Ryan Hunter-Reay (nella foto, in azione durante la gara) si aggiudica la sua terza gara in IndyCar sul mini-ovale di Loudon, New Hampshire, in un clima di caos generale alimentato dalle incertezze dei commissari nel gestire la situazione di pista umida, ampiamente prevista e presentatasi puntualmente un paio di volte durante lo svolgimento della gara. L’alfiere del team Andretti ha visto premiata la costanza nel rendimento, ma soprattutto la fortuna nella collisione, assolutamente veniale, che ha tolto di mezzo verso metà gara Dario Franchitti, fino a quel momento assoluto dominatore nel catino del New England. 

A quel punto via libera per il texano fino al pasticcio finale che ha portato ad un restart in condizioni assolutamente impraticabili per le monoposto di IndyCar, alla collisione che ha tolto di mezzo tra gli altri Will Power, ed alla bandiera rossa finale. 

Va detto che i commissari avrebbero facilmente potuto tenere fede alla propria interpretazione della gara, ma invece hanno avuto il buon senso di fare la cosa giusta e, previa pubblica ammenda televisiva, di ripristinare l’ordine di arrivo della corsa al giro 215, vale a dire ante-ultimo restart.

La cronaca. Pronti via e dietro i due battistrada Franchitti e Servia, Hinchliffe conquista la terza piazza passando Kanaan, poi Briscoe, Hunter-Reay, Sato e Dixon. Dietro, ottima partenza di Tomas Scheckter che brucia ben 9 posizioni e transita nono davanti a Helio Castroneves, ma bastano appena un paio di curve e Mike Conway si gira centrando l’incolpevole Graham Rahal. Entrambi terminano la gara all’interno della pista, causando la prima caution della giornata.

Primo restart e Kanaan si riapproria della terza piazza così come Hunter-Reay della quinta, ma Scheckter avanza ancora ed ora è sesto davanti anche a Ryan Briscoe. Si gira però Helio Castroneves, probabilmente a causa delle gomme non ancora ben in temperatura ed è nuova caution. Il brasiliano viene spinto e alla fine può continuare anche se in forte ritardo.

Terzo start in 13 giri e Scheckter approfitta ancora delle incertezze di Hinchliffe e passa addirittura terzo mentre Hunter-Reay passa Kanaan per la quarta piazza e parte alla caccia del figlio del grande Jody. Dietro i primi iniziano ad emergere Marco Andretti e Danica Patrick.

Rinviene ancora Hunter-Reay, che passa in poco tempo sia Scheckter che Hinchcliffe, cui il sudafricano deve ricedere la piazza e va addirittura alla caccia di Servia per la seconda posizione. Dopo alcune tornate il canadese però rinviene, va a riprendere Hunter-Reay e Servia e transita addirittura secondo. Franchitti davanti intanto è imprendibile e inizia a mietere doppiati. 

Verso il giro 70, sotto le prime gocce di pioggia, prima tornata di fermate ai box. Ancora pochi passaggi e viene infatti esposta la bandiera gialla che neutralizza la corsa per quasi 40 giri. Will Power, fin qui piuttosto in ombra, ne approfitta per effettuare un ulteriore rabbocco e variare così la propria tattica di gara.

Al giro 108 il restart. Dopo solo tre giri Scheckter e Kanaan in lotta si trovano a schiacciare a sandwich Marco Andretti. Risultato: uno spettacolare incidente in cui Scheckter e Kanaan escono di pista, con la Lotus che addirittura si rovescia. Tutte e tre le vetture sono costrette ad abbandonare la gara, anche se, fortunatamente, senza conseguenze per i piloti.

Ennesima caution e al restart il colpo di scena di scena che cambia la fisionomia della gara. Sato tiene alto Franchitti e i due si toccano con le ruote anteriori. Franchitti si gira sul rettilineo e sbatte sul muro interno, mentre Sato patisce l’anteriore destra sgonfia ma può proseguire. Nella bagarre ne fa le spese anche Hildebrand con la sospensione divelta a causa di un contatto con EJ Viso. Ryan Hunter-Reay eredita pertanto la testa della gara davanti a Servia, Dixon, Hinchliffe, Briscoe, Patrick, Power, Sato, Kimball e Viso.

Al nuovo restart Will Power inizia a risalire fino al quarto posto. Davanti i primi tre prendono il largo e Power deve ricedere la posizione prima a Hinchliffe e poi alla Patrick. Nel frattempo la gara perde un altro protagonista, con Alex Tagliani che si presenta ai box col posteriore in fiamme. 

Al giro 162 inizia il secondo e ultimo giro di pit, dai quali emerge come nuovo leader proprio Will Power, forte della propria tattica di gara differenziata. Ma il sogno dell’australiano non dura abbastanza ed è costretto a cedere la leadership a Takuma Sato, transitato ai box ultimo tra tutti. Il giapponese spera nella pioggia e quindi nella conclusione anticipata della gara, ma alla fine anch’egli è costretto nuovamente ai box e cede il comando nuovamente a Ryan Hunter-Reay.  

Nuovo scroscio di pioggia al giro 206 e nuova caution. Nonostante gli accorati inviti da parte dei piloti – tramite le radio di bordo – e dei team manager, che invocavano la sospensione definitiva della gara, dopo 19 giri si finisce addirittura per ripartire, ma Danica Patrick combina il caos finale, girandosi da sola in accelerazione. Sato cerca di evitarla e si gira a sua volta centrando Will Power, che finisce contro il muro interno e viene speronato da Ed Carpenter.

La corsa viene finalmente interrotta con bandiera rossa. Segue una mezz’ora per capire il da farsi e viene data la classifica finale al giro 215 – quindi prima dell’ultimo restart – che assegna quindi la vittoria a Ryan Hunter-Reay davanti a Oriol Servia, Scott Dixon e James Hinchliffe. Will Power viene classificato quinto davanti a Danica Patrick e a Takuma Sato. Completano la top ten Ryan Briscoe, Charlie Kimball e Vitor Meira.

Prossimo appuntamento all’Infineon Raceway di Sonoma, California, fra due settimane. 

Secondo indiscrezioni Sky dovrebbe essere della partita anche il nostro Giorgio Pantano, che ritorna nella serie dopo 6 anni a sostituire per le prossime gare l’infortunato Justin Wilson nel team Dreyer & Reinbold.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/10/Hun_NH.jpg IndyCar – New Hampshire, Gara: Hunter-Reay nel caos. Torna Pantano ?