Will Power vince a San Paolo del Brasile la quarta gara dell’IndyCar Series 2012, la terza di fila questa stagione. L’australiano ha dominato anche questa edizione, la terza qui sul circuito ricavato dal sambodromo paulista, lasciando ancora una volta le briciole agli inseguitori in una corsa costellata da svariate caution, soprattutto nella fase centrale.

Power precede un consistente Ryan Hunter-Reay, che deve recriminare solo una pessima partenza, e uno spetttacolare Takuma Sato, primo pilota motorizzato Honda, autore di una gara tutta d’attacco dopo essere partito dal fondo dello schieramento e nonostante la penalizzazione, occorsa peraltro a diversi altri piloti, di un drive through per speeding ai box. Quarto dietro Sato un altro combattente, Helio Castroneves, capace anch’egli di alcuni sorpassi al limite ed aiutato, come il giapponese, da una perfetta strategia del box.

Solo quinto Dario Franchitti, comunque a diretto contatto del down-under nel primo terzo di gara, cui ha giovato sicuramente la rinnovata competitvità dei propulsori nipponici – che, con buona pace di Roger Penske, ora appare decisamente più proporzionata – ma che è stato penalizzato da un contatto con Mike Conway al primo restart che ne ha compromesso le chance di successo finale.

Completano la top ten una serie di “duri”: James Hinchliffe, JR Hildebrand, Charlie Kimball, EJ Viso e Rubens Barrichello. Undicesimo ed ultimo dei non doppiati Oriol Servia, all’ultima gara con il motore Lotus, autore di una gara niente più che regolare.

Ma veniamo alla cronaca. Dopo gli acquazzoni della mattina, occhi puntati verso il cielo in attesa di quella pioggia che ha già rovinato la corsa dello scorso anno, sospesa e ripresa il giorno dopo; in funzione del meteo viene infatti modificato cervelloticamente più volte l’orario di inizio. Nella prima mattinata viene comunicato che il sesto tempo di Justin Wilson è stato annullato a causa della mancato montaggio di tutte le telecamere, e che quindi l’asso inglese viene retrocesso addirittura in fondo allo schieramento, a far compagnia a Takuma Sato, che non ha disputato le qualifiche a fronte del cambio di motore.

Retrocesse di dieci posizioni, e quindi posizionate immediatamente davanti ai due, anche tre delle quattro vetture motorizzate Lotus di Sebastien Bourdais, Oriol Servia e Katherine Legge, qualificati rispettivamente 19mo, 24mo e 25mo. Speriamo vivamente che lo staff diretto dal nostro Claudio Berro riesca a porre rimedio nel breve a questa mancanza di affidabilità, anche se i rumors di San Paolo vogliono anche il Dragon Racing in dirittura di rescissione del contratto con il motorista britannico.

Partenza ordinata con i primi tre che mantengono le proprie posizioni. Non altrettanto produttivo lo start dei due alfieri del Team Andretti, James Hinchliffe e Ryan Hunter-Reay, che scivolano in classifica grazie anche agli scatti di Graham Rahal ma soprattutto di Josef Newgarden, che dopo un paio di giri transita addirittura quinto. I due peraltro ingaggiano uno spettacolare duello tra loro, imitati dagli amici fraterni Tony Kanaan e Rubens Barrichello, che occupano le posizioni immediatamente retrostanti la top ten.

Davanti Will Power riesce a tenere a bada una pattuglia di ben 4 motori Honda. Dopo dieci giri i primi a variare la tattica di gara sono Takuma Sato, Simon Pagenaud ed Helio Castroneves, che azzardano anch’essi le alternate. Purtroppo Sato è costretto ad un quanto mai inopportuno drive-through per velocità eccessiva in pit lane che pare vanificare gli sforzi fin qui espressi. Si mette in evidenza anche Justin Wilson, che ad un quinto di corsa è già stato capace di rimontare ben 9 posizioni, ma che verrà presto escluso dalle posizioni che contano a causa di problemi elettrici che lo costringeranno a lunghe soste ai box.

Dietro i primi due, Scott Dixon inizia a perdere terreno e viene pressato da vicino da Rahal per la terza piazza, ma a partire dal giro 17 iniziano le soste dei driver di testa. Power entra ai box per ultimo al giro 23, proprio mentre il compagno di squadra Ryan Briscoe non riesce a frenare sui bump che precedono la curva 8 e va a muro, distruggendo l’anteriore. Poco prima anche Katherine Legge aveva assaggiato i muretti del circuito paulista, raggiungendo i box con la sospensione posteriore sinistra a penzoloni. Prima caution della giornata.

Dietro la pace car si allineano Power, Franchitti, Hunter-Reay, Dixon, Conway, Rahal, Pagenaud, Castroneves, Newgarden e Barrichello. Al restart – che vede un inopportuno Justin Wilson doppiato affiancare Will Power nel fronte dello schieramento – Franchitti parte male e si gira sulla chicane grazie anche ad una toccata veniale da dietro da parte di Mike Conway, ed è subito nuova caution. Curiosamente si discute a lungo in direzione corsa sulla penalità da infliggere all’inglese, nonostante due settimane prima a Long Beach tutti i contatti in cui era implicato Franchitti siano stati giudicati contatti di gara… La caution peraltro viene tenuta in piedi fino a quando lo scozzese non è in grado di raggiungere il gruppo, così da non perdere il giro nella successiva e necessaria sosta ai box per verificare le condizioni della propria Dallara.

Caos anche al successivo restart, che vede un contatto multiplo nelle retrovie con Newgarden che si gira alla curva 3 toccato da Simona de Silvestro e che coinvolge anche Kimball, Bourdais, ma soprattutto James Jakes che gli frana addosso. Jakes e Newgarden rientrano comunque ai box e riescono a ripartire ma perdono 1 giro. Niente da fare invece per la bella pilotessa svizzera che si deve ritirare.

Il periodo di neutralizzazione si protrae fino al lap 33. Grazie alle soste ai box ora Power precede Hunter-Reay, che è riuscito a scavalcare Dixon, poi il trio del KV Racing composto da Kanaan, Barrichello ed EJ Viso, Ana Beatriz, settima nonostante abbia dovuto scontare anch’essa un drive through per speeding ai box, quindi Servia, Franchitti e Castroneves. Al restart Kanaan cerca di passare Dixon all’interno senza ruscirvi, cosa che riesce invece al connazionale Castroneves su Franchitti per la p8.

Un contatto vanifica invece la rincorsa di Simon Pagenaud, che è costretto ai box per sostituire l’ala anteriore, mentre anche Graham Rahal viene costretto ad un passaggio in pit lane a bassa velocità.

Dietro i primi tre, Franchitti e Castroneves avanzano a suon di sorpassi, e poco dopo la metà gara si ritrovano sesto e settimo; anche Sato inizia ad affacciarsi alla top ten passando Hildebrand e va alla caccia di Ana Beatriz, con la quale si tocca senza per fortuna conseguenze.

Al giro 46 Dixon si porta ai box per la seconda sosta come da programma, imitato poco dopo da altri fra cui Viso, Barrichello e la Beatriz. Ci sono dubbi che questa tattica possa portare il neozelandese al traguardo, e ai due terzi di gara Power conduce inesorabile con un vantaggio di sicurezza di oltre 2” su Hunter-Reay e di quasi 9” su Franchitti. Dietro Castroneves, Sato, Hildebrand, Hinchcliffe, un inaspettato Ed Carpenter, Andretti e Conway. Il giro successivo i primi due effettuano l’ultima sosta e lasciano il comando a Franchitti. All’uscita dei box Dixon si trova a fianco di Power che gli lascia strada. Quando anche Franchitti e Castroneves sono costretti ai box il comando passa ad Hinchcliffe, che nel frattempo ha avuto la meglio su Hlidebrand.

Dopo che tutti i primi hanno rifornito Dixon si ritrova primo con 2”3 su Power e 4” su Hunter-Reay sotto un ritrovato sole paulista, ma con la spada di damocle del consumo; brivido intanto per Castroneves che va lungo con le gomme fredde ma riesce a rimanere in gara.

Al giro 63 nuova caution per due incidenti contemporanei per Ed Carpenter, fermo lungo il circuito, toccato al tornantino da Ana Beatriz – che con questa manovra si guadagna un altro passaggio ai box – come Newgarden che sbatte duro alla curva 10 e deve ritirarsi. La suspense sui consumi di Dixon viene a cadere quando il box Ganassi rompe gli indugi e lo richiama per uno splash che lo ributta in p13. Stessa sorte anche per Rubinho che si ritrova in p16.

Power torna al comando e riesce a mantenerlo anche al successivo restart, dove vince il testa a testa con Hunter-Reay, mentre Sato con una manovra da vero samurai si appropria all’esterno della P3. Purtroppo non è ancora finita in quanto poco dietro Conway tocca il muro esterno e blocca un discreto numero di vetture tra cui Andretti, Pagenaud, Rahal, la Beatriz, lo stesso Dixon e Kanaan, che soffrono danni più o meno estesi ma possono tutti proseguire.

A 4 giri dalla fine l’ultimo restart di questa frammentata gara ed ultima occasione per Hunter-Reay di passare l’australiano. Dietro Castroneves si appropria di forza della quarta piazza su Franchitti, che non gli si oppone più di tanto. Power invece resiste bene e si porta a casa una vittoria che sa di dominio. In classifica l’australiano aumenta il proprio vantaggio su Castroneves, 180 punti contro 135, mentre avanzano Hinchcliffe ed Hunter-Reay, che scavalcano Pagenaud, rispettivamente con 123 e 121 punti.

Prossimo appuntamento la mitica 500 miglia di Indianapolis, con inizio delle operazioni fra tre settimane. In questa occasione non saranno comminate penalità per l’eventuale cambio di motore.

L’ordine di arrivo

Piero Lonardo


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Will Power vince a San Paolo del Brasile la quarta gara dell’IndyCar Series 2012, la terza di fila questa stagione. […]

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