoluto dello schieramento dopo le disavventure in qualifica, in debito di gomme e push-to-pass nel finale dopo il forcing nei confronti di Sato, al punto di farsi superare negli ultimi metri anche da Oriol Servia tornato agli abituali livelli di consistenza.

Completano la top ten EJ Viso, mai in grado di lottare con i primi nonostante la vantaggiosa posizione di partenza e l’ottima vettura fornita dal Team Andretti, Dario Franchitti, rimasto intrappolato dal traffico dopo un lavoro ai box una volta tanto non eccezionale da parte del Team Ganassi, Simona de Silvestro, ancora una volta in evidenza, pur senza affacciarsi alla leadership assoluta, Simon Pagenaud, capace di rimontare 14 posizioni nonostante ben 6 soste ai box, e Charlie Kimball.

La gara però ha avuto ben altri quattro diversi leader, iniziando dal poleman Ryan Hunter-Reay, alla fine solo undicesimo al traguardo dopo aver condotto per tutta la prima parte di gara, tradito solamente da un pneumatico nel finale di gara.

Il testimone è stato raccolto da Tony Kanaan, capace di passare per ben due volte il californiano, all’11mo e al 46mo giro, infine fermo lungo il circuito senza trazione.

Una diversa strategia di gara ha invece posto in evidenza Sebastien Bourdais e JR Hildebrand. Il primo è stato risucchiato nel gruppone a causa di un drive-through per rifornimento con pitlane chiusa e poi coinvolto in una carambola nel tentativo di rimontare, alla fine solo 14mo. Per il portacolori del Panther Racing invece la differente strategia si è rivelata fallimentare in termini di risultato finale, classificandosi alla fine proprio dietro il tetracampione della ChampCar.

Ancora una volta sfortunatissimo infine Will Power. Ai margini della top ten, il fino ad oggi unico vincitore della prova paulista si è dovuto ritirare a causa di un principio di incendio al 19mo giro.

Adesso occhi puntati per la 97ma edizione della 500 Miglia di Indianapolis, il cui programma ufficiale inizierà a partire dal 18 maggio.

Piero Lonardo

La classifica finale


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