Scott Dixon si aggiudica alla grande l’Honda Indy 200 a Mid-Ohio, conducendo praticamente dall’inizio alla fine, gestendo tutte le situazioni che via via gli si sono proposte, come pianificare il sorpasso ai box su James Hinchliffe, primo grazie ad un geniale cambio di strategia nelle fasi iniziali, per finire con la prova di forza necessaria per recuperare la testa della gara al compagno di squadra Dario Franchitti durante il secondo ed ultimo restart della giornata. 

Terzo Ryan Hunter-Reay, che ha saputo condurre una corsa con poche sbavature e capitalizzare così dai tanti errori altrui. Dietro la migliore delle vetture dell’Andretti Autosport ben due KV-Lotus, con Takuma Sato davanti a Tony Kanaan, autore dell’ennesima superba corsa in rimonta dalla P16 dello start. 

Applausi anche per Mario Andretti, terminato settimo alle calcagna del sempre coriaceo Alex Tagliani partendo dalla 19ma posizione e per Oriol Servia, terminato (come anche partito) subito dietro al nipote di “piedone”. 

Grande corsa anche per Charlie Kimball, undicesimo all’arrivo e a lungo quinto, privato del giusto riconoscimento solo da un errore nel finale, per Simona De Silvestro, undicesima all’arrivo, subito dietro Sebastien Bourdais e Vitor Meira, entrambi abili a tenersi fuori dai guai,  e per Simon Pagenaud, dodicesimo sulla vettura di Justin Wilson, che ha dimostrato di meritare un posto fisso in questa IndyCar.

Ma l’eroe della giornata è sicuramente James Hinchliffe. Il rookie canadese, sempre in palla nel weekend, ha condotto la gara nelle fasi centrali grazie ad un pit stop anticipato che lo ha lasciato al comando allorché Sebastian Saavedra sbatteva alla curva 2, provocando la prima caution della giornata, tenendo dietro a suon di giri veloci il duo Penske fino al secondo pit stop, dove è stato rallentato dal traffico, prendendo tempo prezioso a favore dei primi tre classificati. Purtroppo una toccata e relativo testacoda nelle fasi finali ha privato “Hinch” del giusto riconoscimento, terminando solamente 20mo.

Chi però esce con le ossa rotte da questa trasferta è il Team Penske. Will Power 14°, Ryan Briscoe 16°, Helio Castroneves 19°. Tutti autori di una buona partenza, con i primi due in grado di mantenere le ottime posizioni guadagnate in qualifica. Il brasiliano dopo pochi giri è già fuori dai giochi che contano, incapace di portare l’aiuto necessario a Power, che continua a veleggiare nelle posizioni di vertice. Il vero patatrac però si consuma alla seconda caution, generata al giro 56 di 85 da un contatto fra Danica Patrick – vero pericolo ambulante in questa occasione – e Graham Rahal, che si girava rendendo necessaria la pace-car. Power e Briscoe, in quel momento quarto e sesto, inspiegabilmente sono gli unici a non approfittare delle bandiere gialle per rifornire nello stesso giro degli altri, e così facendo usciranno definitivamente dalle posizioni di testa.

Via libera quindi per gli alfieri del team Ganassi, con Dixon che risponde di forza all’attacco di Franchitti per poi prendere il volo sino al traguardo per incassare la prima vittoria del 2011. In classifica lo scozzese approfitta dell’ennesimo passo falso di Will Power per allungare a 62 punti il distacco sull’australiano.

Prossimo appuntamento la settimana prossima sull’ovale di un miglio del New Hamsphire.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della gara


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