Seconda vittoria nella IndyCar Series 2008 per l'australiano Ryan Briscoe sul circuito stradale di Mid-Ohio. Il pilota del Team Penske ha preceduto al termine di una gara combattutissima e costellata di bandiere gialle il teammate Helio Castroneves e il leader del campionato, Scott Dixon.

 

All'appuntamento di Lexington il parco partenti si presentava arricchito di EJ Viso, nuovamente di ritorno dopo la pausa della settimana scorsa per gli orecchioni e di Mario Domiguez, il cui team Pacific Coast, per quest’anno ha deciso di limitarsi ai circuiti stradali, per un totale di 26 vetture. Un parco partenti che si allargherà ulteriormente l’anno prossimo con l’ingresso del Team Forsythe, come il cui proprietario stesso Jerry Forsythe ha annunciato proprio nei giorni precedenti questa gara. Come sappiamo, nel 2009 quasi sicuramente questa serie perderà però una sicura protagonista, almeno dei gossip. Danica Patrick infatti, in procinto di svolgere dei test per la Honda F1 in funzione del prossimo mondiale, è riuscita a fare parlare nuovamente di sé per una catfight con l’altra esponente del gentil sesso, la venezuelana Milka Duno, rea di averla ostacolata in prova. Come suo solito la Patrick si è presentata per “chiarirsi” presso il box della Dreyer & Reinbold, ma questa volta la grintosa pilotessa del Team Andretti ha trovato pane per i suoi denti, in quanto la Duno le ha intimato più volte di andarsene via, gettandole anche più volte addosso un asciugamano. La scena peraltro è stata interamente ripresa dalle telecamere ed è visibile un po’ dappertutto, oltre che sul sito ufficiale dell’Indycar Series.

 

Con queste anteprime, non ci spoteva attendere che una gara avvincente, e così è stato.

Innanzi tutto la pioggia, caduta poco prima della gara, ha costretto gli organizzatori a dichiarare la “wet race” e non appena la safety car si è scansata, il più lesto a prendere il comando è il poleman Castroneves a prendere il comando, davanti a Briscoe, Andretti, Wilson, Dixon e Kanaan. Presto però Marco Andretti è costretto a cedere il passo ad un Wilson scatenato e a Dixon. Nel frattempo ci sono già i primi cambi gomme, Meira e Manning azzardano subito le slick, poi il giro successivo Power e Rahal, mentre Wilson passa secondo dietro Castroneves; al terzo giro vanno ai box anche Bernoldi e Camara ed al quarto gran parte degli altri piloti, lasciando che Wilson passi anche Castroneves per installarsi al comando per poche curve prima di rifornire egli stesso. Al comando ora ci sono Meira e Manning, i primi ad aver cambiato le gomme, mentre Briscoe entra ai box per ultimo al giro 6. Al giro 8 si gira Dominguez alla curva 2 ma può proseguire ma la prima caution è vicina, quando Bernoldi si tocca con Hunter-Reay alla curva 4. L’americano riesce a farsi trainare fuori mentre il brasiliano è il primo ritirato della competizione.

 

Restart al giro 13 ancora con Meira e Manning davanti: che sia la volta buona per lo sfortunato brasiliano del Panther Racing? Dopo 12 giri al comando arriva una nuova caution che vanifica la fuga. allorchè Dominguez perde l’intera ala posteriore, evidentemente danneggiata dall’uscita di strada precedente. Al pilota verrà riparata la sua Dallara e potrà riprendere la pista. Nel frattempo tutti ai box (con Foyt IV che esce portandosi dietro il cavo della pistola ad aria compressa) salvo Rice, Briscoe e Moraes che avevano già provveduto in regime di corsa libera.

 

Al restart dopo ben 5 giri è Wilson al comando davanti a Wheldon, che concretizza così la bella rimonta dalle retrovie, mentre un Andretti sempre più in confusione si gira da solo alla curva 12 e prosegue. Wilson macina un ritmo irreale inanellando giri veloci, che però viene ancora una volta vanificato da un’uscita di strada, questa volta di Milka Duno, che al giro 38 si ferma in mezzo alla pista vittima anch’essa della curva 12. I leader della gara ne approfittano per rifornire.

 

La direzione gara non fa a tempo ad agitare la green flag che, mentre davanti Briscoe si installa al comando davanti a Moraes, grazie alla tattica di pit stop anticipato, Dominguez (quest’oggi sempre al centro dell’attenzione altrui..) tocca l’incolpevole Justin Wilson che innesca una carambola di cui sono vittime anche Dan Wheldon, Foyt ed Andretti. L’unico a non poter ripartire sarà proprio il nipote di piedone. Abbiamo appena passato la metà gara ed è già successo di tutto…

 

Il restart avviene al giro 46 e ci sono sempre Briscoe e Moraes davanti. L’australiano mette fra seè e Moraes un vantaggio sempre più consistente, fino al giro 55, quando si ferma per rifornire ai box, nella speranza che il carburante possa bastare fino alla fine della gara, imitato da Dixon, Manning e Moraes. Nel frattempo si girano Rahal e Roth ma la gara non si arresta. Il nuovo leader, ma solo per un paio di giri, è Will Power, autore sin qui di una gara accorta; allorquando toccherà anche a lui rifornire, cederà il comando al connazionale Briscoe, che per il gioco delle soste si ritroverà primo davanti ad un irreale Burno Junqueira di oltre 6”. La nuova sospensione della corsa avviene al giro 62, quando Mario Moraes termina la sua brillante corsa per divenirne il terzo ed ultimo ritirato, girandosi alla curva 4.

 

Al successivo restart c’è ancora Briscoe davanti a Junqueira che viene bersagliato delle peggiori gufate da Castroneves, Dixon e Power. Mentre davanti Briscoe semina ancora una volta gli avversari, sicuro a tal punto della quantità di etanolo nel proprio serbatoio da inanellare ancora giri velocissimi, a pochi giri dalla fine il box del Dale Coyne Racing segnala a Junqueira che dovrà fermarsi e perdere la piazza d’onore.

Lo splash&go avviene a 8 giri dalla fine e lo vede uscire solo 13°, mentre la seconda piazza passa ad Helio Castroneves. A seguire nella top ten Scott Dixon, un ottimo Will Power, un regolare Oriol Servia, Vitor Meira, un impalpabile Tony Kanaan, Darren Manning, Hideki Mutoh e Ryan Hunter-Reay. Justin Wilson, undicesimo, regala gli ultimi sussulti della gara sorpassando Danica Patrick.

 

In classifica, con questo secondo posto Castroneves accorcia su Dixon (455 punti contro 397); terzi e quarti rispettivamente Tony Kanaan e Dan Wheldon con 365 e 364 punti mentre sale prepotentemente al quinto posto Ryan Briscoe con 296.

 

Prossima gara già sabato prossimo sulla pista ricavata dall’aeroporto di Edmonton.

 

Piero Lonardo

 

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