Scott Dixon si riscatta dell'errore al Glen, dove si è girato in regime di safety car a pochi giri dalla fine, imponendosi anche con un po' di fortuna, sull'ovale di Nashville, Tennessee, davanti al compagno di squadra Dan Wheldon e a Helio Castroneves. La gara si è corsa sotto un forte rischio di pioggia concretizzatosi nel finale, con tanto di bandiera rossa a 29 giri dal termine, ed ha visto i due alfieri del Team Ganassi con un filo di benzina, al contrario della totalità degli altri concorrenti che avevano rifornito tutti assieme pochi giri prima. Ma mentre per Wheldon si è trattato di una scelta strategica del box, Dixon ha onestamente affermato di essere stato richiamato insieme a tutti gli altri ma di non essere riuscito ad imboccare per tempo la corsia dei box. Ma veniamo alla cronaca.

 

Allo start la corsa si anima subito dopo il via. Marco Andretti, autore di un tour de force alla Phil Collins nel Live Aid, avendo contemporaneamente anche l’impegno con l’ALMS a Lime Rock dove ha ceduto la guida a Franck Montagny, al giro 3 perde il controllo della propria Dallara e termina addosso all’incolpevole Ryan Briscoe (sempre lui a rimetterci…) che lo stava affiancando. I due vanno entrambi a muro e saranno costretti al ritiro. 

 

Prima caution e al restart è sempre Castroneves in testa sulla Patrick, Dixon, Mutoh, Kanaa, Hunter-Reay, Wheldon, Carpenter, Rahal e Rice. Nei giri successivi risale Vitor Meira, sempre più performante in gara, che occupa la nona posizione, mentre Hunter-Reay, che si è sbarazzato facilmente di Mutoh, inizia ad avere problemi di stabilità e al giro 40 deve cedere il passo a Wheldon.

 

Al giro 45 Danica Patrick, sempre a suo agio su questo superspeedway, tenta il sorpasso a Castroneves per la leadership ma non vi riesce; ne approfittano invece Dixon e Kanaan, che dopo averla sverniciata vanno alla caccia dell’unico pilota residuo del team Penske. La pressione ottiene effetto, in quanto Castroneves cede di schianto vittima di un errore al giro 55, transitando addirittura 5°. Pochi giri dopo iniziano le soste ai box. Iniziano Mutoh e la Patrick, poi imitate da Wheldon e tutti gli altri piloti.

 

Per pochi giri il leader provvisorio è Oriol Servia, che aveva rifornito durante il primo regime di caution. Lo spagnolo è costretto a passare dai box al giro 68, lasciando la testa della gara nuovamente a Dixon. Meira nel frattempo passa addirittura quarto. Al giro 80 Kanaan approfitta del doppiaggio della vettura di Mario Moraes e sorpassa Dixon guadagnando la leadership provvisoria, che dura fino a metà gara, allorchè il vincitore del Glen, Ryan Hunter-Reay, va a muro. Nuova caution e tutti ne approfittano per andare a rifornire. La corsa riprende al giro 112, ma al muretto si inizia a pensare alla possibilità di pioggia. Kanaan allunga vistosamente su Dixon fino a oltre 3”5, ma questo sforzo viene vanificato dalle prime gocce al giro 140.

 

Tutti ai box salvo Dixon e Wheldon. Al restart, al giro 155, Castroneves, con non più molto da perdere, riparte alla grande e svernicia la Patrick e Kanaan per transitare terzo dietro i due battistrada del team Ganassi, che stanno incrociando le dita affinchè torni nuovamente a piovere. Gli scongiuri funzionano e prima al giro 165 viene sventolata la bandiera gialla, poi al giro 171 la corsa viene definitivamente sospesa.

 

Scott Dixon si aggiudica quindi la terza Gibson consecutiva (v.foto), trofeo assegnato al vincitore di Nashville, davanti al teammate Wheldon e a Castroneves. Fuori dal podio Kanaan, Patrick, Meira, Rice, Carpenter, Manning e Moraes.

 

In classifica, Dixon allunga con 420 punti davanti a Castroneves con 357 e Wheldon con 351. Quarto Tony Kanaan con 339 e quinta, ma oramai ben staccata, Danica Patrick con 266. Prossima gara la settimana ventura a Mid-Ohio.

 

Piero Lonardo

 

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