Scott Dixon si aggiudica la seconda gara dell’IndyCar Series 2016 sul Phoenix International Raceway. Il neozelandese, campione in carica della serie, porta a casa la prima vittoria per il team Ganassi sul tracciato dell’Arizona, rientrato quest’anno nella schedule dal 2005.

Dixon, partito sesto in griglia, ha rilevato il testimone da Juan Pablo Montoya al lap 96 dei 250 previsti, a causa di una foratura all’anteriore destra, per non mollare più sino al traguardo. In precedenza era stato il poleman Helio Castroneves a soffrire di un problema identico. Né gli ingegneri del team Penske né gli uomini della Firestone al momento non hanno saputo dare spiegazioni al comportamento assolutamente anomalo dei due pneumatici.

Il primo pit-stop sotto bandiere gialle, la prima della giornata, causata da un testacoda di Luca Filippi, alla prima esperienza in gara su ovale, permetteva poi a Dixon di guadagnare tre posizioni e di portarsi dietro Montoya, per non mollare più sino al traguardo.

Per il team Penske non è stata però una giornata del tutto negativa, con Simon Pagenaud e Will Power ad occupare gli altri due gradini del podio. Entrambi sono emersi da posizioni di partenza non esattamente ottimali, rispettivamente P10 e P9, ma hanno saputo tenersi lontano dai guai. Per Pagenaud si tratta del secondo posto di fila che vale il primato in classifica generale, mentre Power è l’occasione di segnare i primi punti dopo l’assenza forzata di St.Petersburg.

Primo delle DW12 a motore Honda ancora una volta Graham Rahal, quinto, autore di una corsa tutta all’attacco, così come peraltro Tony Kanaan, che lo precede sull’ordine di arrivo.

Ottima prestazione anche da parte di Josef Newgarden, sesto, capace di superare anche un crash con Charlie Kimball che gli è costato l’ala anteriore ed una sosta extra.

Chi ha dato però realmente spettacolo sull’ovale di Avondale è stato Ryan Hunter-Reay. Partito solo 12mo a causa di una serie di problemi di natura aerodinamica che hanno inficiato la qualifica di tutti i concorrenti supportati dal costruttore giapponese, il campione 2013 ha subito risalito posizioni, fino a trovarsi quarto intorno al quarto di gara.

Purtroppo un paio di pit-stop sono risultati in altrettante scelte infelici da parte del box Andretti, e alla fine per il nativo della Florida, che nel finale ha anche sfiorato il crash, rimediando solamente la rottura del flap posteriore destro, c’è solo la 10ma piazza tra i due mattatori delle prime fasi di gara, Montoya e Castroneves.

Da segnalare inoltre l’ottima prestazione di due rookie: Max Chilton, P7 al traguardo davanti ad un coriaceo Sebastien Bourdais, e di Alexander Rossi, 14mo al traguardo a causa di un crash a 2 giri dalla fine mentre viaggiava stabilmente nella top ten, generando l’ultima caution che accompagnava Dixon al successo finale.

Da dimenticare infine le gare di alcuni attesi protagonisti quali Takuma Sato e James Hinchcliffe, travolti dalla crisi Honda, rispettivamente 15mo e 18mo.

Con questa vittoria, Dixon si porta in seconda posizione in classifica generale con 79 punti, dietro a Pagenaud, che conduce con 83, ma davanti a Montoya con 74.

L’appuntamento con le monoposto più veloci del pianeta è con il circuito cittadino di Long Beach, fra due settimane.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Penske gioie e dolori: Pagenaud al top, ma due forature identiche per Castroneves e Montoya

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/04/arrivo2.jpg IndyCar – Phoenix, Gara: Dixon sfata il tabù dell’Arizona