Simon Pagenaud legittima ancor più la sua posizione di leader dell’IndyCar Series 2016 conquistando il GP of Long Beach.

Si è trattato della più veloce di sempre delle 45 edizioni fin qui svolte e non solo non ha visto periodi neutralizzazione ma – caso unico – tutte e 21 le vetture partite sono state classificate.

Il francese, al quinto successo assoluto nella serie, il primo per il team Penske, era partito dalla seconda fila, mantenendo, come tutta la parte anteriore dello schieramento, la posizione iniziale.

Helio Castroneves, partito dalla pole, guidava il gruppo sul campione in carica Scott Dixon e lo stesso Pagenaud. A seguire le altre DW12-Chevy di Tony Kanaan, Juan Pablo Montoya e Will Power.

Presto Pagenaud aveva la meglio su Dixon e si lanciava alla caccia del battistrada, che però resisteva. Il colpo di scena al lap 55, quando Dixon, passato al comando dopo l’ultimo pit di Castroneves, si trovava a fronteggiare l’uscita dai box di Pagenaud, che aveva rifornito per ultimo nel terzetto di testa.

Il francese però anticipava nettamente l’inserimento in pista, mettendo entrambe le ruote anteriori all’interno della linea, mantenendo così la leadership davanti a Dixon. Immediate le rimostranze del team Ganassi, che però non hanno trovato soddisfazione se non in un warning da parte della direzione gara.

Negli ultimi 25 giri Dixon cercava in tutti i modi di passare Pagenaud, che tagliava il traguardo per la prima vittoria dopo oltre un anno di astinenza dopo la gara 2 di Houston 2014.

Le ultime soste hanno rivoluzionato la top ten, con Takuma Sato, partito dall’ottava piazzola in griglia, primo delle Honda, P5 dietro Montoya e davanti a Kanaan. Solo settima piazza per Power, davanti a James Hinchliffe e ad un Sebastien Bourdais che è riuscito a rimontare ben cinque posizioni, terminando nono davanti a Josef Newgarden, che chiude la top ten.

Sfortuna ancora una volta per Graham Rahal, senza benzina all’ultimo giro, e per Ryan Hunter-Reay, rimasto ancora una volta intruppato da una tattica suicida del team Andretti. In sostanza ancora una volta è strapotere Chevy, con ben otto monoposto alimentate dal marchio del farfallino tra le prime dieci.

Solo 17mo Luca Filippi, che ha patito un contatto al via nel quale ha rovinato l’ala anteriore. Da lì in poi un calvario per il pilota piemontese, che ha dovuto attendere il giro 56 per sistemare la sua DW12. Meglio è andata al compagno di squadra Conor Daly, che è riuscito a mantenere la 13ma posizione della partenza.

Prossimo appuntamento con l’IndyCar Series sul circuito di Barber Park, Alabama, già la prossima settimana.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Per il francese, indiziato di infrazione all’uscita della pitlane, solamente un warning

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/04/04-17-Pagenaud-On-Course-LB.jpg IndyCar – Long Beach, Gara: Pagenaud tra le polemiche