Will Power si aggiudica il Toyota Grand Prix of Long Beach al termine di una gara tutta d’attacco iniziata dalla dodicesima piazzola di partenza a causa della nota penalizzazione inflitta ai motori Chevy. Una grande prova di forza questa da parte del motorista americano, capace di piazzare ben sette monoposto nelle prime dieci in un circuito come quello californiano dove partire davanti è sempre un grosso vantaggio.

Vantaggio che non ha sfruttato il poleman Dario Franchitti il quale, dopo aver giocato al tirassegno con i propri avversari, ha finito per pagare della propria stessa moneta, incapace di emergere dopo la sosta ai box per la sostituzione dell’ala anteriore rovinata nel contatto con Briscoe, ed ha terminato solo 15mo. Non sappiamo quanto abbia influito il crash avvenuto nel warm-up mattutino, ma la sensazione è che lo scozzese, campione uscente della serie, non abbia ancora trovato il giusto feeling con la DW12.

Ma il vero protagonista della gara insieme a Power è stato Simon Pagenaud, terminato secondo ad un nulla dall’australiano; molto probabilmente un giro in più e l’alfiere di Sam Schmidt avrebbe portato a casa il risultato pieno. Terzo termina un sempre concreto James Hinchliffe, avvantaggiato della penalità di 30” inflitta a Ryan Hunter-Reay per un duro contatto nel duello all’ultimo giro con Takuma Sato. Dietro il canadese – per la prima volta al traguardo quest’anno – Tony Kanaan, davanti a JR Hildebrand, Ryan Hunter-Reay, Ryan Briscoe, Takuma Sato, Rubens Barrichello e Justin Wilson, quest’ultimo protagonista delle prime fasi di gara.

La cronaca. Tutte le vetture motorizzate Honda partono con le gomme bordate di rosso, le “alternate” a parte Sato, che si schiera con le “prime” come tutti gli altri piloti. Allo start Newgarden cerca di passare il poleman Franchitti all’esterno della prima curva e va largo, “aiutato” dallo scozzese, toccando duro le gomme. Gara finita purtroppo per il promettente rookie e prima caution della giornata. Dietro lo scozzese Pagenaud, che ha infilato subito Wilson, poi Dixon, Sato, Rahal, Kimball, Conway, Hunter-Reay, che ha guadagnato ben quattro posizioni, e Briscoe.

Al restart, Justin Wilson scatta benissimo da dietro e svernicia sia Pagenaud che Franchitti, impossessandosi della testa della corsa e mettendo subito un paio di secondi fra se e la Dallara #10. Dietro continua la rimonta di Hunter-Reay, che passa anche Conway per l’ottava piazza, mentre Sato fa lo stesso con Dixon per la quarta. Franchitti ha il suo daffare a contenere anche Pagenaud, che l decimo giro ha la meglio alla solita curva 1.

Tony Kanaan è tra i primi a cambiare tattica e va ai box ad effettuare la prima sosta. Nel frattempo anche Takuma Sato passa Franchitti per la terza piazza, sempre alla curva 1. Le quattro vetture del Team Ganassi ora occupano le posizioni dalla quarta alla settima e sono in lotta tra loro. Franchitti continua a perdere terreno e viene passato anche da Dixon, mentre Kimball fa a sportellate con Rahal ma resiste.

Al giro 20 Sebastien Bourdais, che aveva recuperato fin qui 6 posizioni, finisce senza freni e entra nelle gomme a protezione della curva 5. Seconda caution e in tanti ne approfittano per rifornire tra cui Wilson, Pagenaud, Dixon, Kimball, Rahal e Power. Nuovo leader quindi diventa Takuma Sato, che precede  Franchitti, Hunter-Reay, Briscoe, Hinchcliffe, Castroneves, Hildebrand, Wilson e Pagenaud.

Terribile il successivo restart per Franchitti, che sembra non accorgersi della green flag e viene passato sia da Hunter-Reay che da Briscoe. Dietro però caos totale con Tagliani che colpisce Conway e danneggia l’ala anteriore e Katharine Legge che va fuori da sola alla curva 1. Ma l’incidente più spettacolare è quello che vede uscire volando Marco Andretti alla curva 8 dopo un contatto con Graham Rahal, il quale, per evitare il sorpasso, gli taglia la strada. Il figlio del grande Bobby, centrato da dietro, perde l’ala posteriore, divelta nell’impatto. Gara finita per entrambi ed inevitabile la nuova caution.

Al giro 27 Dixon rimane fermo lungo il percorso. Per il neozelandese gara finita, ma la prosecuzione della caution permette a Sato, Hunter-Reay e Hinchliffe di approfittarne per rifornire. Il leader diventa ora Ryan Briscoe, che deve ancora pittare come peraltro  Franchitti e Castroneves, che ora occupano le prime tre piazze.

Al successivo restart Franchitti ne combina ancora un’altra: fa ostruzione all’arrembante Wilson, che fa capolino dall’esterno, e successivamente ha un lieve contatto con Briscoe, che mantiene comunque la posizione davanti a Castroneves, il quale ha approfittato della situazione, allo stesso Franchitti – che ha danneggiato l’ala anteriore nel contatto con l’australiano e deve sostituirla ai box – Pagenaud, Kanaan, Wilson, Kimball, Sato, Jakes e Power.

Al giro 35 anche i primi tre effettuano la prima sosta ai box. Il comando delle operazioni ora passa a Pagenaud con Kanaan che lo pressa da dietro. Kimball nel frattempo scivola al settimo posto mentre poco dopo viene assegnato un drive through a Viso per aver passato alcune macchine sotto bandiere gialle.

Ormai siamo arrivati a metà gara, e Pagenaud conduce con quasi 4” su Wilson, Sato, Power, che nel frattempo ha passato Jakes, Kimball, Barrichello, Hildebrand, Hunter-Reay ed Hinchliffe. Kanaan nel frattempo ha effettuato anche la propria seconda sosta e viaggia ora in 12ma posizione. Il francese in questa fase sta spingendo forte, unico a girare fisso sotto l’1.10” insieme a T.K.

Al lap 48 stop definitivo per Mike Conway, mentre Pagenaud rifornisce per la seconda volta, lasciando la testa della corsa nuovamente a Sato davanti a Wilson e a Power, che presto svernicia l’inglese e passa secondo. A seguire ancora Kimball, il più positivo fin qui della pattuglia Ganassi, e Barrichello, finalmente nelle posizioni che contano.

Grande spettacolo tra Viso, Castroneves e Briscoe cha passano in threewide alla curva 1. Il brasiliano si fa largo di forza tra i due ed ha la meglio per la p12, mentre il compagno di squadra Power effettua la sua seconda e definitiva sosta al giro 55, rientrando settimo.

Dopo che anche Sato effettua la sua seconda sosta, il comando passa momentaneamente a Ryan Hunter-Reay, che però deve ancora rifornire come Hinchliffe, che lo segue in P2. Ormai è lotta di tattiche: Pagenaud e Kanaan, che li seguono in classifica, non dovrebbero riuscire ad arrivare al finale senza una caution, per cui il duello per la vittoria finale si dovrebbe ridurre ai soli Sato, Power e Wilson.

Al lap 60, dopo che tutti i big hanno effettuato almeno due pit stop, Pagenaud conduce di oltre 4” su Kanaan, che rifornirà il giro successivo, Power, che ha passato anche Sato, Jakes, Wilson, Barrichello, Hildebrand, Kimball, Castroneves ed Hunter-Reay e Hinchliffe. In p13 si è intanto affacciata Simona de Silvestro, sempre a suo agio sui cittadini e prima delle motorizzazioni Lotus prima di doversi ritirare ancora una volta per problemi tecnici. Franchitti nel frattempo è oramai sparito nelle retrovie.

La svolta della gara al giro 71, allorchè Pagenaud si reca ai box per un ultimo splash e ne esce quarto dietro Power, che conduce ora con oltre 4” su Sato e 11” su Barrichello. Nel frattempo ha ceduto Justin Wilson, che transita nono, preceduto anche da Hildebrand, Jakes, Kimball ed Hunter-Reay .

Inizia quindi la grande rimonta di Pagenaud, che lo porta a passare Barrichello al giro 72 e transita terzo. Il francese è scatenato e riduce il gap su Sato al ritmo di un secondo al giro. A 7 giri dalla fine – poco dopo che lo stesso Barrichello ha dovuto ricevere un’ultimo necessario splash che gli consenta di terminare la gara – si trova negli scarichi del giapponese e lo passa di forza. Ora l’obiettivo è Power a 5”8

Dietro si fanno largo Hunter-Reay, che grazie ad alcuni sorpassi e ad ulteriori soste si ritrova ben presto quarto alle spalle del giapponese, e Kanaan, che ha la meglio su Hildebrand per la potenziale p6.

A 2 giri dalla fine il distacco fra Pagenaud e Power è ormai di soli 2”6, e allo sventolare della white flag il distacco è di soli 1”07 ma con EJ Viso doppiato in mezzo. Il venezuelano si comporta correttamente e permette ad entrambi i contendenti di sorpassarlo, ma ormai è troppo tardi e Power transita primo sul traguardo con circa 8 decimi di vantaggio su Pagenaud. Dietro i due battistrada, Hunter-Reay, ancora in battaglia con Sato, tenta il tutto per tutto e lo tocca, buttandolo fuori. Per questa manovra il californiano verrà penalizzato di 30”, mentre il giapponese si gira e verrà classificato solamente ottavo. Ultimi brividi con Barrichello che viene toccato da dietro al tornantino da James Jakes e si gira causando un ingorgo che coinvolge anche Wilson e l’incolpevole Servia.

Onore quindi a Will Power, alla seconda vittoria consecutiva, che si appropria anche della testa del campionato davanti al vincitore di St.Petersburg, Helio Castroneves (-24), e a Simon Pagenaud (-27)

Fra due settimane prima trasferta fuori dagli USA della serie sul circuito cittadino di Sao Paulo.

L’ordine di arrivo.

Piero Lonardo


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