Takuma Sato conquista la sua prima vittoria sulle strade di Long Beach per la prima volta dopo 52 partenze in IndyCar. Il giapponese, partito dalla quarta piazzola, ha sfruttato nelle prime fasi di gara la superiorità della sua vettura e del motore Honda, che ha monopolizzato le prime quattro posizioni, passando immediatamente un Will Power ancora una volta poco incisivo e penalizzato oltremodo da un incidente in corsia box con Tristan Vautier, al quale praltro ancora una volta manca un po’ di fortuna, così come al suo compagno di squadra Simon Pagenaud, per arrivare al colpaccio.

Ad un quarto di gara è toccato al campione in carica Ryan Hunter-Reay, poi ingloriosamente finito a muro, cedere all’indiavolato giapponese. Ultimo a cedere il tetracampione Dario Franchitti pohi giri dopo, dopodichè non ce n’è stata più per nessuno.

Dietro Sato un positivissimo Graham Rahal cui finalmente inizia a fare effetto il trasferimento al team diretto dal padre, il grande Bobby, autore anch’egli di una gara perfetta, ma che nulla ha potuto contro lo strapotere della DW12 del Team Foyt. Completa il podio Justin Wilson, risalito addirittura dalla 24ma posizione dove era stato relegato dalla mancata partecipazione alle qualifiche.

Solo quinto dietro ad un Dario Franchitti finalmente a traguardo, la prima vettura motorizzata Chevy, nelle mani di JR Hildebrand. Completano la top ten Marco Andretti, partito 25mo, Simon Pagenaud, Simona de Silvestro, Helio Castroneves e Scott Dixon, questi ultimi hanno rimediato con una tattica accorta agli errori commessi – il primo – e subiti – il secondo – nelle prime fasi di gara. Oriol Servia, sesto all’arrivo, è stato infine penalizzato di 30” per il contatto che a due soli giri dalla fine ha tolto di mezzo Tony Kanaan, sbattuto a muro nella lotta per la 5a piazza.

Ancora delusione per Sebastien Bourdais il quale, dopo una lenta ma costante rimonta fino alle soglie della top ten, vanificava gli sforzi con un banale dritto, finendo per terminare in p14 davanti a Will Power e a Tristan Vautier. Subito fuori gara infine il vincitore di St.Pete, James Hinchcliffe, per una carambola che ha coinvolto anche il compagno di squadra EJ Viso, e il rientrante Mike Conway, colpito prima da Castroneves al primo restart ed in seguito afflitto da problemi elettrici che gli hanno impedito di accelerare alla seconda ripartenza.

Ma veniamo alla cronaca. Lo start, che vede diverse posizioni anomale sullo schieramento, con le ultime file occupate da piloti del calibro di Wilson, Dixon, Vautier ed Andretti, si svolge in modo abbastanza regolare, salvo un contatto tra Vautier e Dixon che costringe il neozelandese ad un’immediata sosta ai box, presto imitato da Marco Andretti. Dietro Franchitti e Hunter-Reay  si avvantaggiano Sato che passa Power per la P4 ed Hinchcliffe che ha la meglio su Castroneves. Ma dopo 3 giri è già caution, con Sabastien Saavedra che termina a muro alla curva 9.

Al primo restart Hunter-Reay insidia Franchitti e mette il muso davamti ma lo scozzese non ci sta e passa per primo alla curva 1. Qualche spintone a centro gruppo ma nessuna particolare conseguenza, salvo Mike Conway ed Helio Castroneves che si ostacolano a vicenda e scivolano oltre la top ten, con il brasiliano che è cosytretto a cambiare il musetto.

Ad un quarto di gara Sato si fa largo ed insidia Hunter-Reay, che fa un po’ fatica sulle gomme dure e lo passa al lap 23, mentre dietro la coppia di Sam Schmidt inanella giri veloci e risale in cassifica.

Al giro 28 Sato è ormai alle spalle di Franchitti ma è tempo di pit e Power guadagna la P3 su Hunter-Reay, il quale deve cedere la posizione anche a Hinchcliffe e Kimball. Il box Ganassi non assicura a Franchitti un pit stop perfetto e dopo la seconda caution, necessaria per sbloccare le monoposto di Tagliani e Kimball incastratesi alla curva 8, Sato si ritrova meritatamente in testa alla gara davanti a Power, Franchitti, Conway, Rahal, Hinchcliffe, Pagenaud, Viso, Kanaan ed Hunter-Reay.

Al giro 35 il nuovo restart, piuttosto confuso grazie a Conway, che perde potenza in rettilineo e sarà presto costretto al ritiro. Sato mantiene la testa della gara davanti e Franchitti, che si riappropria della P2 su Power. Dietro però si agganciano Hinchcliffe e Kanaan. Il canadese ha la peggio, si gira e si scontra con l’incolpevole Viso. Gara finita per il sindaco di Hinchtown e nuova caution, la #3 della giornata.

Alla metà gar ail nuovo restart con Sato che deve tenere a bada Rahal, che ha agguantato la seconda piazza su Franchitti, mentre Vautier con un balzo transita quarto davanti a Kanaan, Pagenaud, Power, Wilson, Servia e la de Silvestro. Power è in netta difficoltà con le gomme dure e presto deve cedere a Wilson la settima piazza.

I due francesi davanti sono scatenati con le “red” ed entrambi guadagnano una piazza transitando terzo e quinto prendendo a sandwich Franchitti, che invece monta le hard. In questo momento della gara ci sono ben 6 Honda davanti.

Al giro 50 Pagenaud rientra ai box per il rifornimento proprio mentre Hunter.Reay si stampava alla curva 8, lungo dopo aver passato Ana Beatriz. E’ nuova caution e tutti ne approfittano per andare a rifornire, lasciando Pagenaud in p11. Nell’operazione Vautier viene fatto uscire dalla propria piazzola mebntre sopraggiunge Power. Il contatto è inevitabile e fortunatamente non vengono coinvolte le rispettive crew. Questo contatto genererà una penalità per il francese, che dovrà così rimandare i propri sogni di Gloria. Si ferma anche AJ Allmendinger, mai propriamente in palla quest’oggi, per problemi meccanici alla curva 5.

Il successivo restartal giro 55 viene falsato da Charlie Kimball doppiato a fianco di Sato. Il giapponese lo lascia opportunamente sfilare, col risultato che li californiano si stampa sulla curva 1 ma riesce comunque a ripartire. Dietro Sato quindi Rahal, Wilson, Franchitti, Kanaan, Pagenaud, autore di un altro restart da manuale, Servia, Andretti, la de Silvestro ed Hildebrand.

Pagenaud, ora sulle hard, deve soffrire l’attacco prima di Servia, che lo passa per la sesta piazza, poi quello di Marco Andretti, che lo tocca vistosamente al posteriore. Nessun intervento da parte della direzione gara. Nel frattempo Bourdais, che si era avvicinato alla top ten dop una gara giudiziosa, rovina tutto andando dritto e scivola addirittura in P18.

Le ultime fasi di gara vedono Pagenaud cedere anche ad Hildebrand e la rimonta dello stesso Bourdais fino alla 15ma piazza, mentre là davanti Sato sin invola indisturbato. Ultimo sussulto a due giri dalla fine, allorquando un Kanaan unico dei primi sulle hard, viene sbattuto fuori da Oriol Servia mentre lottavano per la quinta piazza. Lo spagnolo verrà penalizzato per la seconda volta in questo weekend e terminerà fuori dalla top ten.

Finisce così con la prima vittoria di Takuma Sato in IndyCar, una vittoria sfiorata più volte, tra cui la più eclatante sicuramente l’arrivo di Indy 2012, con il giapponese a muro all’ultimo giro dopo aver tentato il tutto per tutto su Franchitti. In classifica Castroneves con il nono posto finale mantiene la leadership con 8 punti di vantaggio proprio sull’alfiere di AJ Foyt, che a sua volta torna alla vittoria nella massima serie di monoposto americane dopo ben 11 anni.

Prossimo appuntamento, l’unico del 2013 fuori dal nordamerica, il 5 maggio a Sao Paulo

Piero Lonardo

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