Simon Pagenaud si scrolla finalmente la scimmia della prima vittoria su ovale in carriera nell’IndyCar Series trionfando a Phoenix.

La gara del campione in carica della serie è stata condizionata – in senso positivo – dalla seconda caution della giornata, sventolata al lap 138 di 250 per il contatto a muro di Takuma Sato, proprio mentre gli altri contender stavano entrando in pitlane, consentendo al pilota francese, in quel momento in testa al lotto, di rifornire in tutta calma poche miglia dopo. In questo modo la DW12 #1 ha guadagnato un intero giro, che ha mantenuto sino al traguardo.

La corsa aveva vissuto un momento di tensione allo start, con Mikhail Aleshin, che partiva dalla settima piazzola in griglia, il quale si girava al via centrando l’incolpevole Sebastien Bourdais. Il caos seguente investiva Marco Andretti, Max Chilton e Graham Rahal, tutti subito costretti all’abbandono, e Ryan Hunter-Reay, che forava sui detriti ed era subito costretto ad una sosta extra.

Al restart, il poleman Helio Castroneves, 42 anni fra pochi giorni, teneva sui teammates Josef Newgarden, Will Power e Simon Pagenaud, e su JR Hildebrand, tornato al volante dopo l’infortunio di Long Beach.

La rimonta di Pagenaud sembrava iniziare a prendere corpo al lap 70 con il sorpasso per la terza piazza su Will Power, che però usciva in testa dal primo giro di pit, con Hildebrand che, dopo essere sprofondato in P7, aveva presto la meglio sulle migliori Honda di James Hinchcliffe e Scott Dixon e si riaccodava al pacchetto Penske.

Qualche problema per Newgarden, che lamenta scarsa aderenza all’anteriore a causa della paratia laterale dell’ala sinistra rovinata, con Conor Daly fermo invece a lungo per un problema al cambio. Al giro 132 anche Alexander Rossi è costretto ad una lunga sosta, poi definitiva, dopo aver lisciato il muro, poi poco dopo l’episodio che fa svoltare la gara nei confronti di Pagenaud e lascia le sole cinque DW12-Chevy di testa a pieni giri, con Newgarden a chiudere il gruppetto dopo un paio di soste extra per sostituire definitivamente il musetto.

Dopo il terzo e ultimo giro di soste è proprio il vincitore di Barber Park a lanciarsi all’inseguimento dei compagni e ad arrivare fino alla terza piazza, fino ad un nuovo problema all’ala che lo costringe all’ennesimo passaggio in pitale, privandolo di qualsiasi chance di vittoria.

Frattanto, gioie e dolori per gli altri due connazionali Ed Carpenter e Ryan Hunter-Reay, col primo che si fa largo fino alla settima piazza dopo i problemi in qualifica, mentre il campione 2012 – con l’ultima macchina del team Andretti in pista – è costretto al ritiro per un contatto a muro.

E finisce così con Pagenaud davanti a Power, che rintuzza l’assalto finale di un ritrovato Hildebrand, per la decima vittoria in carriera ed il primato provvisorio nella serie, che conduce con 26 punti di vantaggio su Newgarden, 31 su Bourdais e 39 su Hinchcliffe, alla fine solamente P12 dopo uno splash di etanolo nel finale.

Solo 13 le vetture al traguardo, con Scott Dixon, P5 dietro Castroneves, primo degli Honda, a precedere Tony Kanaan, Ed Carpenter, Charlie Kimball, Josef Newgarden, Carlos Munoz, Ed Jones, James Hinchcliffe e Conor Daly, classificato quattordicesimo dietro Ryan Hunter-Reay

Il mese di maggio come da tradizione è dedicato alla Indy 500, in scena il 28, preceduta – come da tre anni a questa parte – dalla prova sul tracciato stradale dell’Indiana, in programma già fra due settimane.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

In 13 al traguardo dopo il big crash al via

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/04/04-29-Pagenaud-On-Course-PHX.jpg IndyCar – Phoenix, Gara: Pagenaud, la prima su ovale