Dario Franchitti si aggiudica l’ottava prova dell’IndyCar Series 2011 sul mini ovale di Milwaukee davanti a Graham Rahal e ad Oriol Servia, guadagnando anche la leadership in campionato in coabitazione con Will Power, quarto. Contrariamente ad altri successi del caposquadra del Team Ganassi, questa volta però la vittoria non è stata ottenuta con facilità. Lo scozzese ha dovuto cedere più volte il comando della gara alla scatenata coppia brasiliana Kanaan / Castroneves e solo un errore del pilota ha privato il team KV-Lotus, in forma smagliante nel weekend, della sua  prima vittoria, mentre un problema ad un pneumatico ha tolto di mezzo nel finale l’alfiere del Team Penske dalla zona podio. Ma veniamo alla cronaca.

Pronti via e Franchitti resiste all’attacco immediato di Castroneves, che lo affiancava in griglia, ma la corsa si deve fermare immediatamente a causa di Ryan Hunter-Reay, che si gira da solo, perde il posteriore e va a sbattere alla curva 2 davanti ad uno spaventato Briscoe.

Al primo restart Franchitti precede Castroneves, Dixon, Kanaan, Viso, Sato, Briscoe, Andretti, Servia e Ana Beatriz. La gara di Simona de Silvestro dura ancora pochi giri e si deve fermare ai box con la vettura resa inguidabile dopo il crash nelle qualifiche di ieri. Pochi giri e, mentre davanti un Kanaan scatenato si appropria della terza piazza ai danni di Scott Dixon, la vettura di Alex Tagliani sbanda paurosamente. Il canadese viene richiamato ai box, dove perderà ogni chance di buon piazzamento.

Nel frattempo un irriconoscibile Will Power mantiene a stento la 17ma posizione, mentre iniziano ad emergere nelle posizioni che contano Oriol Servia e Graham Rahal. Al 50mo giro questa la top ten: Franchitti, Castroneves, Kanaan, Viso, Servia, Dixon, Andretti, Rahal, Sato e Lloyd. Power è ancora 14°.

Sull’ovale corto i doppiaggi sono frequenti e vi sono diverse situazioni al limite con protagonisti Saavedra, vera chicane mobile, ed Hildebrand. Proprio da una situazione simile nasce la seconda caution della giornata, con Ana Beatriz che, per lasciar passare i tre davanti, striscia a muro. I piloti ne approfittano per un primo giro ai box. Sato purtroppo colpisce un meccanico e una ruota vola per la pit lane, fortunatamente senza conseguenze se non per la gara del pilota giapponese, che esce attardato.

All’80° giro nuova green flag con Franchitti che mantiene la posizione su Castroneves. La corsa però ancora una volta dura solo un attimo perchè Alex Lloyd si gira e Saavedra non riesce ad evitarlo. Entrambi out, così come Vitor Meira, che oggi correva col muletto del Team AJ Foyt.

Al 92° nuovo restart con Franchitti che prende il volo, ma con un Kanaan strepitoso che passa Castroneves e transita di nuovo in seconda piazza. Il brasiliano del Team Penske dal contraccolpo perde anche la terza posizione ai danni di Servia. Dietro seguono Viso, Rahal, Andretti, Danica Patrick, che nel frattempo ha tratto vantaggio da un’accorta tattica di gara, così come James Hinchchliffe, nono, e Scott Dixon.

La prima svolta della corsa al giro 116, quando Franchitti rallenta e Kanaan non manca l’occasione per sorpassarlo senza fatica, guadagnando la testa della gara. Gara che però continua per pochi giri ancora dopo che JR Hildebrand va a muro subito dopo essere stato doppiato da Castroneves. I piloti ne approfittano per transitare dai box. Servia purtroppo viene rallentato da problemi nel serrare la gomma anteriore sinistra. Grande pit stop invece al Team Penske per Ryan Briscoe, che esce quinto, e per Power, dodicesimo.

Dpoo un’altra lunga caution, necessaria anche per ripulire bene la pista dai detriti dei vari contatti avvenuti in precedenza, al restart Franchitti infila di nuovo Kanaan e transita di nuovo al comando. Power intanto inizia ad affilare le unghie, passando Dixon per l’undicesima piazza.

La leadership dello scozzese però dura meno del previsto, e Kanaan al giro 154 sfrutta ancora una volta un doppiato, questa volta Carpenter, per balzare in testa. Ancora 11 giri di corsa e va a muro la prima Lotus con EJ Viso, autore fin qui – finalmente – di una corsa d’attacco. Tutti quindi di nuovo ai box in fila indiana. Gran pit di Castroneves che esce per primo davanti a Franchitti, Kanaan, Hinchliffe, Rahal, Patrick, Power, Andretti, Dixon e Briscoe.

Al successivo restart Franchitti cerca la prima posizione ma Castroneves tiene. Kanaan ne approfitta per passarlo a sua volta, transitando secondo. Dietro ne approfittano anche Rahal, Power e Servia, che vanno ad occupare le posizioni di immediato rincalzo al podio. L’inseguimento di Kanaan al connazionale però dura poco: nella foga si gira e sbatte alla curva 4. Nuova ennesima yellow flag. Sembra fatta per Castroneves ma non è finita, perchè il box Penske si accorge dei problemi di pressione ad un pneumatico e lo deve richiamare per una sosta imprevista, da cui esce solo dodicesimo.

Franchitti torna pertanto al comando, che non mollerà più fino alla chequered flag, davanti a Rahal e Power, che dopo poco verrà sopravanzato da Oriol Servia. Dietro i quattro termineranno Danica Patrick, al miglior piazzamento stagionale, un ottimo James Hinchliffe, Scott Dixon, che rafforza la prima posizione in classifica sugli ovali, Takuma Sato, Helio Castroneves ed un regolare Justin Wilson.

Meritata affermazione quindi per Dario Franchitti, la terza quest’anno, che sul palco del vincitore dedica la vittoria al padre (oggi negli USA si festeggiava il father’s day), senza però lesinare parole di fuoco per il comportamento in pista di Helio Castroneves, colpevole di averlo chiuso più volte e di averlo spedito sui famigerati “marbles”, cioè i detriti di gomma che si addensano soprattuto all’esterno delle curve e tendono a rendere imprevedibile il comportamento della vettura.

Appuntamento già la settimana prossima per la Iowa Corn Indy 250. L’anno scorso vinse Tony Kanaan e chissà che il brasiliano non bissi la prestazione per la gioia del Team di Vasser e Kalkhoven.

Piero Lonardo

La classifica finale


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