Juan Pablo Montoya sempre più pezzo pregiato del mercato. Dopo essere stato recentemente scaricato dal Team Ganassi in NASCAR, sta ora valutando le possibilità in chiave 2014, e la più probabile di queste pare ora legata al Team Andretti Autosport in IndyCar.

Il team principal, Michael Andretti, ha confermato nei giorni scorsi alla Associated Press di aver imbastito un primo discorso con il campione colombiano, che nel caso tornerebbe quindi a gareggiare in IndyCar, come già accennato nei giorni scorsi su queste pagine virtuali, dopo ben 14 anni.

Andretti si è espresso in termini lusinghieri sul talento del 37enne, vincitore della Indy500 nel lontano 2000, e starebbe cercando gli sponsor che possano garantire al team di schierare una vettura per lui.

Montoya dal canto suo non ha negato le possibilità di un ritorno nella massima serie di monoposto a stelle e strisce, anche se non ha ancora lasciato trapelare nessun indizio sui team con i quali ha avuto contatti finora. Fatto sta che il team Andretti potrebbe rappresentare la migliore alternativa per il colombiano, le cui decisioni condizionerebbero tutto il mercato piloti 2014.

Andretti ha tra l’altro smentito che la presenza di Montoya possa influire sul destino di James Hinchcliffe, quest’anno vincitore di ben tre gare, anche se tutto dipende dallo sponsor GoDaddy, che non ha ancora rinnovato con il team, e di quello di EJ Viso, che anche quest’anno non ha dimostrato particolari acuti nonostante una vettura al top. Solo un quarto posto a Milwaukee quest’anno per il venezuelano, ma dietro Viso sappiamo esserci il sostegno di una nazione intera.

Per non parlare infine del connazionale di Montoya, quel Carlos Munoz che si appresta a vincere il titolo Indy Lights (nonché la relativa sponsorizzazione di 1$M) e che alla prima uscita in IndyCar si è quasi permesso di vincere la Indy500 dietro Tony Kanaan, la terza pedina importante del mercato, che sta alla finestra in attesa degli ulteriori sviluppi della situazione.

Concludendo, Michael Andretti non ha escluso la possibilità di gestire cinque macchine il prossimo anno, purchè ci sia dovizia di sponsorizzazioni, a conferma che ora più che mai l’IndyCar ha necessità di denaro fresco per oliare a dovere la propria macchina organizzativa. Forse ora sono più evidenti i motivi che hanno portato, ad inizio anno, alla cacciata di Randy Bernard da CEO della serie a fine 2012.

Piero Lonardo


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